giovedì 14 novembre 2019

Grandissimo!!


giovedì 14/11/2019
Forza Ladri Vivi

di Marco Travaglio

Il problema è sempre un altro. Sull’evasione, una delle migliori trovate dei benaltristi è che limitare il contante non serve perché i “grandi evasori” se ne infischiano se la soglia del cash scende da 3 mila euro a mille. Peccato che l’evasione di 110-130 miliardi l’anno sia la somma delle grandi, medie e piccole evasioni; e quelle medie e piccole sono in gran parte di criminali che incassano in contanti dal pizzo, dallo spaccio, dalla prostituzione e devono riciclare il bottino con pagamenti legali per non destare sospetti. A questo punto il benaltrista ha pronto il piano B: le manette non servono, perché è molto più utile “incrociare i dati”. Peccato che i dati siano tutti lì a disposizione, ormai anche dai paradisi fiscali, infatti siamo pieni di organismi che li incrociano; il guaio è che, una volta scovati, gli evasori non vengono neppure indagati perché, per commettere reato, dovrebbero superare soglie così alte che non riuscirebbero a valicarle neppure se s’impegnano. E comunque la prescrizione è assicurata: l’accertamento arriva 3-4 anni dopo la dichiarazione infedele o fraudolenta, quando non c’è più tempo per fare indagini, udienza preliminare e tre gradi di giudizio. E, anche se si fa in tempo, le pene sono così irrisorie da diventare non un freno, ma un incentivo a evadere e frodare.

Ma ecco pronto il benaltrista col piano C: il carcere non serve perché è meglio “confiscare il maltolto”. Ora, a parte che l’una cosa non esclude l’altra, anzi vanno di pari passo, oggi lo Stato riesce a recuperare meno del 5% dell’evasione che accerta. E, se quasi tutte le evasioni restano sotto le soglie di non punibilità, le indagini non partono proprio, dunque non scatta neppure il sequestro preventivo, figurarsi la confisca finale. In ogni caso, anche se si arriva alla confisca, l’evasore può fingersi nullatenente e, se ha un’azienda, simulare perdite e bisogna ricominciare da capo per dimostrare che i soldi li nasconde, e poi scovarli. Tantopiù che, per i reati fiscali, le società non sono soggette alla legge 231 sulla responsabilità penale delle persone giuridiche. E non si rischia il sequestro “per sproporzione” (fra beni posseduti e redditi dichiarati). Ora, per la prima volta nella storia, il governo Conte rimedia a tutti questi buchi con un ventaglio di norme di raro buonsenso ed efficacia. I pagamenti cash consentiti passano da 3 mila a 2 mila euro nel 2020 e a mille nel 2021. Le soglie di impunità scendono. I massimi e i minimi di pena aumentano, così per i casi più gravi si va in galera sia prima (custodia cautelare) sia dopo la sentenza (espiazione pena) e, in più, si può intercettare.

La 231 si applica alle società anche per reati fiscali (con pene pecuniarie fino a 500 “quote”). E il sequestro per sproporzione vale anche per evasori e frodatori. In più, con la Spazzacorrotti in vigore da un anno, per tutti i reati (non solo fiscali) commessi dal 1° gennaio 2020 la prescrizione si bloccherà alla sentenza di primo grado: fra 3-4 anni, quando arriveranno i primi verdetti, nessuno avrà più speranza di farla franca allungando i tempi in appello e in Cassazione. Le anime in pena che, a corto di argomenti, vanno cercando l’“anima” del Conte 2 dovrebbe riconoscere che è una rivoluzione copernicana: morale (basta con l’iniquità di un sistema che costringe i poveri e gli onesti a mantenere con tasse altissime i ricchi e i ladri che non le pagano), sociale (si redistribuisce più equamente la ricchezza) e finanziaria (si recuperano risorse per le riforme sempre rinviate per mancanza di fondi). Infatti il Partito Trasversale degli Evasori (il primo in Italia: 11 milioni di elettori) sta scatenando i suoi partiti – centrodestra e Italia Viva – e giornaloni con raffiche di emendamenti e fake news.

