lunedì 29 marzo 2021

Lasciatelo stare!


Par di capire quindi che Leonardo col kolossal targato Rai non c'entri una benamata mazza. Chapeau quindi agli autori che, divulgando aria fritta, scompagineranno una delle figure più grandi della nostra storia, finendo per creare quella mescita intellettuale già così ampiamente propinata ai giovani, mediante programmi che non ha senso neppure nominare. 

Mi chiedo come cavolo si possa produrre lecitamente, sviamenti su vite come quella del Genio vinciano, che senza alcun ritocco, intervento idiota, sarebbero già di per sé già lontane anni luce dia ignavia, da quel pianciomollismo tipico delle divanate pomeridiane, di cui sono stellato riconosciuto. Nella prima puntata di lunedì scorso, la giovane Caterina da Cremona storicamente non è mai esistita, né il suo omicidio, né l'arresto di Leonardo. Tutto falso, tutto ridotto a macedonia. Una vergogna infangante il Genio, checché ne dica il ministro della Cultura, di quale cultura sia ministro lo lascio immaginare. 

Sviare per fiction è un delitto, anche perché il pubblico oramai tendiamo ad immedesimarci troppo con ciò che il video appioppa, basti pensare agli insulti ricevuti da "Livia" e dal fratello dello Zinga per la fine del loro rapporto in Montalbano, o quelli presi da Tognazzi nella serie Sky sul Pupone, solo perché interpretava Spalletti! 

E i signori liofilizzati e lottizzati di Rai 1 stravolgono vite come quella di Leonardo! Mavacagher!

domenica 28 marzo 2021

Non colpevolizziamo

 


Chi si rivede!



Ma guarda chi c’è nel paddock del Gran Premio del Bahrain!!! Il Senatore, per un grandissimo Rinascimento!! Mentre noi siamo in zona arancio o rossa, lui si sollazza alla faccia nostra! Grande Senatore! E grazie!

Una storia fantastica!


Suez, la flotta gialla

La storia. Per otto anni 15 navi e i loro equipaggi vennero bloccati dalla guerra dei Sei Giorni del ‘67 nel Canale: nacque una «repubblica marinara» che organizzò giochi "olimpici" ed emise francobolli

Ottobre 1967, Canale di Suez, cargo americani, britannici e svedesi, intrappolati nell’area del «Grande Lago Amaro» 

