Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 16 gennaio 2018
Che c..!
Senza commenti di sorta, posto l'articolo di Massimo Fini pubblicato oggi sul Fatto.
La colpa è del sedere, non della mano
di Massimo Fini
Je suis Catherine Deneuve. Perché con la sua autorevolezza che le deriva dal- l’appartenenza di genere (il sesso forte, altro che debole), dalla sua bellezza, dalla sua raffinatezza e bravura di attrice (Belle de jour di Buñuel su tutto) mi ha salvato dalla serqua di insulti, massmediatici e no, che mi sono piovuti addosso per quattro articoli che ho scritto sul Fatto post “caso Weinstein” (Il caso Weinstein: le ricattate e il ricattatore, 17/10/2017; Dalle molestie alla caccia alle streghe: difendiamoci, 7/11/2017; Risposta a Claudia Mori, 9/11/2017; La caccia alle streghe, 9/12/ 2017). La cupa Dacia Maraini afferma che “la caccia alle streghe”, maschili, non riguarda “la mano sul ginocchio o una pacca sul sedere”.
Non è così. Il ministro della Difesa britannico Fallon si è dimesso perché accusato di aver messo la mano sul ginocchio di una giornalista che gli sedeva accanto e anche il vecchio Bush che di ben altro dovrebbe essere ritenuto responsabile è stato messo sotto schiaffo perché dalla sua carrozzina ha messo la mano su un sedere che gli stava davanti e alla giusta altezza. Ma chi mai, se è un uomo, può resistere a un bel culo?
Non a caso Venere è Callipigia e nasce in Grecia, nella prima metà del II secolo avanti Cristo, insieme alla grande filosofia e alle matematiche. E pour cause. Perché il culo è innanzitutto una categoria metafisica. Possiede la perfezione geometrica delle figure astratte. E infatti, come forma, si apparenta alla sfera che è la figura geometrica perfetta. Ma la supera perché ha una simmetricità che manca alla sfera. Come la sfera è un corpo finito e infinito allo stesso tempo e, poiché è curvo, il culo è vicinissimo all’essenza stessa della verità (“Ogni verità è curva” scrive Nietzsche). C’è, racchiuso nel culo, l’enigma del rapporto finito/infinito, spazio/tempo, che è l’enigma dell’Universo. Non a caso Salvador Dalì a qualcuno che gli chiedeva come immaginasse l’universo rispose: “Un continuum a quattro natiche”.
Come questo inquietante apotema, così carico di significati simbolici, sia finito in fondo alla schiena dell’uomo e, quel che è peggio, della donna, è un mistero.
Ma qui ritorna la grande ambiguità del culo, la sua finita infinitezza. Disumano per l’esattezza e la perfezione delle sue proporzioni, il culo è anche molto umano. Mentre la perfezione è, per ciò stesso, inespressiva, il culo è la parte più eloquente del corpo. Quando Moravia ne La vita interiore ha scritto che “il sedere manca di espressione” non sapeva quel che si diceva. Il culo segnala non solo il carattere ma, spesso, l’appartenenza di classe di una persona, maschio o femmina che sia. C’è il culo diffidente e avaro (che è a mele strette come hanno, in genere, i toscani), il culo fiducioso e pieno di speranza (tondo, grasso e a natiche leggermente dischiuse), il culo aggressivo (sodo e massiccio come una catena montuosa), il culo volitivo (piccolo e muscoloso), il culo colloquiale (elastico e malleabile), il culo nobile (alto, lungo e appena rilevato), il culo popolare (basso e largo), il culo burocratico (grasso e uniforme), il culo proletario (largo ma alto), il culo militare (stretto e muscoloso), il culo meschino e timoroso (che è quello magro ma senza essere ossuto), il culo indifferente (piccolo e raccolto), il culo ridanciano (largo e piatto), il culo impertinente (tondo, a scalino e sussultorio). Infine c’è il culo remissivo, che è quello che ha due tenere pieghe fra la natica e l’attaccatura della gamba ed è tondo senza essere eccessivo. Questo è il vero culo. Il culo dei culi.