Forza Italia Viva non si premura neppure di dare un minimo di coerenza alle balle che racconta. Ettore Rosato, già celebre per aver dato i natali alla peggior legge elettorale della storia, riesce a sostenere restando serio che, nell’ordine: “le manette non sono strumenti per combattere l’evasione” (peccato che siano in vigore in tutto il mondo fuorché in Italia); “servono solo a spaventare chi vuole investire in Italia” (Rosato è convinto che chi investe in Italia lo faccia per evadere il fisco e si spaventi se anche l’Italia mette in carcere gli evasori come il suo paese d’origine); “siamo il partito no tax” (quindi incostituzionale ed eversivo, visto che l’art. 53 della Costituzione recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”); “le manette per chi ruba ci sono già” (falso: in Italia i detenuti per reati fiscali sono poche decine, contro i 7 mila della Germania e le decine di migliaia degli Usa); “siamo contrari alle manette per chi commette degli errori” (siccome il carcere è previsto per chi occulta 200 mila euro all’anno evadendone almeno 100 mila, per Rosato chi nasconde al fisco fino a 199.999 euro e ne evade fino a 99.999 è uno sbadato). Finora i renziani dicevano: “Le manette non servono, servono multe salate e sequestri e confische dal maltolto”. Ma ora casca l’asino: vogliono cancellare dalla legge di Bilancio sia le manette agli evasori (cioè le pene più alte e le soglie più basse), sia la confisca dei beni per sproporzione, sia le multe alle società frodatrici. Cioè tornare alle norme attuali, quelle che garantiscono ogni anno il saccheggio legalizzato di 110-130 miliardi. Negli anni 80, un deputato attaccò in aula un pippone su una fumosissima riforma del Codice penale, finché il presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro lo fulminò: “Onorevole, se ci dice quale processo vuole aggiustare e quale amico vuole salvare, facciamo prima”. Oggi, a questi manigoldi, non c’è neppure bisogno di domandarlo: lo sappiamo benissimo.

Gnorri



Zaia ha imparato alla perfezione il metodo Cazzaro Verde, applicato già sulla vicenda dei 49 milioni svaniti e nella querelle russa, con il probabile tentativo di agguantare una tangente dalla vendita di prodotti petroliferi: far lo gnorri, inebetendosi al punto di apparire come un alieno appena sbarcato da chissà quale galassia. E allora a Zaia glielo dobbiamo ricordare che il Mose è stato avviato dal Puttaniere negli anni in cui quelli come Zaia governavano, pardon, gozzovigliavano sul paese già allora stremato dalla corruttela. Dobbiamo pure rammentargli i grandi manigoldi che al tempo ladrarono sul progetto, Galan e pare l’ex ministro Matteoli, tutti e due appartenenti alla fattoria del Pregiudicato, ci mancherebbe, ma alleati di quelli alla Zaia. Dovremmo anche rimembrare a Zaia che fino ad oggi il Mose ci è costato quasi 7 miliardi di euro, e che una buona fetta è finita in tasche di amici, di amici degli amici della coalizione mefitica Forza Italia-Lega. E che opere immani come il Mose rappresentano il cotechino appeso su un branco di lupi famelici e che il prossimo banchetto sontuoso si chiamerà Tav. Infine caro, si fa per dire, Gnorri Zaia un’ultima news: oggi è il 14 novembre 2019. Glielo rammento perché lassù sul pero dove siete voi tutti amici del Cazzaro, pronti a cascare alla prima presunta avversità, forse il tempo rallenta e gli eventi si dilatano misteriosamente e la colpa non è mai degli gnorri.

mercoledì 13 novembre 2019

Pensieri



Panzanatibus



Rieccoli! Ebbri dal latinorum, sviati dall'incenso, dagli altari rigirati, sono tornati per dare dell'eretico al grande segno dei tempi Francesco! 
Rancorosi come non mai, questi catacombali esseri insulsi han trovato ragione per esprimere un dissenso direttamente proporzionale alla loro debacle spirituale, al circense metodo, una visione di fede particolare, premiante e rassicurante chi degli onori e dei privilegi ne ha fatto ragione di vita, insomma: gli auto salvati, i chiudenti il recinto, sfanculanti la centesima pecora smarrita. 

