Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 3 febbraio 2022
Lo faccio dire a lei!
mercoledì 2 febbraio 2022
Non sono solo!!!
L'alieno Crosetti
Un alieno all'Ariston, il mistero di Ornella Muti
dal nostro inviato Maurizio Crosetti
L’alieno entra in un mondo tutto blu e pensa sia il mare, invece è la sala stampa del Festival. Il posto gli sembra molto bello. Scopre che la signora seduta al tavolo si chiama Ornella Muti, ed è un’attrice famosa. La presenta un uomo che si chiama Stefano Coletta ed è il direttore di Rai 1. A un certo punto, quest’uomo spiega: «Ornella è una donna che oltre alla bellezza ha anche una bellissima testa».
L’alieno non capisce. In che senso una bellissima testa?, si chiede. Allora prende la parola un altro uomo che chiamano Amadeus e che, sempre a proposito dell’attrice, dichiara: «Ornella non è solo bella, è anche intelligente». L’alieno ci capisce sempre meno. Possibile che questi signori abbiano detto che l’attrice, pur essendo bella, non è mica soltanto questo, e sa addirittura ragionare, elaborare concetti ed esprimerli attraverso frasi di senso compiuto?
“Sul mio pianeta” pensa l’alieno “ognuno è come è, e ci sono quelli belli, quelli brutti, quelli intelligenti, quelli stupidi, i maschi, le femmine e quelli come gli pare, però nessuno si sorprende se un alieno o un’aliena sono anche intelligenti pur essendo belli, oppure stupidi pur essendo brutti. Che c’entra? È come se qualcuno dicesse: l’alieno è basso, però gli piacciono le fragole”.
Poi viene chiesto all’attrice perché è favorevole alla cannabis, e lei risponde che non va mica in giro a distribuire canne nei camerini, e che è favorevole alla cannabis a scopo terapeutico e non ludico. L’alieno non sa cosa siano le canne, lui pensava alle canne da pesca. Glielo spiegano. Gli spiegano anche chi siano Giovanardi («Farò un esposto!»), Gasparri e Salvini che insorgono. Poi scopre che due anni fa Amadeus aveva presentato una ragazza di nome Francesca Sofia Novello, fidanzata del motociclista Valentino Rossi, così: «Sa stare un passo indietro rispetto a un grande uomo». Apriti cielo!, come dicono sul pianeta dell’alieno quando decolla un’astronave.
“Possibile” pensa l’alieno “che qui a Sanremo le donne vengano ancora usate come merce da esposizione, facendo finta di combattere chi le usa come merce da esposizione?” No, chiaramente non è possibile, pensa l’alieno. Ha sicuramente capito male. Del resto Sanremo è in Italia, e l’Italia è pur sempre quel paese dove una donna è stata appena eletta alla presidenza della Repubblica. Una donna bella, e tuttavia intelligente.
Che altro aggiungere?
Ciao Monica!
Travaglio
MiniMario
di Marco Travaglio
Un anno fa, 2 febbraio 2021, Mattarella chiamò Draghi per sostituire Conte, dimissionario dopo aver avuto la fiducia di Camera e Senato, con un coso mai visto prima: “Un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica” con “tutte le forze politiche presenti in Parlamento”. Sfortunatamente abboccarono tutti i partiti tranne fortunatamente uno (sennò avremmo avuto un coso già visto prima, ma nelle dittature). Il progetto era chiaro: cancellare il popolarissimo premier che aveva gestito la pandemia e portato a casa 209 miliardi di Pnrr; raddrizzare le gambe agli elettori che avevano sbagliato a votare nel 2018 per un cambiamento radicale (ribattezzato dai gattopardi “populismo” e “sovranismo”); neutralizzare i partiti vincitori annegandoli in una maggioranza così ampia da renderli ininfluenti e infiltrando in ciascuno di essi un PdD (partito di Draghi) per scardinarne le leadership e riportarli a più miti consigli. Perciò i ministri politici furono scelti, con rare eccezioni, fra i più allineati al sistema: Di Maio per il M5S, gli antisalviniani Giorgetti, Garavaglia e Stefani per la Lega, i lettiani (nel senso di Gianni) Brunetta, Gelmini e Carfagna per FI, più i pidini già allineati per Dna. L’avvento di Letta (nel senso di Enrico) al vertice del Pd agevolò la restaurazione. Il cerchio si sarebbe chiuso se Grillo, dopo aver trascinato i 5S nel governo dei “grillini” Draghi e Cingolani, avesse buttato fuori Conte dopo avergli dato le chiavi: ma la congiura fallì per la rivolta dei militanti.
In ogni caso, chi aveva architettato questo bel progettino era certo che SuperMario avrebbe fatto tali miracoli da lasciare senza fiato gli italiani, regnando sull’Italia, l’Europa e l’orbe terracqueo per almeno 10 anni. Invece non ne azzeccò quasi nessuna, mentre la maionese della maggioranza impazziva. Allora tentò la fuga al Quirinale. Ma, malgrado le sue frenetiche manovre, non se lo filò nessuno (5 voti). Costringendo Mattarella a tagliarsi la faccia e a smentire mesi di “rielezione mai”, pur di salvare il salvabile del Piano Gattopardo. Risultato. Tutte le massime istituzioni sfregiate o screditate: il “nuovo” capo dello Stato che rinnega la parola data come un Napolitano qualsiasi; SuperMario sconfitto, umiliato e ridotto a MiniMario; la presidente del Senato ridicolizzata in diretta tv; la direttrice del Dis impallinata da Letta jr., Di Maio, FI e frattaglie varie (e screditata dalla foto con Giggino); la maggioranza in frantumi, con le coalizioni e i partiti in pezzi; l’“antipolitica” ai massimi storici, col nuovo boom dell’astensionismo; e un solo partito che ci lucra: l’unico che sta all’opposizione, il più “populista” e “sovranista” fra quelli che i gattopardi volevano radere al suolo. Bei pirla.