venerdì 26 luglio 2024

L'Amaca

 

Sotto il web c’è la miniera
DI MICHELE SERRA
Mancano i minatori. “Operatori di cava” secondo la definizione burocratico-aziendalista, nella rassegnata attesa che arrivi l’anglismo corrispettivo (mine operator ?). Il paradossoè che questa specifica penuria di manodopera sta emergendo, in Italia, perché si devono aprire nuove miniere per estrarre le cosiddette “materie prime critiche”, quelle che servono all’informatica per far funzionare le sue macchine. È nel fondo della terra che si trovano i materiali preziosi che animano l’etereo mondo digitale.
La durissima epopea delle miniere ha ispirato potenti canzoni popolari (La minieradei New Trolls e prima ancora Miniera di Bixio, della quale esiste anche una recente, magnifica versione di Gianmaria Testa). La povertà, la migrazione e la morte aleggiano in quei racconti di costrizione e fatica. Nella memoria nazionale la tragedia di Marcinelle, nell’agosto del ’56 in Belgio, 136 minatori italiani morti, è un lutto indelebile.
Possibile, anzi probabile che le nuove tecnologie rendano meno aspro il lavoro dei minatori, sollevandoli almeno in parte dalla schiavitù del piccone. Ma rimane un lavoro umile e pericoloso, e possiamo già stare certi che saranno gli immigrati a garantire la mano d’opera nelle nuove miniere italiane, come già accade per il lavoro agricolo, le fabbriche, le imprese di pulizia, i trasporti. Il “volto bruno” del giovane protagonista diMiniera ,un immigrato italiano in America del Sud, diventerà il loro, si spera in condizioni di lavoro meglio tutelate.
Nell’epoca in cui tutto sembra leggero e facile come il passaggio di un polpastrello su una tastiera, il rischio è dimenticare l’oceano di sudore sopra il quale galleggiamo.

Attenzione ci sta provando!

 Non sia mai che ci caschiate! Attenti perché il saltimbanco panda sta tentando di riallacciare i rapporti con la sinistra per il campo largo... e per non estinguersi. 

Dopo essere stato autore e responsabile del più grande affossamento di ideali conquistati a caro prezzo nei decenni precedenti, ed aver avviato ed approvato leggi merdose che hanno piegato lavoratori, giovani, pensionati, dopo aver elargito specchietti per allodole alla maggioranza degli italiani, dopo aver tentato di azzoppare la costituzione con un referendum trabocchetto che lo avrebbe reso quasi inamovibile, dopo aver flirtato con la ducetta, amoreggiato col Calenda di loro altri, dopo aver agevolato gli evasori, affossato governi solo per soddisfare il gradasso che è in lui, aver smentito per lustri ciò che dichiarava cinque minuti prima, questo esempio raro ed unico di egoriferito, coadiuvato da una pletora di devoti ricercatori di seggiole di potere, sta tentando di riavvicinarsi ad Elly e a tutto ciò che costituisce il cosiddetto Campo Largo. 

Vi prego, vi scongiuro: non ci cascate! Non cadete nell'ennesima trappola, nel solito giochino che dai tempi della scuola mette in atto: smancerie, risatine, valorizzazione del politico con cui prepara l'abbraccio mefitico, finto e falso posizionamento nelle retrovie, smargiassate a iosa e poi l'attacco finale e la caduta di ciò che qualche secondo prima aveva definito granitico. 

Non ci cascate, lo ripeto. Lasciatelo quieto e sereno verso il viale del tramonto, verso il rinascimento arabo, verso i suoi amici riccastri. Vorremmo tanto non sentire più parlar di lui! Ah quanto sarebbe bello! 

(Se per caso ci cascaste sappiate che voterei per il partito dei monarchi canuti)  

giovedì 25 luglio 2024

Destino



Quando vai agli Abbey Road Studios per farti la foto come i Beatles e a fianco ti passa Paul McCartney…

Fantastico!



Arriva la ministra ad inaugurare la via dell’Amore, non è fantastico? In questo meraviglioso paese una che ha due indagini per aver commesso, pare, reati finanziari, tra cui aver fatto lavorare poveri dipendenti in tempo di Covid pagandoli con la cassa integrazione, viene ricevuta in pompa magna per tagliare il nastro… della Via del Fetore…

Spinoso

 

