lunedì 16 settembre 2019

Ridi Pagliaccio!



La mia vicinanza, la fraterna solidarietà a tutti coloro che per tanti anni hanno creduto alle fiabe, divenute via via palle sempre più colossali man mano che andavano a scadenza, emesse a mo’ di trombetta da questo insuperabile giullare di corte il quale, fingendosi di sinistra, ha impunemente e sfacciatamente preso per il culo milioni di persone fino ad oggi, allorché il suo ego smisurato e il rosicamento di non contare più un cazzo lo hanno indotto ad annunciare l’abbandono del PD per fondare una nuova forza politica, verosimilmente una riedizione dell’accozzaglia di centro retta, ancora per poco, dallo zio puttaniere impenitente. 
In quest’ora solenne rimembro le centinaia di post pubblicati contro questo pifferaio reo di aver adulterato un ideale, sminuito valori, ridicolizzato idee, guidato da mano aristocratica e di potere, leggasi Confindustria. 
A tutti coloro che si sentono spiazzati, storditi, sconquassati da questo saltimbanco adulante tolde e privatizzazioni di pensieri sociali, vada il mio affetto e, come detto, la fraterna vicinanza.

Sbadataggine



Ahhhh adesso ho capito! Era il raduno di Pontidaaa della Legaaa! Ma che sbadato! Pensa che vedendo le immagini avevo inteso fosse il campionato mondiale di rutti! Mannaggia!

Commedia United Color of Riccastron


Un esempio di commedia all'italiana si sta recitando dalle parti del Veneto rigonfio di euroni per mano dell'associazione teatrale United Color of Riccastron che con la loro azienduccia Atlantia è riuscita a mettere in forziere una gigantesca fortuna, grazie alla famigerata Concessione Autostradale. 
Fingono lor signori d'inorridire davanti alle ultime intercettazioni nelle quali alti dirigenti, che si suppone essere proni ai loro voleri, intrallazzano, mascherando dati e perizie, al fine di spendere sempre meno in manutenzione per l'aumento volumetrico del forziere di famiglia. Lor Signori lanciano infatti dichiarazioni in cui fanno presagire epurazioni, visto che alcuni sottoposti hanno agito maldestramente, forse per raggranellar moneta ai danni della sicurezza come se l'input, la voracità, la spasmodica arsura, non sia connaturata all'impronta decisa e perseguita dagli inarrivabili azionisti. 
Alcuni dati inequivocabili: i dividendi di Atlantia agli azionisti da inizio 2017 ad oggi sono stati di 3,4 miliardi di euro. In 24 mesi i signori della United Color si sono pappati 2,4 miliardi, una cifra gigantesca relazionata alle spese per la manutenzione autostradale, circa mezzo miliardo all'anno. 
Occorrerebbe anzitutto andare dai signori illuminati che, anni addietro, concessero a nome nostro un tale e disastrato accordo che definire capestro è poco, e domandar loro se non avvertano imbarazzo nell'aver redatto un contratto così di parte da risultare imbarazzante ai comuni occhi di chi, malauguratamente, vorrebbe cercare di capire. 
La compagnia teatrale che oggi cerca di fingere il disprezzo per i suoi dirigenti ingannatori, non è nuova a sceneggiate del genere, vedasi il giorno dopo il disastro del ponte di Genova quando festeggiarono ugualmente il Ferragosto con megacena nella villona di proprietà; oppure il silenzio mediatico che seguì la tragedia, i comunicati traboccanti di ovvietà, la partecipazione forzata al lutto, i salti mortali di Castellucci per fingere vicinanza ai parenti delle vittime. 
Ora, come nelle commedie di basso costo, questa manifesta lontananza nei riguardi di chi, si suppone, agì in conto e per conto dei diktat aziendali, non fa che infangare ulteriormente la memoria dei poveretti che si trovarono alle 11:36 del 14 agosto 2018 nel posto sbagliato, un ponte insicuro e poco manutenzionato per via dei colossali dividendi che la squallida politica concesse a questi diversamente italici.    

zzzzzz!


Ieri sera, avendo avuto la malaugurata idea di assistere al soporifero match Verona - Milan, mi sono ritrovato come d'incanto su un covone assieme a Ciccio di Nonna Papera. 