Prendetevi un attimo e leggete qui di seguito la loro letterina: 


Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma. 
Questi atti sacrileghi sono i seguenti:
  • Il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama.
  • Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell'Apostolo Pietro.
  • Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama.
  • Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione.
  • Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione, e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa . In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione.
  • Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare.
Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa Cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama , nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America.
Svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmüller, dal cardinale Gerhard Müller, dal cardinale Jorge Urosa Savino, dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, dal vescovo Athanasius Schneider, dal vescovo José Luis Azcona Hermoso, dal vescovo Rudolf Voderholzer e dal vescovo Marian Eleganti . Infine, anche il cardinale Raymond Burke ha dato la stessa interpretazione in un’intervista.
Questa partecipazione all’idolatria è stata preceduta dalla dichiarazione intitolata “Documento sulla Fraternità Umana”, firmata da Papa Francesco e Ahmad Al-Tayyeb, il Grande Imam della Moschea di Al-Azhar, il 4 Febbraio 2019 . Questa dichiarazione affermava:
“Il pluralismo e la diversità di religioni, colore, sesso, razza e linguaggio sono voluti da Dio nella Sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani. Questa saggezza divina è la fonte da cui discende il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi”.
Il coinvolgimento di Papa Francesco nelle cerimonie idolatriche indica che egli intendeva dare a questa affermazione un senso eterodosso, il quale consente che l’adorazione pagana di idoli venga considerata un bene voluto da Dio in senso positivo.
Inoltre, nonostante egli abbia informato privatamente il vescovo Athanasius Schneider che “Tu [il Vescovo] puoi dire che la frase in questione sulla diversità delle religioni vuole significare la volontà permissiva di Dio ...” , Francesco non ha mai corretto in questo senso l'affermazione di Abu Dhabi. Nel suo successivo discorso nell’udienza pubblica del 3 aprile 2019, Francesco, rispondendo alla domanda “Perché Dio permette che ci siano tante religioni?”, al riguardo ha fatto riferimento alla “volontà permissiva di Dio” come spiegato dalla teologia Scolastica, ma ha dato al concetto un significato positivo, dichiarando che “Dio ha voluto permetterlo” perché, nonostante “ci siano tante religioni” esse “guardano pur sempre al cielo, guardano a Dio” (enfasi nostra) . Non c’è il minimo riferimento al concetto che Dio permetta l'esistenza di false religioni, allo stesso modo in cui permette l'esistenza del male in generale. Anzi, la chiara implicazione è che Dio permette l’esistenza di “tante religioni” perché sono buone in quanto “guardano pur sempre al Cielo, guardano a Dio”.
Peggio ancora, Papa Francesco da allora ha confermato la mai smentita dichiarazione di Abu Dhabi istituendo un “comitato interreligioso” , poi ufficialmente chiamato “Alto Comitato” (“Higher Committee”) , con sede negli Emirati Arabi Uniti,  per promuovere gli “obiettivi” del documento; e promuovendo una direttiva del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso indirizzata ai direttori di tutti gli Istituti superiori di istruzione cattolici, e indirettamente a tutti professori universitari cattolici, chiedendo loro di dare “la più ampia diffusione possibile” al documento, compresa la sua affermazione, mai corretta, che Dio vuole la “diversità delle religioni” proprio come vuole la diversità di colore, sesso, razza e lingua.
L’autorizzazione ad adorare chiunque o qualsiasi cosa diversa dall’unico vero Dio, la Santissima Trinità, è una violazione del Primo Comandamento. Certamente ogni partecipazione a qualsiasi forma di venerazione degli idoli è condannata da questo Comandamento ed è un peccato oggettivamente grave, indipendentemente dalla colpevolezza soggettiva, che solo Dio può giudicare.
San Paolo insegnò alla Chiesa primitiva che il sacrificio offerto agli idoli pagani non era offerto a Dio ma piuttosto ai demòni quando disse nella sua Prima Lettera ai Corinzi:
Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni” (1 Cor. 10, 19-21).
Con queste azioni Papa Francesco è incorso nella reprimenda emanata dal Secondo Concilio di Nicea:
Molti pastori hanno distrutto la mia vigna, hanno contaminato il mio territorio. Poichè seguirono uomini empi e, confidando nelle loro proprie follie, calunniarono la santa Chiesa, che Cristo nostro Dio ha preso per Sua sposa, e non riuscirono a distinguere il santo dal profano, affermando che le icone di nostro Signore e dei Suoi santi non fossero diverse dalle immagini lignee di idoli satanici”.
Con immenso dolore e profondo amore per la Cattedra di Pietro, imploriamo Dio Onnipotente di risparmiare ai membri colpevoli della Sua Chiesa sulla terra, la punizione che meritano per questi terribili peccati.
Chiediamo rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi.
Chiediamo rispettosamente a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno il suo esempio nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna.

