martedì 9 settembre 2014

Pericoloso voto scozzese


Il 18 settembre la Scozia è chiamata al voto per il referendum sull'indipendenza. 

A 10 giorni dalla storica data, i reali inglesi hanno giocato il Jolly: il principe William e la moglie Kate hanno annunciato di aspettare il secondo figlio.
Questa notizia dovrebbe, secondo il parere di molti, spostare la maggioranza dei votanti verso la rinuncia all'indipendenza della Scozia.

Altre mosse reali sono attese in questi ultimi giorni di attesa, tra cui:

A- Il padre di William, il Principe Carlo, pronuncerà sabato prossimo, il primo discorso di senso compiuto della sua carriera di Principe Ereditario. Pare che il tema ruoterà attorno alla necessità dei reali di costruirsi un castello ove immagazzinare le scarpe ed i vestiti.


B- La Regina indosserà un capellino con dei colori accostabili e dignitosi. 

C- La Famiglia Reale cesserà sino al voto, le classiche azioni atte a trascorrere la giornata senza sbadigli, tra cui la caccia alla volpe, il tiro con l'arco infuocato ai maggiordomi di Buckingam Palace e la classifica dei migliori dignitari di corte.


D- Il Principe Carlo, dopo il discorso comprensibile, pare che voglia addirittura farsi fotografare in centro a Londra alle 14:30, ora in cui comunemente nei giorni normali è ancora impegnato nelle abluzioni mattutine.
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Se i sondaggi saranno a favore della scissione scozzese, verrà giocata l'ultima carta: i figli della Regina, Carlo ed Andrea annunceranno di voler rinunciare alla reale pennica di quattro ore pomeridiana, e di impiegare quel tempo per il bene del Regno. Alcuni però sottolineano che per la salute della Gran Bretagna, la cosa migliore sia che continuino nel riposino post-meriggio!

lunedì 8 settembre 2014

Ahahahhahah!



Quello che poteva essere un giorno normale, viene scosso dalla notizia-bomba del ritorno della politica nella musica italiana! 
Per noi che siamo cresciuti tra la Locomotiva gucciniana e relativa Avvelenata, tra Bertoli e De Gregori, questa non può che essere una bella notizia da "sursum corda!"

Finalmente qualcuno nel panorama italiano, lasciando le lacrimucce amorose, tornerà a solcare i campi torridi della lotta per accendere coscienze oramai perse, per far tornare Bertinotti a raccontare fiabe, togliendolo da party e contesse!
Bene!

E chi è il cantautore indomito?

Come?

Chi?

Ma è quello che sbronzo ha fatto un casino ultimamente sul palco, picchiandosi?

Quello di Destinazione Paradiso, coso... Grignani?

Come si chiama il disco?

A volte esagero? E dice di ispirarsi a Lennon?

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Oramai manca solo il segno del Nobel alla Picierno e tutto sarà compiuto!
Destinazione Paradiso, appunto!

Grignani impegnato.... ma mi faccia il piacere!!

domenica 7 settembre 2014

Articolo dal Fatto Quotidiano


Allego un articolo su cui riflettere di Enrico Fierro, pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano.

Nelle periferie delle lacrime. D'odio
di Enrico Fierro

È diventata la città delle lacrime, del pianto, ‘o chianto, Napoli. Il mandolino, la finestra a Marechiaro, l’allegria spensierata delle sere d’estate, non ci sono più, da tempo sono finiti in uno dei tanti cassonetti traboccanti monnezza. E anche il pianto non è più quello antico, bello e poetico di Regina Bianchi. “Sto chiagnenno Dummì, e comme è bello chiagnere”. Sto piangendo Domenico, e come è bello piangere, recitava in “Filumena Mar-turano”. Era un pianto, chianto, liberatorio, quello. Erano lacrime che finalmente liberavano insieme a Filomena, donna dalla mala-vita, anche Napoli da tutti i patimenti. Ora no, in questi tempi tristi le lacrime napoletane sono gonfie di rabbia e rancore, covano malessere e odio, sono pianti di solitudine e fallimento, perché si piange per morti giovani. Ragazzi dalle vite sbagliate che non hanno avuto il tempo di assaporare la gioventù, nati e cresciuti in posti orrendi, in famiglie continuamente sull’orlo del baratro, abituati a visitare più il fetido parlatorio di Poggioreale (il carcere) per parlare con un padre, un fratello, un parente, che il cortile di una scuola o di un oratorio. Ragazzi morti per una rapina andata male, una partita di pallone, una notte brava in tre sul motorino. Già, in tre sul motorino, e senza assicurazione, e neppure un patentino. L’Italia del rispetto della “legalità” si è indignata nel sentire che Davide Bifolco, 17 anni il prossimo 29 settembre, napoletano del quartiere Traiano, figlio di un venditore ambulante di mutande e calzini, fratello di un pregiudicato agli arresti domiciliari, viaggiasse con i suoi amici in tre su un motorino.

