mercoledì 22 marzo 2023

Che cos’è il Genio…




Voglia di Lesson



Per carità siamo tutti sulla stessa barca, ci mancherebbe! Ma avere a fianco l’albionico che col suo panino con mortazza, burro e una specie di omelette frullata, chiede il cappuccino… mi indurrebbe ad alzarmi, prendendo gessetto e lavagna per iniziare la Lesson One: “cari isolani, già nella storia vi civilizzammo una volta, adesso credo occorra la seconda: il cappuccino non lo dovete abbinare ad minchiam, perché non è una bevanda comune, bensì ha la sua tradizione, di silenzio e meditazione, di osservazione rigida al tuffo del biscotto o della brioche. Il mattino è custode geloso del cappuccino, gli dei del gusto ogni qualvolta lo accostate a uova o altre corbellerie, s’inalberano assai, pregustando le giuste punizione da infliggervi, vedasi la guida a sinistra, la libbra e il pollice. Pertanto studiate per migliorarvi!”  Ma come detto siamo tutti fratelli. Almeno dicono…

Corso



A Firenze per un corso sulla preparazione del tofu…

Se il buongiorno…


Troppe novità 

di Marco Travaglio

Una svolta. Un ciclone. Un terremoto. Anzi, una rivoluzione. Elly Schlein cambia tutto: non solo il Pd, ma pure gli altri. “Oscura” tutti, “si prende” questa e quella piazza, “si prende il salario minimo”, “si prende la Cgil”, “si prende i diritti civili” (solo i media non c’è bisogno di prenderli: quando si tratta di Pd, sono già presi). Ormai, a parte Meloni, c’è solo lei. E Meloni la teme, oh se la teme. Perché Todo cambia, come diceva la canzone. Ma pure quell’altra, Penso positivo: “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa… da Che Guevara fino a Madre Teresa, passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano… Niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare, fermare quest’onda che viene e che va…”. E il Pd, non avete visto com’è cambiato il Pd? Ora dice sì ai diritti civili, come prima; sì al salario minimo, come prima (tanto oggi mancano i numeri e dirlo non gli costa niente, mentre quando c’erano i numeri gli toccava dire sì e poi sabotarlo); no a tutte le mafie, come prima (e come tutti); e no ai capibastone e ai cacicchi, tranne Guerini, Orlando, Gori, De Luca jr., Bruno Bossio, Nardella, Margiotta, Leodori, Pezzopane, Pollastrini e un’altra carrettata di teneri virgulti entrati nella “nuova” Direzione.
E poi la politica estera: tutta nuova. Un cablo pubblicato da Wikileaks diceva che “il Pd è concepito dagli Usa come una operazione di contenimento della sinistra”. Quale migliore occasione per smentirlo sull’unica questione – il sì al negoziato e il no alle armi in Ucraina – che può infastidire la premier guerrafondaia agli ordini di Biden? Invece Elly conferma il cablo: pacifista quando non stava nel Pd, ora che è iscritta e segretaria vota il decreto Armi con le destre e il Sesto Polo; e tace nel dibattito parlamentare sulla guerra e fa parlare due fedelissimi di Guerini, che è un po’ il Crosetto del Pd. Non bastando queste novità da capogiro, ecco quella sui conflitti d’interessi. Ieri i 5Stelle presentano una mozione sullo scandalo Qatar per vietare per legge a ministri, parlamentari, assessori e consiglieri regionali e comunali di prendere soldi da Stati esteri (come han fatto illecitamente i vari Panzeri dal Qatar e dal Marocco e come fa lecitamente Renzi dai sauditi e da altri). Perfino Letta aveva chiesto di colmare “il vuoto normativo” che consente simili sconcezze. Persino Calenda aveva annunciato il suo voto a una legge che le vietasse. Infatti il nuovo Pd che fa? Si astiene. È l’ennesima svolta del nuovo Pd per una grande chiesa da Che Guevara a Madre Teresa passando da Malcom X attraverso Bin Salman e l’emiro del Qatar. Non è un amore?