9 Novembre 2019

In Festo dedicationis Basilicae Lateranensis 
“Terribilis est locus iste: hic domus Dei est et porta caeli; et vocabitur aula Dei”


Ecco qui la loro accusa al Pastore, al Vescovo di Roma! 
Gli adoratori del "paonazzo", gli smanianti calze porpora, i fedeli osservanti chissà quali principi, i dediti alla dissoluzione dei precetti di amore e di carità, si scagliano contro il Papa con un'inusitata e rancorosa violenza, accusando il Sommo Pontefice addirittura di idolatria! 
Non dovremmo neppure commentare tali baggianate. Lo faccio solo per evidenziare come la perdita di quei cazzo, chiedo scusa, di princìpi ineludibili, paraventi per le scorribande pro loro, per l'abbassamento dell'ego bistrattato da parole pesanti quali povertà, accoglienza, condivisione, porti questi diversamente credenti a rosicare fuori da ogni logica, ad appartarsi sgomenti in attesa che tornino a luccicare anelli e croci d'oro, mitrie sfavillanti per principesche manifestazioni di potere terreno in altari con spalle girate ai diversi che siamo noi. 

Vi elenco infine i firmatari di questa goliardica iniziativa. Nomi sconosciuti affioranti dalla melma del nonsenso di quella fede praticata da pochi, per il distacco da molti. 

