domenica 21 aprile 2024

Diktat


 

A proposito di...

 

OScurati
di Marco Travaglio
In una democrazia normale, con un servizio pubblico vero, un bravo scrittore come Antonio Scurati andrebbe serenamente in onda sulla Rai con un monologo che non è una lezione sul 25 aprile, ma un’invettiva contro la premier Giorgia Meloni, accusata di non dichiararsi ciò che non è (antifascista), e dunque di continuare a “infestare la casa della democrazia italiana” con “lo spettro del fascismo”. Nel servizio pubblico vero di una democrazia normale, altri bravi scrittori di diverso orientamento andrebbero serenamente in onda a dire peste e corna di Schlein, Renzi, Calenda (di Conte lo fanno da sempre le reti di destra e di sinistra). Gli interessati magari si lamenterebbero, ma poi si rassegnerebbero come faceva la Thatcher con la Bbc: “Non mi piace, ma non posso farci nulla”. Purtroppo non siamo una democrazia normale anche perché la Rai è di proprietà del governo grazie alle leggi Gasparri (centrodestra) e Renzi (Pd). Ergo le reti, i tg e i talk sono in gran parte in mano al governo (non tutti, come nei fulgidi anni di Renzi e Draghi, ma quasi). Quindi è sempre uno scandalo che un bravo scrittore venga censurato e pure vilipeso con l’accusa di “volere i soldi” (come se un professionista dovesse lavorare gratis). Ed è anche un capolavoro di stupidità, perché ora quel monologo è infinitamente più noto di quel che sarebbe stato se fosse andato in onda in un programma dagli ascolti bassini (quando B. censurava a suon di editti, non c’erano i social per ripostare i contenuti silenziati né tv concorrenti per ospitare le sue vittime).
Ma è un déja vu: due anni fa il prof. Alessandro Orsini si vide stracciare il contratto Rai già firmato per Cartabianca su ordine dei vertici draghiani con l’accusa di leso atlantismo: purtroppo i compagnucci che ora si stracciano giustamente le vesti per la censura a Scurati tacquero o solidarizzarono con i censori (tentarono persino di trascinare Orsini al Copasir, gli sguinzagliarono i Servizi, proscrissero altri spiriti liberi come “putiniani” e vietarono alla Rai di invitare giornalisti russi a parlare di Russia). Sono gli stessi che ai tempi di Renzi, mentre la sua Rai cacciava Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro e destituiva la Berlinguer dal Tg3 per lesa renzità&boschità, parlavano d’altro o applaudivano. Solo l’altro giorno il Pd ha protestato, minacciando l’Aventino per un paio d’ore, perché il Tg1 racconta le retate di Bari e Torino. Cioè, eccezionalmente, fa il suo dovere. Figurarsi che avrebbe fatto se uno scrittore di destra fosse andato in Rai a dipingere Elly Schlein come la nipotina di Stalin. Gli unici che hanno diritto di protestare contro l’ennesima censura sono i cittadini che pagano il canone. Ma i politici ripongano le facce da Ventotene: l’antifascismo e pure il fascismo sono cose troppo serie per loro.

sabato 20 aprile 2024

Sudorazione




Il testo censurato dalla Rai


Il monologo di Scurati sul 25 aprile: ecco il testo censurato dalla Rai

di Antonio Scurati 

Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.

Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?

Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.

Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.

Ueeeeee!




No ecco...

 


Beh si, la notizia andrebbe approfondita... ma la foto... chi dei due è... ehm... 

Tutto velato