Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 21 luglio 2020
Se...
Bella amaca
L’amaca
Sento la voce ma non capisco
di Michele Serra
Se volete incrementare il vostro desiderio di ritirarvi dal mondo e non sentirne parlare mai più, date un’occhiata al breve comizio con il quale il rapper americano Kanye West ha lanciato la sua candidatura alla Casa Bianca. Si vede un signore con un giubbotto antiproiettile che urla frasi di senso incompiuto, per esempio a favore della sua mamma e contro il suo papà, e come programma politico invita a «rispettare le regole che ci sono state date per ottenere la Terra Promessa». Il tutto dura un paio di minuti; pochi, ma quanto basta per pensare che Trump non sia la fine, ma solo l’inizio.
L’inizio di un devastante e speriamo non troppo funesto “libera tutti” del quale abbiamo visto, per adesso, solo i titoli di testa. Nonostante una breve ricerca sul web e la lettura di un paio di articoli (di più sarebbe stato un colpevole scialo di tempo), non sono in grado di dirvi perché West si è candidato; con quali propositi; a favore di chi, a parte la mamma; contro chi, a parte il papà; per fare che cosa; eccetera. Pare che West ammiri Trump ma gli piacciano le idee di Bernie Sanders. Come dire: è romanista, ma tifa per la Lazio.
È vegetariano, ma mangia solo bisonte. È suora di clausura, ma balla al Moulin Rouge.
Il solo dato comprensibile che lo riguarda è che West ha sposato la popolare influencer Kim Kardashian, star televisiva de I Kardashian e Le sorelle Kardashian (immagino che abiti a Kardashian, in via Kardashian). Il resto, almeno per me, è nebbia totale.
Un senso di totale smarrimento che forse è presagio di vecchiezza: se a fare politica è Kanye West, mi viene nostalgia di Arnaldo Forlani.
lunedì 20 luglio 2020
Il ritorno dei tempi romagnoli
Buongiorno Ragione!
Finalmente si sono aperte le finestre della ragione! Questo sondaggio, oggi su Repubblica, rende il giusto merito al migliore premier degli ultimi decenni e, alleluia, individua nel Puttaniere il peggiore di tutti.
Gongolo, esulto, gioisco nell'apprendere di non essere solo a fotografare l'evidenza dei fatti. L'Era del Puttanesimo è stata una sciagura infausta i cui effetti purtroppo continueremo a vederli per altri lunghissimi anni. Se penso che il parlamento di quei tempi confermò che Ruby fosse la nipote di Mubark, mi si ritorcono ancora adesso le gonadi per quel sentimento, quel mix di incazzatura e disorientamento, che mi portai dietro per tanti, lunghi, infiniti anni.
Dall'altra parte vedere Conte primeggiare nel gradimento mi induce a sperare in un futuro migliore. E se tutto il logorio anti italico dell'establishment rancoroso, sfociante nelle fakes dei giornaloni peripatetici, che da mesi tenta di offuscarne la statura politica non fosse stato attuato, ma è palese che su queste lande ognuno pensi esclusivamente agli affaracci propri, vedi le lagne generali di quelli alla carlo bonomi per intenderci, forse il presidente Conte a quest'ora sfiorerebbe cifre da capogiro. Ma accontentiamoci, continuando a sfanculare chi, alla Porro, alla Minzo, alla Cazzaro, alla Sora Cicoria, alla Bomba, antepone la difesa dei privilegi della casta inamovibile, al bene collettivo dell'intero paese. Non praevalebunt!


