sabato 29 luglio 2023

Sempre dagli Usa

 


Parentele travagliate

 

I valori della famiglia
di Marco Travaglio
È un’infame calunnia che il governo trascuri le famiglie, come potrebbero pensare le 169mila destinatarie dell’sms dell’Inps con il lieto annuncio dell’abolizione del Reddito di cittadinanza, cioè del loro ritorno in miseria, ma con l’indubbia soddisfazione dell’“eventuale presa in carico da parte dei servizi sociali”. L’intera azione dell’esecutivo è improntata alla difesa della famiglia tradizionale: uomo, donna e figli naturali, ma sopratutto cognati. Il “cognato d’Italia”, a riprova del fatto che la categoria fondata da Galeazzo Ciano è andata progressivamente degradandosi, è Francesco Lollobrigida detto Gino, marito della sorella della premier, dunque ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare. Il vice-cognato d’Italia è il neopresidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, amico dei Melones-Lollobrigidas, ex presidente della Salernitana, ma soprattutto marito di Cristina Lotito, sorella di Claudio, presidente della Lazio e senatore di FI. Lotito, con la Lazio, vantava fino a poco tempo fa un debito di 1,4 milioni con Sport e Salute: che, se non è stato ancora pagato, potrà essere serenamente discusso tutto in famiglia, fra le mura domestiche.
Il ramo mariti/mogli o compagni/compagne, impazza soprattutto in tv. La prossima stagione televisiva sarà impreziosita, per la prima volta nella storia d’Occidente, da un talk show politico su Rete4 condotto dal compagno della premier, il leggendario Andrea Giambruno; da un talk show politico su Rai3 condotto da Nunzia De Girolamo, moglie del capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia; e, sempre su Rai3, da un’ancora misteriosa versione “di destra” di Report (che non è né di destra né di sinistra, avendo fatto incazzare tutti, ma fa niente), affidata a Salvo Sottile, detto Batman, legato alla sottosegretaria leghista alla Cultura Lucia Borgonzoni. Che è un po’ come se in America la Cbs e la Cnn affidassero l’informazione politica alla moglie di Biden e alla compagna del braccio destro di Trump. Poi c’è il mitico compagno di Daniela Santanchè, Dimitri Kunz di Asburgo-Lorena all’insaputa degli Asburgo-Lorena, che rileva le quote del Twiga dalla ministra del Turismo perché non si dica che è in conflitto d’interessi e compra-vende in un’ora una villa in Versilia facendo un milione di plusvalenza in società con la moglie di Ignazio La Russa, presidente del Senato, perché non si dica che è una pippa. E non parliamo di figli, sennò tocca occuparsi di Leonardo Apache La Russa e le colpe dei figli non devono ricadere sui padri (semmai l’inverso, come dimostra il tragico caso di Alain Elkann sul giornale dell’incolpevole John). Alla mala parata, resta sempre l’“eventuale presa in carico da parte dei servizi sociali”.

L'Amaca

 

Il resto dell’opera
DI MICHELE SERRA
Il blocco parziale dell’aeroporto di Catania inchioda la Sicilia alla sua pessima situazione infrastrutturale. Chi viene dirottato a Trapani impiega cinque ore per tornare verso la costa orientale, poco meno per chi atterra a Palermo. Si leggono cronache di una regione infartuata da incendi e antiche inefficienze e ci si domanda, inevitabilmente, perché mai il dibattito politico sia sempre e comunque incentrato sul fantasmatico Ponte (del quale già si parlava come cosa fatta sulle copertine dei rotocalchi negli anni Sessanta) e ignori una realtà quotidiana fatta di eterni ritardi, rassegnazione, vassallaggio a questo o quel vice-potente nella speranza che “si faccia sentire a Roma”.
Di questa Sicilia non si parla, nessuno aPorta a Porta ha mai portato il plastico di un viadotto incompiuto o di un acquedotto bucato. È sempre il solito problema, il do di petto entusiasma, il resto dell’opera sembra quasi una trascurabile appendice — è invece la sostanza. E il resto dell’opera è la Sicilia tutta intera, il suo territorio, le sue strade mancanti e le sue ferrovie caracollanti. Cose che rimangono in ombra fino a che qualche accidente, come gli incendi di questi giorni, rende evidente quali sono le urgenze, quali le necessità, quali le cose fattibili e dunque da fare.
Ma appena spenti gli incendi, riaperto l’aeroporto e rientrata l’emergenza, si riparlerà di un Ponte che forse è tecnicamente irrealizzabile, forse costerebbe come rifare nuova l’isola intera, forse non si farà mai: ma vuoi mettere quanto vale, in termini di propaganda, immaginare lo Stretto con quella retta che lo sorvola, e tutto il resto lasciarlo al suo corso tortuoso, faticoso, mortificante?