martedì 21 marzo 2023

Aria di primavera…




Storicamente

 

Arrivano i buoni
di Marco Travaglio
Sembra ieri, invece è il 20 marzo 2003. George W. Bush e i suoi maggiordomi Blair, Berlusconi, Aznar&C. (ma non Chirac) scatenano la guerra di aggressione all’Iraq di Saddam Hussein in base a due menzogne: le armi di distruzione di massa (inesistenti da anni, come hanno accertato gli ispettori Onu, eppure mostrate all’Onu nella falsa provetta dal segretario di Stato Colin Powell il 5 febbraio) e l’alleanza fra il tiranno di Baghdad e il capo di al Qaeda Osama bin Laden (che si odiano e si sono condannati a morte a vicenda). Naturalmente non la chiamano guerra, ma “lotta al terrorismo”, “esportazione della democrazia”, “scontro di civiltà” (quella “giudaico-cristiana”, superiore, contro quella islamica, inferiore).
La tragedia irachena, come tutte, appena varca la frontiera italiana si trasforma in farsa. Qui è pieno di americani a Roma che le “adm” sfuggite agli ispettori Onu e ai satelliti Nato le vedono a occhio nudo dalle loro terrazze. Per esempio il Foglio di Ferrara. E il Giornale di Belpietro: “Gli iracheni pronti a usare le armi chimiche” (23.3.03). “Così Saddam ha ingannato gli ispettori. A Baghdad una struttura specializzata nell’occultare armi e prove. L’Onu sapeva, ma ha taciuto” (29.3.03). “Antrace, botulino, agenti nervini e vescicanti: Saddam ha nascosto il suo arsenale in case, scuole, moschee, pronto a utilizzarlo con bombe, aerei e missili. Ha 100-5600 tonnellate di Sarin e Vx e 2500 litri di carbonchio” (30.3.03). “30 mila munizioni chimiche e migliaia di litri di nervino scoperti in una fabbrica di pesticidi” (30.3.03). “Trovate attrezzature per micidiali armi chimiche” (2.4.03). Figurarsi la frustrazione delle truppe angloamericane che dilagano per tutto l’Iraq fino a Baghdad e non trovano uno straccio di arma nucleare, chimica o batteriologica, anzi assistono alla fuga di Saddam, del suo terribile esercito e della sua feroce Guardia repubblicana che, pur dotati di cotanti arsenali, se la squagliano a gambe levate senza sparare neppure un petardo non convenzionale. Berlusconi però ha una spiegazione: le “adm” c’erano eccome, ma “sono state distrutte alla vigilia dell’attacco”. Diavolo di un Saddam: accumula per 10 anni ordigni micidiali per distruggere l’odiato Occidente e poi, quando se lo ritrova in casa, distrugge le armi di distruzione. Così lo rovesciano e lo impiccano, ma non gli trovano niente. Furbo lui. Anzi, dispettoso. Poi il 12.1.2005 la Casa Bianca annuncia en passant che “gli Usa non sono più impegnati nella ricerca delle armi di distruzione di massa”. Anche perché si scopre che in effetti in Iraq di “adm” ce ne sono, ma le han portate i “liberatori” della civiltà superiore: gli esportatori di democrazia.
Sigfrido Ranucci, inviato di Rainews 24, rivela che la città santa di Fallujah è stata rasa al suolo nella notte fra l’8 e il 9.11.2004, con migliaia di vittime civili, grazie a massicci bombardamenti di bombe al fosforo bianco, proibite da cinque convenzioni internazionali contro obiettivi civili. Il fosforo bianco è una sorta di moderno napalm che brucia la carne di chi vi entra a contatto. La Casa Bianca liquida lo scoop come “propaganda antiamericana”, poi dinanzi alle prove filmate deve ammettere la micidiale arma chimica. E così il governo Blair. B. invece non proferisce verbo, anche perché nessuno – a parte pochi cani sciolti della cosiddetta “sinistra radicale” – gli chiede niente. La grande stampa italiana snobba la supernotizia. O fa di peggio, come Massimo Teodori, che sul Giornale bolla l’inchiesta di Ranucci di “ordinaria demagogia e partigianeria filoterrorista”: al massimo “il fosforo è stato impiegato per illuminare le postazioni nemiche”. Ecco, gli Usa erano a corto di pile e riflettori e hanno illuminato la scena con un po’ di fosforo. Perché, insieme alla democrazia, stanno esportando anche l’illuminismo.
E, già che ci sono, pure la tortura. La Cbs pubblica le foto di prigionieri iracheni seviziati dai soldati Usa nel carcere di Abu Ghraib: lo stesso dove Saddam faceva torturare e sterminare gli oppositori. Sdegno e orrore in tutto il mondo: persino Bush deve scusarsi col mondo islamico. Ma Ferrara nega l’evidenza, sproloquia di “episodi circoscritti” (almeno 25 prigionieri morti ammazzati) e indica il vero virus che “ci indebolisce nella guerra”: non la tortura, ma “la voracità morbosa di dire che la colpa è dell’Occidente, di pubblicare immagini delle torture degli occidentali”. Sul Corriere, Piero Ostellino ordina: “Non chiamiamole torture”, ma “effetti collaterali” della “mancanza di professionalità, di addestramento, di controllo” delle truppe. E poi, suvvia, la “democrazia reale” è “catturare i sospetti di terrorismo, farli parlare e accumulare la maggior quantità di informazioni: l’intelligence non è un balletto”, quando ci vuole ci vuole. Basta “non farsi fotografare se si maltrattano i sospetti di terrorismo” e morta lì. Nel 2006, sempre sul Corriere, Angelo Panebianco giustifica pure il sequestro dell’imam di Milano Abu Omar targato Cia & Sismi e “l’eventuale confessione, estorta dai servizi segreti anglo-americani tramite tortura, di un jihadista” che progetti attentati, “magari anche arrestato (sequestrato) illegalmente”. Perché, quando stai con i buoni, puoi fare di tutto, anche peggio dei cattivi. Poi magari, vent’anni dopo, ti scandalizzi perché i cattivi hanno imparato dai buoni. Ogni riferimento a fatti o personaggi di oggi è puramente intenzionale.

