sabato 9 dicembre 2023

L’Amaca



Delmastro, si informi

di Michele Serra

Quasi tutte le frasi celebri di M (il Mascherone) furono tronfie e ridicole, con quella retorica marziale che pareva uscita da un romanzetto di cappa e spada. Ma “spezzeremo le reni”, in particolare, è diventata una proverbiale fesseria, tanto che Totò la fece sua in “Totò contro Maciste”. Se c’è una minaccia poco minacciosa, per quanto è goffa e sputtanata, è proprio “spezzeremo le reni”.

Si tratta, per giunta, di un’intenzione improbabile anche dal punto di vista anatomico; e storicamente consegnata all’ignominia e alla sconfitta, tipico esempio di impresa rovinosa. Il Mascherone espresse questo proposito, spezzare le reni, prima nei confronti del Negus, poi della Grecia, e in ambedue i casi finì malamente, sangue sparso inutilmente in cambio di zero gloria, e molta boria nazionalista. Quel buffone criminale mandò giovani italiani a morire, e ad ammazzare, senza che il suo azzardo riuscisse a ottenere neanche mezzo risultato.

Come sia venuto in mente al sottosegretario Delmastro, per quanto fascista e per quanto Delmastro, di scegliere proprio quella frase, comica per antonomasia, per minacciare “le correnti della magistratura”, è un vero e proprio mistero. Non ha mai letto niente? Ha letto ma non ha capito? Non sa, forse unico e ultimo tra gli italiani, che “spezzeremo le reni” è diventato una cosa da ridere? Non solo non conosce la buona letteratura e il buon cinema, ma nemmeno ha mai visto e sentito parlare di Totò? Totò gli direbbe: si informi. Delmastro è l’edizione aggiornata dell’onorevole Trombetta.

Draghianamente

 

Draghi salva cose
di Marco Travaglio
Ogni tanto Draghi salva qualcosa. Ora Rep informa che Macron ha “un piano per il dopo elezioni europee” (senza sapere come finiranno): “Draghi alla Commissione per salvare l’Europa”. L’idea non è nuova: l’aveva proposta Conte a Macron e Merkel nel 2019 (dopo le Europee, non prima), ma lui era “stanco” (a 72 anni: ora ne ha 76). Da cosa precisamente dovrebbe salvare l’Europa non è dato sapere, anche perché lui stesso ha appena detto presentando il libro di Cazzullo nella chiesa dei gesuiti che l’Ue non esiste. Ma SuperMario riuscirebbe a salvare anche il nulla. Nel 1992, dg del Tesoro con Andreotti, salva l’Italia di Tangentopoli con una ricetta infallibile sul “Britannia” di Elisabetta II: privatizzare le aziende di Stato per tagliare il debito pubblico, che invece triplica, arricchendo la grande finanza e impoverendo i ceti medio-bassi. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Poi, con Ciampi, Dini, Barucci e Amato, salva la lira, che polverizza le riserve di Bankitalia e si svaluta del 30%. Però banche e speculatori che hanno la preveggenza di scappare in tempo comprando in marchi e in dollari fanno affari d’oro. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Nel 2005, dopo tre anni di licenza premio a Goldman Sachs, è governatore di Bankitalia per volontà di B. e salva le banche con le fusioni. Soprattutto Mps, che compra Antonveneta al doppio del valore: un bidone da cui, malgrado iniezioni di decine di miliardi pubblici, non si riavrà più.
Nel 2011 il Salvatore vola alla Bce. E nell’estate dello spread puntella il governo B.-3 commissariandolo con la famosa lettera: acquisti massicci di titoli di Stato in cambio dell’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013. B. cade lo stesso e arriva Monti, che anticipa il pareggio con tagli “lacrime e sangue” a lavoratori e pensionati. Fra l’altro inutili: lo spread resta altissimo finché Draghi nel luglio 2012 promette di salvare l’euro (“whatever it takes”) con acquisti illimitati di debito pubblico. Nel 2015, con tutta la trojka, salva la Grecia gettandola sul lastrico a colpi di austerità. Nel 2021 salva l’Italia dal Conte-2 che ha portato 209 miliardi dall’Ue e sta ultimando il Pnrr e varando la campagna vaccinale. Ma nessuno si accorge del salvataggio (a parte Salvini e B. che tornano al governo e la Meloni che raddoppia i voti) né ricorda una sola sua riforma (a parte la schiforma Cartabia, le armi a Kiev e le sanzioni alla Russia che ne causeranno il default “entro l’estate”, non si sa di che anno). Neppure lui: infatti tenta la fuga sul Colle e, respinto con perdite, si sfiducia da solo. Ora, lasciata l’Italia in buone mani, è pronto a salvare l’Europa. Che forse, per quante colpe abbia, non se lo merita.

venerdì 8 dicembre 2023

Flash!




Suka rauco!



L’Eroe del Loggione scaligero Vizzardelli, reo di aver esclamato l’inaudita frase in uno stato antifascista (‘na fava) qual è attualmente il nostro “W l’Italia antifascista!”, è stato identificato dalla Digos per non si sa quale motivo, ripeto: essendo la Costituzione Italiana fondata sull’antifascismo, se uno dice a gran voce “W l’Italia antifascista!” perché gli impomatati signori della Digos devono scassare la minkia al signor Vizzardelli? Forse perché sul palco reale vi è la presenza di un fascista che mai ha rinnegato il fascismo e che tanti beoti lo hanno innalzato alla seconda carica dello stato? Sarà per questo? 
E allora signori della Digos! 
Identificatemi!

