venerdì 13 gennaio 2017

Brrr!


Ma sai che questa emergenza freddo a gennaio non riesco proprio a metabolizzarla? Mi sforzo pure, ma niente! Fa freddo perché a gennaio in questo emisfero dovrebbe far freddo, come a luglio dovrebbe esserci il solleone e far caldo. Pensa che il gelo diventa responsabile anche per i poveretti che non hanno dimora ed è tanta la nostra inquietudine in proposito da farci dimenticare il fatto che siano stati emarginati dalla società al punto da non aver più nulla, neppure una casa! Questo si che mi fa raggelare il cuore e raffreddare ogni buon pensiero, ritenendomi corresponsabile!

Ancora sul treno


Sai come quando ti senti di essere su un treno in un lungo viaggio e percepisci di aver fatto più di metà del tragitto? A me capita quando rifletto sul cammin della mia tratta, quando ricordo le stazioni già passate, quelle in adolescenza, giovanili, la prima volta che mi diedero del "lei" o come oggi che mi si è accesa la lampadina ed ho rimuginato sul fatto che negli anni 70 quando guardavo "Spazio 1999" quell'anno mi sembrava a distanza siderale, pregno di fantascienza, e oggi invece i nati nel 1999, diverranno maggiorenni!!

E quindi il treno continua la marcia e arriverà il momento in cui, salendo in autobus, mi cederanno il posto. L'importante però in queste tremebonde elucubrazioni è di viaggiare sempre con piacere, divertendosi. Il resto, compresa la stazione d'arrivo, fa parte del gioco. Strano, ma pur sempre piacevole!

Fermi tutti!


Leggendo questo articolo sul Secolo oggi in edicola, si potrebbe anche continuare sulle parole del grande AD Marchionne!

Dice "Nessuno metta in dubbio la moralità di quest'azienda...

... che siamo scappati con il gruzzolo in Olanda per non pagare le tasse all'Italia, dopo che questa ci ha regalato stabilimenti interi (vedi Melfi), dopo che per decenni mettevamo in cassa integrazione operai al primo segnale di calo di produzione, anche di uno specchietto retrovisore, con un rischio impresa vicino allo zero assoluto cosmico, con i proprietari del gruppo infarciti a dismisura come capponi da sempre e diventati la Famiglia, tanto ricca quanto ingorda. Ed io infine, cucco cinquanta e passa milioni all'anno, sulle spalle di coloro che assumo per farli lavorare sempre più, pagandoli sempre meno"

La moralità, appunto.

 

giovedì 12 gennaio 2017

Sensazione


Partecipi ad una cena bellissima con amici cari, per festeggiarne uno uscito da un problema di salute lungo un anno. Baldoria di quella vera, affetti sparsi ovunque, ricordi, risate. E tutto ad un tratto... ti accorgi, te lo fanno notare, di essere il più vecchio a tavola! 
Sensazione strana, realizzante la consapevolezza di essere in viaggio. Stazioni che sono passate e non torneranno, molte delle quali vegetano nel subconscio. Le prime, le più belle, sconfinanti nei ricordi di nonni, carezze, serenità, giocattoli. Arrivarono in seguito le stazioni di sosta per lo studio, le prime sensazioni di maturità, la prima volta in cui mi diedero del "lei", la sosta fresca nella realizzazione del fatto che quelli nati nel 1999, data che da bambino voleva dire Spazio, futuro inimmaginabile, fantascienza, nel corso di quest'anno diverranno maggiorenni, la stazione dei primi affanni da tabagismo ma pure da entrata nella sfera Canizie. Insomma tra non molto, considerato il tempo già trascorso, mi dovrebbero cedere il posto in autobus. Poi verrà il momento di prepararsi alla discesa. 
(cavolo che pensieri tristi! Mi ci vuole una Sambuca!) 

Wow!

 

Chiesti 11 anni per la bancarotta fraudolenta a uno di padri della riforma costituzionale bocciata dagli italiani. Se c'aggiungo i problemi di FCA, non che ha lui ma Marchionne e la Famiglia, non posso che dire: belin che serata! Quasi quasi stappo qualcosa!

L'età della glaciazione


Dietrologie se ne potrebbero tirar fuori a bizzeffe. Commenti pure. Quello che stordisce, che abbatte ogni concezione positiva attorno all'universo giovanile attuale è la glaciazione dei sentimenti. 
Terribili ad esempio i commenti provenienti da Codigoro, in provincia di Ferrara, ove la comunità è stata scossa dall'efferato omicidio di Nunzia e Salvatore, i genitori del minorenne che, assieme ad un amico, ha sfasciato loro la testa a colpi di ascia. 
"E' un tipo tranquillo", "E' un tipo normale"
Ecco la glaciazione. Come poter arrivare solo a progettare l'omicidio dei genitori per le sgridate causate dal non buon rendimento scolastico e come aiutare l'amico per 1000 euro, resterà un macigno nella coscienza collettiva. 
Siamo dentro ad una deriva prossima all'annientamento di valori essenziali per una società come la nostra. Si perde, si è perduto, il senso della Vita, i valori, le coscienze sono state spente, dal turbinio, dal mix mortale in cui si riconosce, a fatica, il sorgere di modelli di vita tanto apatici, annoiati, insipidi da metterci paura. Chi scrive si guarda bene da porsi su un piedistallo. Mi sento ancora parte integrante di un treno forse non più in movimento, avverto questo clima esasperato fatto di insulse priorità, di ricerca di visibilità, di denaro, di mode appassite ancor prima di nascere. 
Cade e scompare la passione per il conoscere, cresce la passione ad un nozionismo fine a se stesso, non generante pace interiore e soprattutto sparisce il posizionamento adeguato dei tanti valori attualmente sopiti. 
Generalizzare è l'ultima cosa desiderabile, né la strada giusta è pensare di essere attorniati da possibili serial killer in acne. L'assassinio dei due genitori è una maledetta fossa profonda e, per fortuna, isolata. Resta però questa sensazione negativa di freddo intenso attorniante ed avviluppante vite in crescita, maltrattate da media, da venditori lucrosi di ninnoli senza nessuna beltà, di fuorvianti messaggi subliminali assurti inopinatamente a strade maestre, di pifferai suonanti abilmente in vista del dirupo, di situazioni tanto imbarazzanti quanto in aumento ove, minorenni e non, pascolano senza perché, abbandonati sociologicamente, lasciati ad immaginarsi lo scorrere dell'esistenza in solitudine estrema, gridando aiuto, inascoltati. 
E' un malessere causato e forse voluto, da quel turbinio imposto per esigenze di copione, da chi gode nel trovare cuori svuotati di "perché", di domande, di coraggio, ricercanti la forza necessaria per imporsi, frenare la caduta nel baratro del ludico, dell'impalpabile. 
E di questo siamo responsabili tutti. Una delle migliori architetture infatti del male attuale, simile a tutti i precedenti storici, è di far credere di non esistere, al pari della responsabilità sociale.