Maestra senza allievi
di Marco Travaglio
Per carità, rispetto a Biden è un pischello. Ma quando parla di guerre, Sergio Mattarella non pare lucidissimo. Esprime “grande tristezza nel vedere che il mondo getta in armamenti immani risorse finanziarie che andrebbero destinate a fini sociali” (bene, bravo, bis). Poi però, con un arabesco logico da Guinness, ricasca nella solita litania: “L’Italia e i suoi alleati sostenendo l’Ucraina difendono la pace per evitare altre aggressioni a vicini più deboli che porterebbero a una guerra globale”. È la bugia che ci affligge dal 2022, quando Mosca invase l’Ucraina e si disse che la guerra era scoppiata quel giorno perché Putin, impazzito, voleva conquistare l’Europa partendo dal Donbass. Invece è scoppiata nel 2014, col golpe bianco di Euromaidan (fomentato dagli Usa, come confessò Victoria Nuland) per cacciare il legittimo presidente Janukovich e far eleggere il fantoccio Poroshenko che cambiò la Costituzione per aderire alla Nato e prese a bombardare il Donbass russofono. Mattarella, così triste per il riarmo, domanda: “Colpa di chi difende la propria libertà e chi lo aiuta o di chi aggredisce la libertà altrui?”. Ma dimentica le responsabilità occidentali: anche nella Serbia filorussa che, quando lui era vicepremier nel 1999, fu bombardata dalla Nato per 78 giorni e smembrata con l’indipendenza del Kosovo (il diritto all’autodeterminazione vale solo per i nemici di Mosca, quindi non per il Donbass).
Poi scomoda l’“historia magistra vitae” (ma priva di allievi) per un ardito paragone con la II guerra mondiale: “Hitler pretendeva di annettere i Sudeti, la parte di Cecoslovacchia con una minoranza tedesca che Hitler pretendeva di annettere. Gran Bretagna, Francia e Italia, anziché difendere il diritto internazionale, gli diedero via libera. Lui poi occupò l’intera Cecoslovacchia e quando, non incontrando ostacoli, provò con la Polonia scoppiò la guerra mondiale”. Fra le tante cose che la storia non gli ha insegnato – oltre al fatto che Putin non è Hitler, non ha la Wehrmacht ma un esercito al confronto modestissimo e, se provasse a invadere l’Europa, si ritroverebbe contro l’intera Nato – c’è che contro Hitler si mossero Usa, Uk e Russia. Contro Putin c’è il fu esercito ucraino, che ha perso la guerra. E ora Zelensky e Kuleba invocano negoziati coi russi. Ma, come già nel 2022, dopo aver ripetuto per due anni e mezzo che la pace la decide l’Ucraina, l’Europa sabota i negoziati incitandola a farsi massacrare ancora. Ecco il generale Roly Walker, capo di stato maggiore britannico, in stereo con Mattarella e con l’Ue: “Dobbiamo prepararci a combattere con la Russia entro tre anni”. Quindi o ha saputo che Putin prepara lo sbarco oltre la Manica, o anche a lui servono ripetizioni di storia.

L'Amaca

 

Una differenza da 680 miliardi
DI MICHELE SERRA
Leggendo l’articolo di Riccardo Luna sulla proposta dei governi di Francia e Brasile, presentata ai ministri dell’economia dei venti paesi più ricchi del mondo, di tassare del 2 per cento i mega-patrimoni (quelli superiori ai cento milioni di dollari), ho avuto un sobbalzo quando ho letto la cifra che questa patrimoniale mondiale renderebbe disponibile: 680 miliardi di dollari all’anno.
Una montagna di denaro, che se destinato al Welfare, o alla transizione green, avrebbe il suo evidente peso.
Alla luce dell’andamento della politica fiscale negli ultimi quarant’anni, da Reagan e Thatcher ai giorni nostri, sarebbe una rivoluzione in piena regola, “qualcosa di sinistra” per davvero, strutturalmente e anche simbolicamente. L’economia è una disciplina complicata e controversa, ma tassare i grandi patrimoni vorrebbe dire, in soldoni (espressione in questo caso assai calzante) che l’epoca nella quale l’interesse privato ha largamente prevalso sull’interesse sociale, così largamente che la forbice tra ricchi e poveri si è allargata come mai prima, volge finalmente al suo termine.
La pluridecennale egemonia politica liberista, largamente presente non solo a destra, tenderà sicuramente a bollare questa proposta di estremismo, o di radicalismo. Ma se il governo brasiliano è di sinistra, quello francese è centrista, e certo non tacciabile di velleità socialiste. Macron non è Lula, e viceversa. Siamo dunque autorizzati a considerarla una proposta di centro-sinistra.
E possiamo stare certi che la destra populista, in barba alla sua propaganda contro le élites, sarà contraria. Così da ribadire qual è la vera, sostanziale differenza tra destra e sinistra.

Sorgono i problemucci

 Il problema, Tronfio Biondastro, è che ora il gioco si fa duro, scomparso l'Appisolato su cui potevi agiatamente decollare verso il secondo mandato, ecco arrivare Ella. Si dicamo che sul colore della pelle, Trombatoreserialeapagamentoconmogliestipendiataperstarticcanto, potrai aver gioco facile, come sulla nazionalità. Ma quanti ti seguiranno? Ci sono così tanti gaglioffi ancora in circolazione? 

Intentiamoci: non è che Kamala sia il top, le armi la faranno ancora da padrone, ci sono tanti punti oscuri, sarà in grado di far cessare il rigonfiamento abnorme di pochi sulla quasi totalità della popolazione? 

Ma sai, Tronfio, esiste ahimè il fattore meno peggio. 

E voler finire il muro corno i messicani credi che alla fine pagherà? 

Credo che sia arrivato il momento che dovrai dimostrare di essere quasi normodotato, e non il riccastro avido in preda a crisi psichiche che probabilmente potrebbe dare la mazzata finale a questo sconclusionato pianeta. Auguri!