Tra un Paquetà... zzzzz un Suso... zzzzzz.... un Kessie....zzzzzz. e l'altro ho inanellato una serie di micro penniche da far invidia ad un satollo divoratore di code alla vaccinara posizionatosi su un'amaca tra due castagni in un pomeriggio estivo. Suso..zzzzzz prende la palla .... zzzz finta sulla destra... zzzzzz.... si sposta sulla sinistra e crossa....zzzzzz Poff! Sempre uguale, sempre la stessa solfa. Calhanoglou .....la passa a Musacchio ... zzzzz. che gliela ripassa.... poi la danno a Calabria.... zzzz. che la ritorna a Calhanoglu ... e Ciccio intanto russa in maniera esagerata.. Giampaolo che parla dalla panchina da solo, il gioco che è assente più dell'ingegno alla Leopolda, gli spettatori che organizzano tornei di rutti per ingannare il tempo, Suso....zzzz ... che riprende la palla, finta sulla destra, va a sinistra e crossa...zzzzzz e domenica c'è il derby.. io rimango qui a Paperopoli con Ciccio e Nonna Papera... zzzzz arrivedorci.... Suso... finta sulla destra....zzzzz

domenica 15 settembre 2019

Aria di Debby!


Un metro, un metro e mezzo: quando entrano nel bar li riconosci dal fatto che si spostano nell’aere senza camminare, guardando la Gazza con sufficienza tanto sia scontato l’esito finale (per loro). I cugini, già vincitori, come da sempre, dello scudetto estivo, sono già protesi a maggio, sicuri che quest’anno la dea Eupalla li abbia consacrati al trono italico. Sabato prossimo ci sarà la tradizionale reunion di famiglia alla Scala (giù le mani dal padre di tutti gli stadi!) e per noi, cugini poveri, sarà l’occasione per aiutarli a ritoccare il suolo, svaporando la traboccante alterigia. Ci stiamo preparando a quest’incontro parentale facendo le giuste novene, con riti ad hoc, bruciando incenso al Cigno di Utrecht affinché veleggi un po’ della sua immensa arte sulle undici gloriose casacche dai colori indelebili, sinonimo di vittorie e di coppe dalle orecchie a gò gò!

Andarsene


Dante se ne è andato, dopo una vita misteriosa, vissuta su una carrozzina tra mille difficoltà, al punto di insinuare il dubbio che mai quaggiù si risolverà, se sia cioè giusto trascorrere un'esistenza in quel modo o se il soccorso divino abbia supportato le eclatanti asperità. Dante era comicamente presente, percosso da dosi di medicinali inaudite, sottoposto ad un continuo, estenuante, invadente, trattamento sanitario in grado di mantenerlo in uno stato quasi di torpore, di confine soporifero tra l'essere e il non essere. 
Dante possedeva delle qualità nascoste, sigillate dietro ad un'apparenza ingiusta, dolorosa, dequalificante. Riusciva a sorridere, a gioire solo dal fatto di vedere qualcuno. 
Da tanti anni non ho trovato tempo e dignità per rincontrarlo, per guardarlo negli occhi, sempre vivi mai domi contro il destino che l'ha relegato a sprofondare nell'inamovibilità. 
Riecheggiano i suoi spasmi vocali, le ripetizioni gutturali quasi incomprensibili come una radio di guerra soffocata dai disturbi dell'etere. Rivedo i suoi cappellini di cui andava fiero, i ninnoli che adulava, la risata profonda, le smorfie del viso collante per entrare a contatto con lui. 
E mi viene da dire la classica frase di circostanza, ma non la dirò pur se debbo ammettere che in fondo in fondo, biecamente, mi sconvolgo interiormente nel pensare che si, in fondo, ora Dante riposa in pace, estrapolato da una realtà troppo pregna di sofferenza, d'inutilità apparente, di limo strascicante con il contorno di solitudine immensa, di ricordi sbiaditi, tenui, cammei per la routine giornaliera del prezzo pagato da lui, senza sapere perché. 
Dante era un gigante, un guardiano del faro in piena tempesta, un viaggiatore nel deserto nell'affannosa ricerca di un'oasi, di verde, di acqua, di normalità. 
Tutti i cosiddetti ultimi, allorché salpano, apparentemente non dovrebbero lasciar nessun vuoto, nessun rimpianto, nessuna lacrima. Non è così Dante e, credimi, non so perché. 
Corri amico mio, corri finalmente! E perdonami per non esserci stato. In effetti bastava così poco...