giovedì 12 febbraio 2026

Chapeau!

 



Dopo essersi fratturata 315 giorni fa perone e tibia e rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio, facendo 7 ore al giorno di fisioterapia, soffrendo oltre ogni immaginazione, la Tigre oggi ha vinto la medaglia d’oro nel Super G, entrando a pieni sci nella leggenda! Federica sei stata unica e spero che questa vittoria rialzi tutti noi, che da troppo tempo ormai ci siamo dimenticati cosa voglia dire essere italiani, italiani veri! Chapeau!

L'Amaca

 

La memoria degli smemorati 

di Michele Serra 

La tragedia delle foibe e l'esodo di decine di migliaia di italiani, costretti alla fuga nella nuova Jugoslavia di Tito, furono una catastrofe umana lungamente negata per convenienze ideologiche (della sinistra italiana) e politiche (dell'Italia nel suo complesso: compresi i governi democristiani, che non avevano interesse alcuno a riaprire quella pagina sanguinosa).

Ma quanto accadde è totalmente incomprensibile al di fuori del suo contesto storico. Per sommi capi: se si omette di raccontare l'occupazione dell'Italia fascista di quei territori, con una vera e propria persecuzione etnica delle popolazioni indigene slave, della loro identità e della loro lingua; e si omette di inquadrare l'esodo degli italiani nello spaventoso sconvolgimento della Seconda guerra mondiale in tutta Europa, non si capisce niente.

E il Giorno del Ricordo, come l'ho visto e sentito celebrare in parecchi telegiornali della Rai, non solo non aiuta a ricordare, ma offusca l'intelligenza dei vivi, e sorvola sulla storia delle vittime e degli assassini.

Vorrei personalmente ringraziare Giorgio Zanchini, che nella sua preziosa trasmissione su Raitre, Quante storie, conversando con lo storico Guido Crainz e la giornalista Itti Drioli, figlia di Luigi, prima antifascista e poi perseguitato da Tito, ha dato alla Rai una breve occasione di dignità e di verità.

Isolata eccezione a una penosa regola: parlare delle foibe pronunciando solo la parola «comunismo», e tacendo la parola «fascismo», non è onorare i morti. È solo piccola propaganda politica.

Prece

 


Imbecillità

 



Presente alla mistificazione


 

Sono stato ieri sera al cinema Il Nuovo dove è stato proiettato il film Disunited Nation, documentario sul lavoro di Francesca Albanese attorno al genocidio di Gaza.

Al termine della proiezione, via web, ci siamo collegati con Francesca e Cecilia Strada assiema ad altri 100 cinema sparsi in Italia. 

E' stato un momento molto bello, il rappresentante dell'Onu per la Palestina Albanese ha chiarito di non aver mai pronunciato quella frase diventa pretesto per Macron per chiederne le sue dimissioni. Cecilia Strada ha confermato la tesi di Albanese. 

Non credevo che ancora oggi esistesse la possibilità di mistificare, di alterare la verità. Invece ci siamo scandalosamente dentro, quasi inconsapevolmente. 

Da notare che Francesca Albanese ha sottolineato che l'Italia è al terzo posto della mefitica classifica di fornitori di armi ad Israele, citando Leonardo. Il vero motivo di questa squallida vicenda internazionale. Forza Francesca!  

Cognomi

 



Eh beh!