Alberto Negri

Ma dove vanno i marinai, mascalzoni e imprudenti? Eccoli qui: sono gli equipaggi della Yellow Fleet, la Flotta Gialla del 1967. Non erano né prigionieri né ostaggi ma vissero intrappolati per alcuni anni in una situazione picaresca e paradossale che in mezzo alle tragedie del Medio Oriente diede vita a una sorta di romantica repubblica marinara nel Canale di Suez che organizzò persino i suoi giochi olimpici ed emise dei francobolli, perfettamente validi, riconosciuti dalle poste egiziane e ancora collezionati in tutto il mondo. Credo che sia stata l’unica entità mediorientale che non si sia mai sentita minacciata o in guerra con nessuno.
UFFICIALMENTE QUESTA micro-nazione di marinai, fondata sulla Melampus, naviglio battente bandiera britannica, si chiamava l’«Associazione del Grande Lago Amaro», quella parte del Canale dove per la guerra tra arabi e israeliani si trovarono bloccati senza poter navigare né avanti né indietro. Fu calcolato che in questi otto anni la Yellow Fleet consumò allegramente un milione di lattine di birra. Forse tra mille anni un archeologo che scaverà da queste parti, tra il mare e il deserto, si troverà di fronte a un rompicapo della Storia: gli egiziani costruivano canali con le lattine?
Tra il 1967 e il 1975 quindici navi provenienti da otto paesi furono intrappolate a Suez. Diventarono note come la “Flotta Gialla” per l’aspetto conferito agli scafi dalla sabbia del deserto che trasportata dai venti si depositava ovunque. Durante la guerra del ‘67 l’Egitto aveva fermato il canale per impedirne l’uso da parte di Israele che occupava il Sinai e la costa orientale di Suez. Navi affondate e mine continuarono a bloccare il trasporto fino alla guerra dello Yom Kippur del 1973 quando, dopo un paio d’anni e la smilitarizzazione del Sinai, il blocco venne revocato.
IL 5 GIUGNO 1967 le quindici navi stavano navigando verso nord attraverso il Canale: poco dopo l’alba l’aviazione israeliana attaccò a sorpresa quella egiziana annientandola a terra. Cominciava la Guerra dei Sei Giorni con cui Israele conquistò il Sinai e Gaza all’Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria. Le estremità del canale furono chiuse dagli egiziani con l’affondamento delle navi.
La Flotta Gialla venne così costretta all’ancora nella parte più ampia di Suez, il Grande Lago Amaro.  Con Tel Aviv in possesso della sponda orientale, il presidente egiziano Nasser come alternativa alla chiusura del Canale aveva soltanto quella di consentire agli israeliani di usarlo. Ma non poteva cedere. Nel luglio 1956 Nasser aveva nazionalizzato il Canale in cui banche e società britanniche avevano ancora una quota del 44 per cento. Israele allora occupò il Sinai mentre Francia e Gran Bretagna bombardarono l’Egitto.
NASSER RISPOSE affondando 40 navi. La crisi si concluse con l’intervento diplomatico degli Usa, preoccupati che l’Urss andasse in aiuto del Cairo, e lo schieramento della prima storica missione di pace dei caschi blu dell’Onu: il canale fu riaperto in pochi mesi. Nel ’67 le cose andarono assai diversamente.
I marinai, annusata la mala parata, si organizzarono. Nell’ottobre del 1967 tutti gli equipaggi si riunirono sulla Melampus per fondare la “Great Bitter Lake Association”, l’Associazione del Grande Lago Amaro, per darsi sostegno reciproco. C’erano navi tedesche inglesi, polacche, francesi, svedesi. Si incontravano regolarmente a bordo, organizzavano eventi sociali, avevano un attivo club nautico e in contemporanea con le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico diedero vita ai “Giochi olimpici del Lago Amaro”.
LE DISCIPLINE erano quattordici, tra cui vela, tuffi, atletica, tiro con l’arco, salto (i materassi venivano dalle cabine), tiro e pallanuoto – la nave svedese Killara aveva una piscina – ma anche di pesca e sollevamento pesi. Come raccontano i diari di bordo, l’atmosfera era eccellente, molto olimpica, la Polonia arrivò prima nel medagliere, seguita da Germania e Regno Unito.
Ma il vero passatempo erano i party che quotidianamente animavano la vita sui ponti con bevute di birra colossali e cori a squarciagola, una nobile competizione in cui gli ultimi che restavano in piedi si occupavano di caricare gli altri sulle scialuppe che a volte si perdevano galleggiando senza meta nelle tempeste del deserto che soffiavano sul Canale. Di tornare a bordo tanto non c’era mai fretta.
LA REPUBBLICA marinara visse così anni ruggenti e ad alta gradazione alcolica. Ma col tempo vennero ridotti gli equipaggi a bordo lasciando soltanto le squadre per il mantenimento, che ruotavano ogni tre mesi.  All’inizio del 1975 Suez fu riaperto e il 24 maggio le navi Münsterland e Nordwind, le uniche ancora in grado di navigare da sole, raggiunsero il porto di Amburgo acclamate da oltre 30mila spettatori.  Per il Münsterland era la fine di un viaggio con destinazione Australia durato otto anni, tre mesi e cinque giorni. L’Associazione del Grande Lago Amaro era già stata sciolta. Ma adesso a Suez, di nuovo bloccato, dove vanno i marinai?

Invio liberatorio

 


Viene il voltastomaco a vedere come in pochi anni, semi valorosi che dichiararono che sarebbero andati ad aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, si siano trasformati nel tonno stesso, cercando di sfanculare un dogma che ha reso fieri coloro che appoggiarono quella vaga idea di novità, di aria fresca, subito ritornata malsana e mefitica.
Non vogliono mollare la presa, allontanarsi dai privilegi, governano assieme al Cazzaro, all'Ebetino e, soprattutto, al Pregiudicato pagatore seriale di tangenti alla mafia.
Capeggiati dal Bibitaro che gira al mondo infiascando aria fritta, quello che una volta fu un movimento serio ed intrigante, si sta trasformando nella classica ed indimenticabile Balena Bianca. A tutti loro vada il mio personale, ponderato, sereno e sincero Vaffanculo! Tiè!

Immerso nella Commedia



L’anno dantesco mi ha spinto a leggere la fantastica Divina Commedia, supportato da commenti autorevoli, naturalmente! Ebbene giunto al III canto dell’interno ho incontrato la celeberrima

«Caron, non ti crucciare:
Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare»

Frase rivolta da Virgilio a Caronte: in pratica il primo invito della storia a farsi una mega padellata di... propri! (Volg. Fattilikakkitua)

Vicini ai fratelli birmani