Sempre a 90
Non avendo combinato nulla in tre anni e mezzo, lo sgoverno Meloni trova comunque il modo di passare alla storia: sarà ricordato nei secoli perché si scusava solo le rare volte in cui, per sbaglio, ne azzeccava una. Ricordate il mega-“scandalo Arcuri”, che la Procura di Roma nel 2021 servì su un piatto d’argento al neonato governo Draghi, per le epurazioni che dovevano dimostrare i latrocini del Conte-2 appena abbattuto da Renzi? Corruzione, truffa, falso, abuso, riciclaggio nell’acquisto di 800 milioni di mascherine dalla Cina. Via il putribondo commissario Arcuri, protagonista della partenza sprint della campagna vaccinale, e dentro San Figliuolo vergine e martire. Cinque anni di “gogna mediatica” a opera dei garantisti alle vongole che la evocano sempre per i criminali veri. Cinque anni di indagini che perdevano un pezzo al mese, fino al proscioglimento di Arcuri per l’unica accusa rimasta (presunta violazione di un regio decreto Mussolini del 1923) e ieri del suo braccio destro Fabbrocini e di tutti i mediatori italiani della fornitura cinese che salvò milioni di italiani a inizio pandemia, prima che Conte e Arcuri rimettessero in piedi la produzione nazionale. In sintesi: le mascherine non erano né farlocche, né fuorilegge, né dannose alla salute, ma conformi per il Cts e per le Dogane, mentre a contestarne la regolarità era un laboratorio privato non autorizzato. Ancora alla vigilia del referendum la Meloni rinfacciava a Conte le “mascherine farlocche”. E su quella leggenda metropolitana renzian-meloniana perde tempo e denaro pubblico da tre anni la commissione d’inchiesta sul Covid, che ora finirà come quelle su Telekom Serbia e caso Mitrokhin: nel ridicolo. Ma queste bufale nessuno le smentirà né si scuserà con Arcuri e Conte. Si passerà semplicemente a inventarne altre.
In compenso lo sgoverno smentisce di averne fatta una giusta. Ieri mattina, nel vano tentativo di smentire lo scoop del Fatto sul boom dei voli di guerra Usa dalle basi italiane mentre la Spagna chiudeva lo spazio aereo, ha fatto trapelare di averne bloccato almeno uno da Sigonella. Il Corriere e altri siti si sono paracadutati a magnificare l’eroica resistenza meloniana a Trump, con rievocazioni del gran rifiuto di Craxi a Reagan (quando lo “statista” fece fuggire in Iraq Abu Abbas, capo dei terroristi che avevano dirottato la nave Achille Lauro e trucidato un ebreo paralitico). Poi, terrorizzato per averne azzeccata una, Crosetto s’è precipitato a negare: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Falso: le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”. Niente paura, siamo sempre a 90 gradi: hic manebimus optime.
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