W l’Italia antifascista!

W l’Italia antifascista!

W l’Italia antifascista!

(Suka rauco nerazzurro!)

Così tanto per dire

 




Buone Feste a tutti! 

Filini

 

La commissione Filini
di Marco Travaglio
Dopo quelle sulla gestione del Covid (cioè su Conte), sul Rdc (cioè su Conte e Tridico), su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, sui casi David Rossi, via Poma, Regeni, Moby Prince e Forteto, su Mani Pulite, sui processi a B., sul Russiagate di Savini, sulla strage di Bologna, sugli anni di piombo, sulle morti bianche, sui femminicidi, sulle periferie e – si spera – sulle Ztl, si sentiva giusto il bisogno di una commissione d’inchiesta sul Superbonus (cioè su Conte). La annuncia Francesco Filini, che non è l’amico di Fantozzi, esiste davvero, è un deputato di FdI: “Il Superbonus è il più grande scandalo della storia della Repubblica per i tanti miliardi spesi. Una misura definita dall’ex ministro Tria ‘criminale’ e che io definirei ‘criminogena’ per le truffe. È opportuno scavare a fondo su cosa è successo”. Bravo, bravissimo: scavi.
Scoprirà che la criminale-criminogena Giorgia Meloni, nel 2022, promise di “tutelare i diritti del Superbonus e migliorare le agevolazioni edilizie”. E il criminale-criminogeno cognato Francesco Lollobrigida (FdI) nel 2021 chiese di prorogare il Superbonus per tutto il 2023. E il criminale-criminogeno Maurizio Gasparri (FI) nel 2021 invocò “con forza e determinazione l’estensione di tutti i bonus edilizi, da quelli per le facciate al 110%, alle abitazioni unifamiliari”. E il criminale-criminogeno Giovanbattista Fazzolari (FdI) nel 2022 presentò due emendamenti per estendere il Superbonus al 2024 per gli impianti fotovoltaici. E il criminale-criminogeno Matteo Salvini (Lega) nel 2021 voleva levare “il tetto Isee per il Superbonus” e nel 2022 “rilanciare il Superbonus che ha creato lavoro per imprese, artigiani, operai e valore per le famiglie”. E il criminale-criminogeno Gilberto Pichetto Fratin (FI) nel 2020 voleva prorogare il Superbonus all’intero 2021. E il criminale-criminogeno Enrico Zanetti, consigliere economico di Giorgetti, certificava a giugno che “con l’effetto di retroazione fiscale l’impatto del Superbonus sulle finanze pubbliche è addirittura positivo”. E il criminale-criminogeno Tommaso Foti (FdI) voleva rendere strutturale il Superbonus fino al 2025 e lasciarlo pure ai truffatori in caso di “lieve scostamento” o “colpa lieve”. E due settimane fa la criminale-criminogena FI chiedeva la proroga del Superbonus per chi ha lavori in corso. Poi, una volta condannato e – si spera – arrestato l’intero governo, la commissione Filini potrà serenamente dedicarsi alla prossima inchiesta parlamentare: quella sui prof e avvocati che diventano premier, portano 209 miliardi di fondi europei, vengono rovesciati due volte in tre anni, ma continuano a primeggiare nei sondaggi sui leader più popolari e talvolta, nel taschino della giacca, portano la pochette.

L'Amaca

 

Il bilancio della violenza
DI MICHELE SERRA
Ammesso (e ampiamente concesso) che Hamas sia un movimento che professa il suprematismo religioso e la cancellazione violenta di Israele, cosa che autorizza a considerarlo un movimento razzista, rovinoso per la causa palestinese nonché sperperatore dei miliardi ricevuti dai governi arabi; le domande che mi farei, se fossi il governo israeliano, sono due.
La prima: è giusto e legittimo, per combattere Hamas, spianare Gaza, uccidere migliaia di civili, distruggere il precario riparo che un popolo prigioniero ed espropriato abita per obbligo ben più che per scelta? La seconda: è stato messo nel conto l’ovvio rimbalzo di odio e di vendetta che questa guerra, punitiva per tutti i palestinesi della Striscia di Gaza e non solo per Hamas, produrrà a breve, medio e lungo termine? Cosa volete che pensino, degli israeliani e della stella di David, un ragazzino o una ragazzina sopravvissuti ai bombardamenti, le famiglie costrette ad abbandonare le loro case, braccate dalle bombe e dai rastrellamenti? Per ogni dirigente o militante di Hamas eliminato, almeno altri due, nella striscia di Gaza, ne prenderanno il posto. La vocazione al martirio (a quello che il jihad chiama martirio: morire uccidendo gli impuri) troverà nuovo slancio. La catena della violenza aggiungerà nuove maglie alle tante già inanellate.
Si discute sempre su quanto la violenza sia ingiusta e immorale. Mai abbastanza su quanto la violenza sia inutile, controproducente, e alla fine: stupida.