Perché possiede, al massimo grado, le due caratteristiche che, pur variamente mascherate, sono proprie di ogni culo: l’essere indifeso e ridicolo (L’ilare impotenza del deretano la chiama Sartre, che se ne intende). Il culo infatti è impotente. Perché, come Polifemo, è cieco nonostante possegga un occhio. È in condizione di palese inferiorità: non può guardare ma solo essere guardato. È inoffensivo perché non ha spigoli. Poco o punto muscoloso non si può difendere e chiunque può oltraggiarlo. È nudo ed esposto poiché non ha peli. Ed infine è ridicolo come tutti gli esseri grandi e grossi ma imbelli. Per questo connubio di impotenza e di ridicolo, il culo è la parte preferita dal sadico. Nessuno le busca come il culo. C’è da dire che, quasi sempre, il culo fa di tutto per meritarsele. Provoca. A volte infatti si presenta con un’aria di falsa innocenza, altre con impertinenza, altre ancora con arroganza.
In altri casi si isola, fa finta di niente, come se ignorasse di essere un culo. Atteggiamenti, tutti, che attirano una adeguata punizione. Che del resto il culo, dopo una prima resistenza di pura parata e, diciamo così, di bandiera, accetta volentieri, arcuandosi, protendendosi, aprendosi, offrendosi. Perché il culo è profondamente, intimamente, masochista. Ma c’è un altro elemento, nel culo, che attira il sadico: la perfezione. È la perfezione ad accendere il desiderio della profanazione. Solo ciò che è perfetto merita di essere sconciato, sciupato, oltraggiato, vilipeso e quindi, alla fine, reso imperfetto. E anche questa è una dimostrazione dell’enorme superiorità del culo sul seno. Il seno si accarezza, si vezzeggia, si mordicchia affettuosamente. Per consolarlo della sua pochezza, di essere solo un seno. Nella perfezione del culo c’è un orgoglio luciferino che va abbattuto e degradato.
Continua Dolores!
Continua a cantare anche lassù Dolores! Continua a cantare! Ti sia dolce e soffice la terra!
D'accordissimo
Uno dei pochi uomini di stato che ci fanno sperare nel futuro, un integerrimo magistrato sempre in lotta contro le organizzazioni criminali, Nicola Gratteri, ha preso posizione sulla questione dei migranti e sulle azioni intraprese dal ministro degli Interni Minniti.
Sono d'accordo, d'accordissimo con lui. Ecco in proposito, l'articolo del sito del Fatto Quotidiano:
A Nicola Gratteri l’accordo stretto dall’Italia con il governo di Tripoli per fermare i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale non va giù. E non usa mezzi termini per dirlo: “La strategia di Minniti non mi è piaciuta – ha detto il Procuratore capo di Catanzaro intervistato su La7 – perché non è da Stato civile e occidentale far costruire delle gabbie sulle coste della Libia per impedire che gli immigrati partano. Quello è un tappo”.
“Bisognerebbe andare in centro Africa, mandare i servizi segretiper capire chi organizza queste traversate nel deserto, e poi andare lì e costruire aziende agricole, ospedali, scuole e rendere il territorio vivibile”. “Poi, è ovvio che bisogna creare dei flussi regolamentati per la libera circolazione di tutti gli uomini del mondo”, ha aggiunto Gratteri sottolineando che “ogni sera sentiamo ai Tg che gli sbarchi sono diminuiti del 3, del 15, del 20%, ma mentre noi parliamo so che ci sono delle donne che vengono violentate o bambini che vengono bastonati a sangue e non sto tranquillo perché ne arrivano 2mila in meno”.
Parlando di contrasto alla mafia, Gratteri ritiene che “l’agenzia dei beni confiscati così è insufficiente: la sede unica deve essere a Palazzo Chigi affinché si interfacci con tutti i ministeri. Perché se io sequestro una ditta che produce bulloni deve essere Finmeccanica a comprare i bulloni da quella ditta. Finiamola con questi campanili che la sede deve stare a Palermo o in Calabria”, e la Commissione Antimafia “non ha la forza sul piano normativo di essere propositiva, è un’organismo debole anche se rappresenta tutto l’arco costituzionale”.
Sulla sua mancata nomina a ministro della giustizia nel governo Renzi, dice Gratteri di aver appreso che “è stato il Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano, ndr) che non ha voluto“, “forse perché sono un uomo troppo caratterizzato, mi è stato detto, ma non conosco i suggeritori del Presidente della Repubblica”.
lunedì 15 gennaio 2018
Non malaccio
"Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate".
Però! Mica male questo Fontana! Lo vedo proprio bene alla guida della Lombardia! Magari vestito tutto di bianco, compreso il cappuccio..
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