mercoledì 25 febbraio 2026

Nel marasma

 

Scudi di fine stagione


di Marco Travaglio 

A furia di inseguire la cronaca nera per vellicare la pancia della gente più disinformata e raccattare qualche voto, i nostri sgovernanti si sono infilati in un cul de sac da cui non riescono più a uscire. Ieri, per dire, hanno prorogato fino al 31 dicembre lo “scudo penale” per il personale sanitario, che non risponderà degli errori se non per dolo o colpa grave in situazioni di carenza di organico. In pratica, invece di fornire più personale agli ospedali, forniscono il salvacondotto ai pochi che ci lavorano se lo fanno male danneggiando la salute e la vita dei pazienti. Poi però capita che il caso del piccolo Domenico morto per il fallito trapianto del “cuore bruciato” invada per settimane i media del dolore, suscitando la giusta indignazione dell’opinione pubblica. E allora il governo dello scudo penale ai medici che sbagliano si trasforma da scudiere in giustiziere, ovviamente a parole, e intima ai magistrati di “fare giustizia”, ovviamente “senza sconti” (“senza scudi” sarebbe troppo). Quindi ora dobbiamo sperare che i magistrati trovino prove sufficienti per dimostrare che i sette sanitari indagati per omicidio colposo hanno agito per dolo o colpa grave, altrimenti costoro la faranno franca per legge. E poi tutti a insultare le toghe complici dei medici che sbagliano per colpa non grave (mentre lo scudo nasce proprio dalla presunzione opposta: che le toghe ce l’abbiano coi medici e tentino di incastrarli a prescindere).

Intanto il governo, dopo aver varato lo ”scudo penale” per gli agenti che sparano e aver difeso quello di Rogoredo che ha ucciso il pusher disarmato, ordina ai magistrati di condannarlo “senza sconti” (“senza scudi” sarebbe troppo). E viene condannato a 12 anni Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza di Voghera, che nel 2021 uccise un marocchino ubriaco che faceva casino in un bar. Processo con rito abbreviato e sconto di un terzo della pena, che altrimenti sarebbe stata di 18 anni, dopo che il giudice aveva imposto alla Procura di riformulare l’accusa dall’eccesso colposo di legittima difesa a quella molto più grave di omicidio volontario. Pochi minuti dopo il fatto, mentre i pm ricostruivano l’accaduto, Salvini aveva già emesso la sentenza senza neppure domandarsi perché l’assessore girasse armato di una Beretta calibro 22 carica: “Adriatici è una persona per bene aggredita. È stata legittima difesa. È partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero che, secondo quanto trapela, è già noto per violenze, aggressioni, addirittura atti osceni in luogo pubblico”. Poi saltò fuori il filmato di una telecamera che immortalava Adriatici mentre pedinava la vittima disarmata prima di sparargli. Ora è allo studio uno scudo penale per gli imputati difesi da Salvini.

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