lunedì 29 gennaio 2018

Foto


Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

(Dante Alighieri - Divina Commedia - canto VI Purgatorio)

domenica 28 gennaio 2018

I segni


I segni, i segni anzitutto: Andrea Augello, colui che mise in difficoltà la Bella Etruriana in Commissione d’inchiesta Banche, colui che fece emergere le storture tra Consob e Banca d’Italia non sarà ricandidato nel centro destra, grazie al veto di Frankestein-Ghedinj e Lacchè-Tajani; come potrebbe infatti far parte della compagine uno che rettamente svolse il suo mandato? Giammai! 
I segni, i segni anzitutto: il Bomba candida in Sicilia i soliti noti, gli accaparratori di voti: Pietro Navarra figlio del barone medico messinese,  nipote del boss Michele che dopo la guerra comandò a Corleone. E poi i Cardinale, e tutta l’altra paranza.
I segni, i segni anzitutto: Casini a Bologna (per questo pare si stiano rivoltando nelle tombe molti padri nobili), l’ex forzista, alfaniana ministro della salute con solo la maturità classica e fondatrice di un nano partito Beatrice Lorenzin, e poi la ripetente Micaela Campana, famosa per chiamare Capo il Buzzi ancora in galera per mafia capitale e per aver risposto con  39 “non ricordo” alle domande dei giudici nel relativo processo romano. E poi Pittella, 007 Boschi in incognito a Bolzano per evitare figuracce, tutti i ministri così perfetti, intellettuali, sagaci da commuoverci e tra cui spiccano “Control C Madia” e la trasformatrice di guerre in missioni di pace nonché acquirente di F35 Gianna&Pinotti. 
Ma c’è una candidatura che più di ogni altra pare annunciare lo spettacolo a cui assisteremo tra poco più di un mese: il cuneo del berlusconismo dentro alle macerie dell’ex sinistra, la sonda inserita nei finti avversari in grado di controllare che, in modalità insalubre, qualcuno possa pensare leggi a sfavore del tiranno dell’Era del Puttanesimo: Cosimo Ferri, magistrato, della corrente di destra, portato nel PD quale garanzia per le nozze future. I segni, i segni anzitutto: dal 4 marzo i piccioncini si uniranno con amore per una mefitica alleanza scardinante quel poco di dignità ancora presente nel nostro paese. Per il bene loro e della tanto amata casta immota.

Stralcio riflessivo


“Nel distretto di Palermo si registra un incremento del 97% di procedimenti per reati di corruzione, del 77% per i reati di concussione, del 27% per i reati di malversazione a danno dello Stato e di indebita percezione dei contributi (…). Il numero dei soggetti coinvolti, i ruoli apicali o strategici da tanti di essi ricoperti all’interno di ministeri nazionali, di vari assessorati della Regione siciliana, della più diversa tipologia di uffici ed enti pubblici – dai Comuni alle Asl, dal Genio Civile alla Inail e via elencando, la serialità delle condotte criminose, la vastità delle reti di relazioni e di complicità, la rilevantissima entità economica dei danni causati dalle condotte criminose all’Erario e alla collettività, ricompongono – tessera dopo tessera – il quadro di un collasso etico e di una deriva criminale di segmenti significativi della classe dirigente.

La crescita costante di tale fenomenologia criminale, in larga misura sommersa (nell’ultimo triennio l’andamento di crescita a Palermo è stata del 23%) attesta che anche in questo settore la giustizia penale non riesce ad assolvere la funzione general-preventiva di disincentivare la consumazione dei reati con la minaccia dell’irrogazione delle sanzioni e la loro successiva comminazione.

Il deficit degli effetti della risposta penale in tale specifico settore appare il risultato di politiche legislative stratificate nel tempo che hanno depresso ai minimi termini in vari modi il rischio ed il costo penale derivanti dalla consumazione di tali reati, alimentando così la crescita di una cultura impunitaria che, a sua volta, ha operato da propellente per la crescita del fenomeno (…). In un paese caratterizzato da un livello di corruzione tra i più elevati al mondo, il numero di persone detenute in espiazione pena definitiva per i reati più gravi contro la P.A. è statisticamente talmente irrisorio da non essere neppure quotato. I pochi condannati con sentenza definitiva, quelli nei cui confronti si è reso possibile definire i tre gradi del giudizio prima che intervenisse la prescrizione, sono pressoché tutti ammessi a usufruire di misure alternative alla detenzione che dovrebbero risocializzare e rieducare alla legalità mediante l’istruzione e il lavoro colletti bianchi altamente scolarizzati, di reddito elevato e già professionalmente realizzati.”

(Roberto Scarpinato - Procuratore Generale Corte d’Appello di Palermo)

sabato 27 gennaio 2018

Dubbi ferroviari



Poesia



L’Etruriana vien di notte
in tacco dodici a frotte 
Vien calata dal camino
dentro il seggio clandestino
Non la smuove manco l'alano
nel dorato di Bolzano

Con le banche ha confidenza
ma a Bozen c’è diffidenza
Pur studiando come matta
resta acerba e tanto sciatta
Il suo Bomba l’ha piazzata
per vederla santificata

Col sorriso luccicante
rifarà un lustro scintillante
Tralasciando promessa di ritiro
in anonimo a Roma andrà in giro
a cercar bisso e poltrona
per famelica ambiziona

La vedrem dorata e principesca
ammaestrarci lucente e fiabesca
ripetendo a perdifiato 
le parole del suo amato.
Per il bene del partito le sue gesta
baluardo saran all’amata casta

Siam contenti di ammirarla
lei che sempre in risa parla
Le sue tesi e i suoi pensieri
ammalian frotte di scudieri
auspicando rosea tendenza

al fin di ritrovarla in Presidenza!

Pappaparaparappapara!



Pensieri rosati