sabato 28 giugno 2025

Severgniniamente

 

Diversamente disarmo
DI MARCO TRAVAGLIO
E niente. La filastrocca meloniana “Si vis pacem, para bellum” per giustificare il mega-riarmo Nato non ha funzionato. Papa Leone non se l’è bevuta: “Come si può credere dopo secoli di storia che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo? La gente è sempre meno ignara dei soldi che vanno nelle tasche dei mercanti di morte: si potrebbero costruire ospedali e scuole, invece si distruggono quelli già costruiti. Bisogna smascherare le cause spurie dei conflitti: la gente non può morire a causa di fake news”. Sentendo “fake news” e “propaganda”, chissà perché, Beppe Severgnini s’è sentito chiamato in causa e ha svelato a Otto e mezzo cosa direbbe al Papa se quello avesse tempo da perdere: “Santità, ha ragione, le armi fanno schifo, io non vorrei spendere nel riarmo”. Però vuole: “Chi si oppone al riarmo dica cosa fare, non solo cosa non fare. Dobbiamo mandare il messaggio ‘Caro signor Putin, le dispiace non invadere i paesi vicini, non bombardarli, non minacciare dicendo che le interessano i Paesi baltici, la Moldavia e magari la Romania? Perché sa, noi non vogliamo riarmarci’? Dall’altra parte abbiamo la Russia che ha dimostrato che intenzioni ha”.
Naturalmente Putin non ha mai detto di voler invadere Baltici, Moldavia e Romania. E, ben prima che lui aggredisse l’Ucraina, la Nato aveva invaso Iraq e Afghanistan e bombardato Serbia e Libia. Ma Severgnini ha un concetto calcistico della geopolitica: è quello del “Siamo 40 contro 1, in Ucraina vinciamo noi”, poi purtroppo abbiamo perso. È anche quello del “Se non ci fosse la Nato, Putin sarebbe già a Lisbona” (altro che Baltici, Moldavia e Romania: Putin invaderà tutta l’Europa fino al Portogallo e lì si fermerà solo per via dell’Oceano): quindi lo sa che, se i russi attaccano un Paese Nato, si ritrovano contro i 32 eserciti Nato. Ma ora gli fa comodo fingere che la Nato sia disarmata e che il Papa e gli oppositori del riarmo al 5% vogliano abolire gli eserciti per rimpiazzarli con mazzi di fiori. E non è solo un abile stratega, ma pure un fine economista, infatti sa già come finanziare il riarmo: “I soldi si possono trovare: basta un decimo degli 80 miliardi di evasione per pagare la difesa, temo necessaria”. Ogni anno dovremo spendere in armi 70 miliardi in più degli attuali 30, ma a lui ne bastano 8 (tanto il falso in bilancio è depenalizzato). E stiamo allegri: “La difesa non sono solo missili, ma cybersicurezza, militari che aiutano la società in emergenze e calamità, più risorse per tutti” e soprattutto “scudi e computer”. Che bello: avrò un nuovo pc e un fiammante scudo medievale tutto mio per Carnevale. Tanto paga la Nato.

L'Amaca

 

C’è del buono in Danimarca
di MICHELE SERRA
Io sono mia. Io sono mio. La mia voce, la mia faccia, le mie parole mi appartengono, e chiunque le adoperi per qualunque uso (per esempio pubblicitario o politico) contro la mia volontà è un ladro di identità, e come tutti i ladri dovrà fare i conti con la legge.
Parrebbe una ovvietà. Non lo è. Da parecchi anni il furto di identità, in rete, è moneta corrente, e porre un argine al fenomeno è un’impresa ardua (parlo anche per esperienza diretta). La polizia postale è attiva e aggiornata, ma è una pattuglia che deve fronteggiare un’armata immensa. La rete pullula di “falsi io” ai quali, grazie all’intelligenza artificiale, si può far dire qualunque cosa, e come ognuno può intendere non viene messo a repentaglio solo il diritto personale; anche la Polis, anche la democrazia, perché il dibattito pubblico può essere manomesso e falsificato.
Ora dalla Danimarca arriva una novità confortante e, speriamo, anche utile. Con il consenso di tutti i partiti, il governo ha varato una legge che estende il copyright anche alle persone fisiche, ai loro volti, ai loro corpi, alle loro voci. Io sono l’unico autore di me stesso.
La tecnologia è la lepre, noi la tartaruga, ma non si deve disperare. L’intelligenza artificiale, come il nucleare, può essere al servizio dell’umanità o può essere adoperata come un’arma micidiale. Una buona politica di disarmo deve comprendere anche buone leggi sulle conseguenze dell’accelerazione tecnologica.