Dr Gerard J.M. van den Aardweg, The Netherlands
Dr Robert Adams, medical physician in Emergency & Family Medicine
Donna F. Bethell, J.D.
Tom Bethell, senior editor of The American Spectator and book author
Dr Biagio Buonomo, PhD in Ancient Christianity History and former culture columnist (1990-2013) for L'Osservatore Romano
François Billot de Lochner, President of Liberté politique, France
Rev. Deacon Andrew Carter B.Sc. (Hons.) ARCS DipPFS Leader, Marriage & Family Life Commission, Diocese of Portsmouth, England
Mr. Robert Cassidy, STL
Dr Michael Cawley, PhD, Psychologist, Former University Instructor, Pennsylvania, USA
Dr Erick Chastain, PhD, Postdoctoral Research Associate, Department of Psychiatry, University of Wisconsin-Madison
Fr Linus F Clovis
Lynn Colgan Cohen, M.A., O.F.S.
Dr Colin H. Jory, MA, PhD, Historian, Canberra, Australia
Rev Edward B. Connolly, Pastor Emeritus, St. Joseph Parish St. Vincent de Paul Parish, Girardville PA
Prof. Roberto de Mattei, Former Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)
José Florencio Domínguez, philologist and translator
Deacon Nick Donnelly, MA Catholic Pastoral & Educational Studies (Spiritual Formation), England
Fr Thomas Edward Dorn, pastor of Holy Redeemer Parish in New Bremen OH in the Archdiocese of Cincinnati
Fr Stefan Dreher FSSP, Stuttgart, Germany
Dr Michael B. Ewbank, PhD in Philosophy, Loras College, retired, USA
Fr Jerome Fasano, Pastor, St John the Baptist Church, Front Royal, Virginia, USA
Dr James Fennessy, MA, MSW, JD, LCSW, Matawan, New Jersey, USA
Christopher A. Ferrara, J.D., Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association
Fr Jay Finelli, Tiverton, RI, USA
Prof. Michele Gaslini, Professor of Public Law, University of Udine, Italy
Dr Linda M. Gourash, M.D.
Dr Maria Guarini STB, Pontificia Università Seraphicum, Rome; editor of the website Chiesa e postconcilio
Fr Brian W. Harrison, OS, STD, associate professor of theology of the Pontifical Catholic University of Puerto Rico (retired), Scholar-in-Residence, Oblates of Wisdom Study Center, St. Louis, Missouri, USA
Sarah Henderson DCHS MA (RE & Catechetics) BA (Mus)
Prof. Robert Hickson PhD, Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies
Dr Maike Hickson PhD, Writer and Journalist
Prof., Dr.rer.pol., Dr.rer.nat. Rudolf Hilfer, Professor of Theoretical Physics at Universität Stuttgart
Fr John Hunwicke, Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford
Fr Edward J. Kelty, OS, JCD, Defensor Vinculi, SRNC rota romana 2001-19, Former Judicial Vicar,  Archdiocese of Ferrara, Judge, Archdiocese of Ferrara
Dr Ivo Kerže, prof. phil.
Dr Thomas Klibengajtis, former Assistant Professor of Catholic Systematic Theology, Institute of Catholic Theology, Technical University Dresden, Germany
Dr Peter A. Kwasniewski, PhD, USA
Dr John Lamont, DPhil (Oxon.)
Dr Dorotea Lancellotti, catechist, co-founder of the website: https://cooperatores-veritatis.org/
Dr Ester Ledda, consecrated laywoman, co-founder of the website https://cooperatores-veritatis.org/
Fr Patrick Magee, FLHF a Franciscan of Our Lady of the Holy Family, canonical hermit in the Diocese of Fall River, Massachusetts
Dr Carlo Manetti, jurist and lecturer, Italy
Dr Christopher Manion, PhD, KM, Humanae Vitae Coalition, Front Royal, Virginia, USA
Antonio Marcantonio, MA
Michael J. Matt, Editor, The Remnant, USA
Jean-Pierre Maugendre, general delegate, Renaissance catholique, France
Msgr John F. McCarthy, JCD, STD, retired professor of moral theology, Pontifical Lateran University
Prof. Brian M. McCall, Orpha and Maurice Merrill Professor in Law, Editor-in-Chief Catholic Family News
Patricia McKeever, B.Ed. M.Th., Editor, Catholic Truth, Scotland
Mary Angela McMenamin, MA in Biblical Theology from John Paul the Great Catholic University
Fr Cor Mennen, lecturer canon law at the diocesan Seminary of ‘s-Hertogenbosch and member of the cathedral chapter