lunedì 20 marzo 2023

Sempre la stessa storia!

 


Dura la vita del banchiere! Guardate ad esempio quella di Greg Becker alle Hawaii, dopo aver venduto tutte le sue azioni poco prima che la banca Svp, da lui diretta, andasse in default. 

Solito canovaccio, solita storia merdosa: affondano le banche, anche il Credit Suisse, i potenti salvano i loro depositi, tutti gli altri vedono evaporare i propri risparmi. Nessuno che vada in galera, nessuno che rimanga invischiato in queste vicende sfioranti, possiamo pure dire toccanti, il mondo criminale. 

Non siamo tecnici, solo osservatori e quello che emerge dal mondo malefico della grande finanza è sempre lo stesso: i banchieri non rischiano nulla, vengono pagati con cifre folli, compiono azioni da puri briganti, e nel caso di crollo della struttura, ne escono sempre puliti e pronti ad imbarcarsi in altre avventure piratesche. 

Pagano sempre i soliti che oltre a pagare non si ribellano. 

Titoli spazzatura, agenzie di rating che esaltano strutture come Svb, senza avvertirne la fine imminente. 

Un mondo di merda quello finanziario, in grado di governare stati, di supportare multinazionali con bilanci da nazione, con l'unico obbiettivo di incrementare, tendendo all'infinito, le ricchezze di pochi, con l'impercettibile difetto che possiamo definire effetto collaterale di ridurre in miserie migliaia di persone per bene. 

E non possiamo neppure invocare interventi dall'alto, visto che nell'alto del mondo economico, che è anche politico, ci stanno loro. Sempre loro, fino a quando non avverrà una sana e robusta ribellione della maggioranza di viventi su questo pianeta in mano a pochi e destinato ad una probabilissima estinzione. 

Per il resto, buona giornata!