   LASCIAMO STARE il padano Salvini e il suo razzismo da bar di quei paesi avvolti da troppa nebbia e rincitrulliti da pessimo alcol, parliamo all’Italia che invoca il rispetto delle regole. Ma li avete visti mai quei quartieri di Napoli? Avete mai buttato l’occhio sui palazzi orrendi di Scampia, Ponticelli, Piscinola, Bagnoli? Avete mai fissato il vostro sguardo sui volti dei ragazzi che la sera ciondolano tra un bar fetente con i videogiochi e le slot machine, maschi e femmine, tutti cresciuti male e in fretta? Hanno solo quello, la sala giochi (“la sera – ha raccontato un amico di Davide – andavamo al circoletto a giocare a biliardo, poi ci facevamo un giro sul motorino... fino a tardi”), hanno volti duri, si “atteggiano”, sanno a memoria le frasi di Ciro l’immortale (il protagonista di Gomorra, la serie Sky che hanno visto comprando i dvd taroccati). “Sta’ senza pensieri, stai cuntento”, ripetono come nel film, a cantilena. Un trucco pesante sfregia il volto di ragazzine ancora bambine che vogliono presto diventare donne e si inebriano della musica di Rico Femiano, il neo-melodico di maggiore successo in questo momento con L’ammore ‘o vero. Hanno solo questo i ragazzi e le ragazze del rione Traiano, di Scampia, Barra, Pianura. Nient’altro. Questa è la loro vita: in tre su un motorino. La scuola ha fallito, non c’è, non ce la fa a difenderli, a istruirli, a mostrargli un’altra vita.


   NELLE PERIFERIE di Napoli la metà dei ragazzi che frequentano le elementari accumula tra le 60 e le 80 assenze ogni anno, alle superiori la percentuale dell’evasione scolastica arriva al 70%, a Scampia solo il 35% raggiunge il terzo anno delle superiori. E gli altri? Si perdono, chi si ostina anche con disperazione e per l’educazione imposta dalla famiglia a voler stare dentro i confini della legge, è destinato ad arrangiarsi con lavori saltuari, precari, che vanno e vengono in una città senza più fabbriche. Se Napoli è il sud più profondo di un sud abbandonato e destinato a diventare un “deserto umano”, le sterminate periferia della città sono già la fotografia dell’abbandono e della desertificazione civile. La politica non c’è e non sa che fare. Nelle tante “Scampie” napoletane sono stati sconfitti tutti, i dinosauri della vecchia Dc gavianea, il rivoluzionario Bassolino, l’arancione De Magistris. E il futuro non promette certo miracoli. Il Pd si perde in inutili “fonderie” dividendosi tra le varie Picierno, i Cozzolino i Migliore, quel che resta del Berlusconismo alla “scapece” non sa a quale santo votarsi, i grillini sognano di conquistare il “palazzo” da soli, per non contaminarsi. Mentre l’eterno sistema d’affari che da sempre domina sulla città indifferente ai cambi di bandiere e casacche, osserva e cerca l’uomo su cui puntare. Gli intellettuali, poi, chi li ha visti, chiusi come sono nelle loro università, impegnati nelle fondazioni, attenti a dosare le parole dei loro editoriali di analisi e critica sui giornali cittadini. Una volta, sempre lui, il grande Eduardo, decise di sbattere in faccia al mondo intero la realtà dei “bassi” e degli ultimi che lì vivevano. “...avvocà, e sapite chille vasce. Nire, affumicate, addò nun ce sta luce manco a miezeiuorn... (dove non c’è luce neppure a mezzogiorno)”. Ora tocca a pochi rapper e al volto disperato e dolente di un Peppe Lanzetta, raccontare le nuove periferie. Napoli piange. Piange per Ciro Esposito, ragazzo onesto morto per una partita di pallone, piange per Tonino Mannalà, che la vita onesta l’aveva abbandonata, ucciso da un carabiniere in una notte di luglio dopo una rapina, ora piange per Davide. Le stesse lacrime, lo stesso dolore, la stessa rabbia. Le stesse facce di uomini e donne sconfitti e soli.

Possibile?


Pace a rischio, 5 nuove basi Nato, previsti 4,2 miliardi di nuove armi. 
Il Putin-iere che forse fa l'armistizio, Obama che invoca rafforzamento di uomini, noi che invieremo 100 uomini... 
Insomma: soldi, nuovi progetti militari, vittime sacrificate forse per dare a questa tragedia un tocco in più, giustificante le nuove spese militari.

Un'altra presa per il culo?

Aggiornamento



Debbo aggiornare la classifica dei lavori migliori al mondo! 

Dopo l'ispettore per i grandi tour turistici nei siti per le vacanze, dopo l'esaminatore di ristoranti della guida Mitchelin, balza al terzo posto il console svedese a Capri! 


"Piccolo" cenno storico: da fine 1800 il mitico dottor Alex Munthe, che in seguito fu insigne scrittore, piombò a Capri e ne rimase tanto folgorato che decise di costruirsi... una villetta! Munthe fu bravissimo a far grana con la professione medica, fu forse il primo naturopata che con la teoria che l'ammalato possa curarsi da sé, riuscì a farsi una clientela di ricchi nel mondo che gli consentì di mettere da parte una fortuna: aveva uno studio in Piazza di Spagna a Roma famoso nel mondo! C'è pure da dire che Munthe aiutò pure la gente in difficoltà, a cui non chiedeva nulla per la visita. Munthe riuscì a farsi una ... bicocca sul promontorio di S.Michele, tanto bella che persino l'Imperatore andò un giorno ad ammirarla. 
Fermo restando che in quella villa caprese anche un illetterato cafone avrebbe potuto fare un capolavoro, Munthe scrisse nel 1929 La Storia di S. Michele che ebbe uno straordinario successo mondiale! 

Alla sua morte Munthe decise di regalare la villa alla Svezia, che ne fece un bellissimo museo ed appunto permise alla stessa di insediarvi un console il quale a mio parere dopo aver passato la mattina a sparare i noccioli delle olive nel secchio dorato posto a 4 mt di distanza ed aver pranzato lautamente, si concederà nel meriggio un bagno ristoratore per poi cenare in compagnia di qualche gnocca svedese alta 6 mt fischiettando l'inno e terminando la giornata accendendo un cero al mitico dott. Munthe per poi scoreggiare in solitudine e piena libertà nel colossale parco! 


Si, si! Senza dubbio al terzo posto!