Rev Michael Menner, Pastor
Dr Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B., former research fellow and lecturer at the University of Louvain
David Moss, President, Association of Hebrew Catholics, St. Louis, Missouri
Dr Claude E Newbury, M.B. B.Ch., D.T.M & H., D.P.H., D.O.H., M.F.G.P., D.C.H., D.A., M. Prax Med.
Prof. Giorgio Nicolini, writer, Director of “Tele Maria”
Fr John O'Neill, STB, Dip TST, Priest of the Diocese of Parramatta, member of Australian Society of Authors
Fr Guy Pagès, Archdiocese of Paris, France
Prof. Paolo Pasqualucci, Professor of Philosophy (retired), University of Perugia, Italy
Fr Dean P. Perri, Diocese of Providence, Our Lady of Loreto Church
Dr Brian Charles Phillips, MD
Dr Mary Elizabeth Phillips, MD
Dr Robert Phillips, Professor (emeritus) Philosophy: Oxford University, Wesleyan University, University of Connecticut
Prof. Claudio Pierantoni, Professor of Medieval Philosophy, University of Chile; former Professor of Church History and Patrology at the Pontifical Catholic University of Chile
Prof. Enrico Maria Radaelli, Professor of Aesthetic Philosophy and Director of the Department of  Aesthetic Philosophy of the International Science and Commonsense Association (ISCA), Rome, Italy
Dr Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland
Prof. John Rist, Professor emeritus of Classics and Philosophy, University of Toronto
Dr Ivan M. Rodriguez, PhD
Fr Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez, Pastor, Diocesan Catholic Priest, Caracas, Venezuela.
John F. Salza, Esq.
Fr Timothy Sauppé, S.T.L., pastor of St. Mary’s (Westville, IL.) and St. Isaac Jogues (Georgetown, IL.)
Fr John Saward, Priest of the Archdiocese of Birmingham, England
Prof. Dr Josef Seifert, Director of the Dietrich von Hildebrand Institute of Philosophy, at the Gustav Siewerth Akademie, Bierbronnen, Germany
Mary Shivanandan, Author and consultant
Dr Cristina Siccardi, Church Historian and author
Dr Anna M. Silvas, senior research adjunct, University of New England NSW Australia.
Jeanne Smits, journalist, writer, France
Dr Stephen Sniegoski, PhD, historian and book author
Dr Zlatko Šram, PhD, Croatian Center for Applied Social Research
Henry Sire, Church historian and book author, England
Robert J. Siscoe, author
Abbé Guillaume de Tanoüarn, Doctor of Literature
Rev Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St. John Henry Newman, Australia
Gloria, Princess of Thurn und Taxis, Regensburg, Germany
Prof. Giovanni Turco, associate professor of Philosophy of Public Law, University of Udine, Italy
Fr Frank Unterhalt, Pastor, Archdiocese of Paderborn, Germany
José Antonio Ureta, author
Adrie A.M. van der Hoeven, MSc, physicist
Dr Gerd J. Weisensee, Msc, Switzerland
John-Henry Westen, MA, Co-Founder and Editor-in-Chief LifeSiteNews.com
Dr Elizabeth C. Wilhelmsen, Ph.D. in Hispanic Literature, University of Nebraska-Lincoln, retired
Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense, (ret.), Germany
Prof. em. Dr Hubert Windisch, priest and theologian, Germany
Mo Woltering, MTS, Headmaster, Holy Family Academy, Manassas, Virginia, USA
Miguel Ángel Yáñez, editor of Adelante la Fe
Archbishop Carlo Maria Viganò
Prof. Dr. Heinz Sproll – University of Augsburg
Edgardo J. Cruz Ramos, President Una Voce Puerto Rico
Rev. Fr. Felice Prosperi
Prof.Growuo Guys PhD
Rev. Nicholas Fleming STL
Drs. N.A.L. van der Sluis pr., Pastoorparochie Maria, Moeder van de Kerk Bisdom ‘s-Hertogenbosch
Rev. Fr Alfredo Maria Morselli
Marco Paganelli, Journalist and writer
Deacon Eugene G. McGuirk, B.A, M.A., M.B.A.
Dr. Lee Fratantuono, AB, AM, PhD
Rev. Fr. Paolo D'Angona, Diocese of Roermond, Netherlands  

Sembra una superba supercazzola con vari duchi, marchesi e contesse Vien dal Mare! 
Spunta tra gli altri pure no-no-no! Viganò!!! Il nettare del rancore!!!

Una prece, amici. Una prece per codesti calzini paonazzi!