Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 31 ottobre 2017
Tutto qui?
Scusi l'ardire Mr. Puigdemont; dopo la sua spasmodica ricerca d'indipendenza, che non oso commentare non conoscendo né costituzione, né storia catalana, lei con un manipolo di arditi compagni al primo venticello, meglio definirlo tornado, che fa? Va a Bruxelles per chiedere asilo politico?
C'è da chiedersi, da esterni, se alla fine della giostra, fosse tutto qui, se la battaglia, giusta o non giusta, anche se è pur vero che apparentemente vi stavate per schiantare contro un'improvvida serie di difficoltà forse neppure considerate appieno in fase progettante, appena iniziata si concluda con una fughetta, un "battufolante" e comico riparo da processi e prigionia che anche l'ultimo dei decerebrati avrebbe messo in conto.
Allora dov'è Senor Puigdemont il coraggio, l'impavida battaglia, sognata dagli avi, contro il sistema centrale madrileno?
Scappare è l'ultimo dei problemi per chi crede in una nuova forma di potere, ricercante patti e accordi per una serena separazione.
Lei ha dimostrato, a mio modestissimo parere, di non ricercare appieno l'indipendenza ma, quella stessa forma di potere che vorrebbe annichilire con la pacifica lotta, fregandosene delle ripercussioni, in special modo economiche, che scindersi da Madrid avrebbe procurato alla Catalogna.
Un bluff che riconsegna ogni proclama e visione libertaria in mano alla centralità dello Stato.
Si riguardi Mr Puigdemont! L'inverno belga non è propriamente secco e sereno! Decisamente no!
lunedì 30 ottobre 2017
La solerzia
Faccio il biglietto online per andare in treno da Piacenza a La Spezia. Contento di non dover fare file alla biglietteria, mi accorgo che con il cambio a Parma ho solo sette minuti a disposizione e, non essendo in Giappone, consapevole che sette minuti per le ferrovie italiane sono un nonnulla, vedo sul binario difronte un treno che sta partendo per Ancona e che fermando a Parma mi lascerebbe un quindici minuti di lasco, molto più consoni e tranquillizzanti. Chiedo gentilmente al capotreno, un ragazzo con impercettibile barba, molto fiero del ruolo, la possibilità di poter salire sul treno, esibendogli il mio biglietto elettronico. Il suo fermo diniego relazionato ad un regolamento, da un lato mi conforta, ce ne fossero di puntigliosi così, penso; dall’altro mi fa incazzare anche perché non gli ho chiesto, credo, la luna ne il suo Iban. Cerco, diplomaticamente, di trattare ulteriormente, facendo perno sul poco tempo a disposizione per il cambio. Lui inflessibile mi risponde che, purtroppo, deve dare la precedenza ai clienti in possesso di regolare biglietto. Il treno era praticamente vuoto e sul marciapiede c’era solo il pulitore di cartacce. Lo guardo infastidito, pensando che da Piacenza a Parma ci sono solo due fermate, Fidenza e Fiorenzuola, e non avendo avuto notizia di un esodo partente da queste due città alla ricerca forsennata di grana, deduco che il posto sul regionale rimarrà ampio e disponibile.
La solerzia a volte, incontrandola, innervosisce quanto l’incuria e il menefreghismo. Non avrei rubato nulla, avrei solo incontrato un solerte munito di buonsenso, un connubio impossibile a giudicare da questo capotrenino intransigente quasi quanto antipatico.
domenica 29 ottobre 2017
Differenze della Ra-gogna Stampa
Prima, seconda e terza pagina del giornale il cui fondatore, smerdato da Calvino, fu fascista, dedicato al caso del factotum del sindaco di Torino che chiese di levare una multa di un amico! Mi domando se codesto giornale avesse in tempi passati, usato lo stesso metro per il babbo dell’Etruriana cosa avrebbe stampato, un’enciclopedia? Inoltre Giordana, questo è il nome del tuttofare torinese, si è dimesso. Al dott. Boschi che avrebbe dovuto pagare una multa da 120mila euro gli hanno sequestrato l’unico bene posseduto: un orto!
Proprio ora?
Ora che il tempo è passato, dopo che per lustri sensi di colpa m’oppressero, che i lamenti giungenti dal divano, dalla poltrona salirono all’Olimpo, dopo che sguardi biechi, mai compassionevoli, rigurgitarono sproloqui attorno agli ozii, alla dabbenaggine dell’immoto fonte di acclarate e dannate malattie, e il diabolico joystick nelle mie mani, fu da sempre visto come un totem dell’inetto, della perdita di tempo, della sfanculata degenerativa portante direttamente l’individuo nel girone dantesco degli ignavi ora, che ho deposto per sempre PlayStation e aggiornamenti ludici per ovvie ed insorte carenze sensoriali figlie della canizie sempre più avvolgente, apprendo che il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, ha testé dichiarato che “gli eSports competivi possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano ed allenano con un’intensità che può essere paragonata agli atleti degli sport tradizionali.”
Oh destino infame e crudele! Oh sorte ingrata e peripatetica!
Se fosse stato equiparato sport nei tempi andati! Che gioia nel dire “scusate oggi non posso ho l’allenamento” per fiondarmi felice in poltrona, magari con a fianco la nutellona, sparandomi tre-ore-tre di FIFA o di Rally, di GranPrix, senza sensi di colpa, ingombranti pensieri attorno alla sedentarietà generanti inferiorità fantozziana verso coloro che, con cronometro alla mano, sezionavano la giornata tra stretching, flessioni e pesistica!
Ma non m’arrendo: appena il medico mi dirà “lei deve fare sport altrimenti farà trionfare l’adipe”, seguendo il suo consiglio, correrò ad attrezzarmi perché è proprio vero: gli eSports fan proprio bene alla salute!
Curiosità
Tra le tante curiosità che mi scuotono, ve n’è una particolare: leggere i necrologi strani. Ad esempio oggi sul Secolo ne ho trovato uno rispondente ai requisiti.
Porgendo condoglianze ai familiari, credo che le quattro righe sotto il nome siano particolari e, per ignoranza, a me sconosciute.
sabato 28 ottobre 2017
Agro rinvangar
“La battaglia spirituale è già stata iniziata, grazie all’opera e alle direttive precise del DUCE, fin dai primi anni del Fascismo. A noi spetta il condurla a compimento”.
(Eugenio Scalfari - 1942 su rivista Conquiste dell’Impero)
“Nella merda fino a quel punto non ti credevo. Ti conoscevamo come uno disposto a tutto pur di riuscire, ma cominci a fare un po’ schifo”.
(Estratto della lettera di Italo Calvino ad Eugenio Scalfari - 1942)
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