giovedì 2 marzo 2017

Dai!


Speriamo che Salvatore Romeo riapra qualche polizza intestando il premio a Virginia, così molti torneranno ad inorridirsi, a cominciare dal TG1, che è addirittura peggiore di quello del Minzo Strisciafacile (e su questo scriverò a breve a Gatto Silvestro Silente) 
Dai Virginia fai qualcosa di errato, così almeno le vicende del Babbo tornano in soffitta!
Buonanotte a tutti, anche ai prototipatori!

Festa mancata


Prima il prototipatore, poi il Babbo e Lotti Lampadina; infine il mancato padre costituzionale Verdini condannato a 9 anni per bancarotta fraudolenta e l'interruzione perpetua dai pubblici uffici! Ma carnevale era due giorni fa!! Non posso mica uscire stasera mascherato per una torcida di gioia infinita! È quaresima!

Dixit


"I partiti non fanno più politica, i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela"

(Enrico Berlinguer - 1981)

Neologismo


E dopo petaloso, ecco nascere un nuovo termine: il prototipatore. Cosa vuol dire? Colui che si occupa di creare bandi di gara e capitolati (prototipi).
Comunque a Rignano questo neologismo già lo conoscono bene...

Scritti



martedì 28 febbraio 2017

Starbucks...nell'acqua!


Dunque son pronti a sbarcare!
L'enorme catena di caffetterie Starbucks, annunciata da palmizi e banani in piazza del Duomo a Milano, dal 2018 aprirà un megastore nel cuore del capoluogo lombardo.
Non contenti di averci convinto a festeggiare Halloween, dove tra un dolcetto ed uno scherzetto annusiamo la loro imbecillità, gli americani tenteranno a breve di modificare i nostri riti mattutini, di cui molti vanno fieri, me compreso.
Pronti quindi a vedere tra non molto festanti modaioli girovagare sul suolo italico con il classico bicchierone contenente liquido nero che, bestemmiando, alcuni convinti definiscono caffè. 
Pronti a modificare, sempre ossequiosamente, i termini a noi familiari in nome dei dio business. E pertanto: basta dire tazza piccola! Tell sarà la parola giusta! La media invece diverrà grande e la grande semplicemente "venti".
E già immagino chi entrerà convinto che chiedere del "latte" sia sufficiente per avere il classico bicchiere di latte appunto. Sbagliato! "Latte" sarà il caffèlatte! Dovremmo quindi aggiornarci, sfanculando le nostre abitudini, in nome e per conto di quello spazio enorme che Starbucks ci sta preparando, 2500 mq di locale?
Non sanno gli statunitensi che un rito mattutino, come quello della colazione al bar, necessita di regole spudoratamente ortodosse: il bar diviene per una ventina di minuti, il luogo ove consumare l'avvio della giornata e le modalità, il più delle volte, sono rigide e ferree; infatti proprio in virtù di un'abitudine consolidata, efficiente e rasserenante, se non per fattori legati a problematiche personali, si tende a non cambiare locale.
Il caffè al bar del primo mattino, richiede l'incontrarsi con le solite facce, ascoltando i soliti commenti sul tempo e soprattutto l'assaporare i giornali freschi, quasi intonsi tra cui svetta, idolatrata, la mitica Gazza. Mentre il bancone è strapieno di tazze ognuno dice la sua, tendenzialmente in un'ottica diversa rispetto a tutti gli altri.
Segue il commento del tipo, diciamo, naturalistico, su bellezze locali o trasmesse dalla tv, rigorosamente accesa su un notiziario.
Quindi il rito prevede l'eventuale giocata al superenalotto o l'acquisto di un grattino con la speranza, neppure troppo celata, di vincere per cambiar vita (tutti lo pensano nel locale).
Non esistono vincitori né vinti, conta il ritrovarsi, l'ascoltare le fregnacce di ognuno, esternando le proprie.
Il caffè deve essere rigorosamente ben fatto, secondo la nostra tradizione, che nel mondo è la migliore. Per questo il gestore del bar sta sempre attento a non presentare un caffè scialbo, acido, né troppo freddo.

Tutto questo costituirà un formidabile deterrente per chi vorrebbe portare mode e riti diversi dalla nostra normalità. Abboccheranno i soliti, quelli che grondano ansie modaiole, fini a se stesse.

Buongiorno


Aumento delle spese militari di 54 miliardi di dollari per arrivare a sfiorare i 600 annui. Fine della Obamacare, la legge che dava assistenza sanitaria a 10 milioni di poveri statunitensi. Taglio dei contributi statali alle scuole pubbliche. 
E ci si aspettava solo una voce di protesta, non arrivata, dai ricconi che vivono in villone lontani dalla realtà, impegnati nella caccia alla statuetta di zio Oscar.
Good Morning America.