sabato 16 dicembre 2023

L'Amaca



Dalla lottizzazione all’occupazione

DI MICHELE SERRA

Fa sorridere lo “scandalo” del dirigente Rai che partecipa da militante alla festa di partito Atreju e parla da quello che è (un militante di partito), rendendo esplicito ciò che tutti sanno: la Rai è stata occupata per lungo e per largo da meloniani e salviniani (due sfumature di nero) con una protervia che con il termine “lottizzazione”, democristiano e dunque ipocrita, ha ben poco da spartire. La lottizzazione è il passato, l’occupazione il presente, e fanno pena i velami formali, i codici aziendali, i rimbrotti a cose fatte e a giochi chiusi.
La Rai non è più, di fatto, un’azienda pubblica — se non per l’assetto istituzionale e gli introiti — è un’azienda governativa, e la differenza è così macroscopica che non c’è nessun bisogno di spiegarla. Chi dice che “è sempre stato così” mente sapendo di mentire. Non è MAI stato così. Non in questa misura. Non con questa faccia tosta, che autorizza il tizio di turno (in teoria e in pratica un dipendente pubblico) a fare lo sbandieratore di Giorgia Meloni senza nemmeno il dubbio che sarebbe conveniente non essere così espliciti, se si ricopre un ruolo almeno formalmente “pubblico”, ovvero di tutti.

Questi qui sono de coccio, come si dice a Roma. Impermeabili a qualunque dubbio, o scrupolo, o esitazione. Sicuri di incarnare una missione (ribaltare la Repubblica, dunque cancellare non solamente la sinistra, anche l’antifascismo dal quale la Repubblica è nata) e forti di un assoluto disprezzo per “gli altri”. Gli altri, in quanto disprezzati, dovrebbero teoricamente unirsi, e compattare le opposizioni. Ne avete per caso notizia?

Caro Babbo Natale...

 


E' possibile che tra i 29.700.000 followers della signora in foto non ve ne sia qualcuno in grado di gestire le proprie sinapsi per abbandonarla e, forse sarebbe meglio, seguire piuttosto qualche pornostar?
Perché la squallidissima vicenda, fatta emergere dalla mitica Selvaggia, contiene in sé tutto quanto muove lo spettacolo di molte star, non tutte, dedite ad una avidità senza scrupoli, alla Becciu per intenderci.
Breve riepilogo: a maggio 2022, non a Natale ma a maggio, la Balocco dona 50mila euro all'Ospedale Regina Margherita di Torino in favore dei bambini malati, e ci vuole un coraggio pazzesco!
A novembre 2022 parte la pubblicità ingannevole, per beoti che si bevono tutto quanto esca dalle fauci di questo contenitore di aria fritta tendente al vuoto cosmico (mi ero scuoiato i garretti dalla rabbia allorché lessi che le bottigliette d'acqua sponsorizzate dalla bionda affabulatrice, e vendute a prezzo del Krug, sparirono in un battibaleno!) e vengono sfornati 362.577 Pandori Pink Christmas a 9,37 euro di media - totale ipotetico oltre 3 milioni - con il messaggio diabolico che l'acquisto servirà a finanziare il suddetto ospedale. Ma la vendita è un flop, anche se la signora del web intasca tra tutto un milioncino, che il San Garante le ha imposto di restituire. La mancetta, l'obolo epulonico in realtà era già stato versato, solo dalla Balocco!
E il pandoro aveva gli stessi ingredienti di quello venduto dalla Balocco a 3,68 euro! Era soltanto Pink... e agevolato dalla zarina delle influencers, che mi sta sul torrone più che un mix di Donzelli - Cazzaro - Gasparri!
Balocco tentò di frenare la malsana iniziativa senza alcuno scrupolo, ma la società Fenice riconducibile all'insignificante bionda per allocchi, impose il nesso!
Per fortuna il garante ha appioppato una multona alla star dell'etera fetecchia: un milioncino tondo tondo, più 400mila a Balocco.
E allora amici, compagni, forza! Sarebbe un fantastico regalo natalizio alla collettività se domani gli aficionados della melliflua divenissero 25milioni... poi 20... poi 18... 13... 10... 9... e via andare. Se tutto venisse accertato, il sogno è d'incontrarla un di' a gestire i bagni di una stazioncina di periferia... compreso Babbo Natale??

venerdì 15 dicembre 2023

Esiste!




Attesa




Un gran Presidente!


 

Draghianismo

 

Lesa Draghità
di Marco Travaglio
Reato più, reato meno, dopo quelli di rave party, omicidio nautico, lesioni nautiche, abbandono scolastico, imbrattamento di edifici con vernice lavabile, istigazione all’accattonaggio, all’anoressia e alla violenza social, istigazione anche epistolare a proteste anche pacifiche in carceri o Cpr, occupazione di immobili (con esenzione per CasaPound), blocco stradale o ferroviario (con esenzione per i lollobrigidi), i tempi sono maturi per l’istituzione di un nuovo gravissimo delitto, punibile con ergastolo ostativo e 41-bis: la lesa Draghità. L’altro giorno la Meloni ne ha detta una giusta: il governo Draghi non era granché: tante photo-opportunity con i leader europei, tipo quella sul treno per Kiev con Scholz e Macron, e pochi risultati, peraltro pessimi (schiforma Cartabia, flop del price cap su gas e petrolio russi, armi a Kiev con i risultati a tutti noti, soliti rinvii su catasto e balneari): tant’è che se ne accorse pure lui, tentò la fuga al Quirinale e fu respinto con perdite. Ma il potere mefistofelico del Superbanchiere s’è fatto subito sentire. E la premier, come sempre quando ne azzecca una (vedi il Mes e gli extraprofitti bancari), s’è rimangiata tutto: “Non ce l’avevo con Draghi, ma col Pd” (mai fotografato con Scholz e Macron). Ma non è bastato: chi commette un reato mica può farla franca smentendolo o scusandosi.
Infatti, con tutto quel che accade in Italia e nel mondo, Repubblica ha aperto sull’orrendo delitto: “Meloni, attacco a Draghi. La premier contro lo statista che l’Europa rimpiange”. Testuale. Strano che l’unica leader di opposizione a Draghi lo attacchi. Ma Rep va capita: sette mesi prima delle elezioni europee, ha già deciso che sarà Lui a presiedere la nuova Commissione. Sambuca Molinari va in giro a torchiare politici (la povera Elly) che tardano ad arruolarsi nella compagnia dei Dragon Ball (per ora composta dal solo Sambuca). Il fatto che l’interessato si sia subito detto disinteressato non rileva. Dev’essere Draghi e sarà Draghi, con tanto di Agenda Draghi, malgrado le ricerche di archeologi e speleologi non l’abbiano rinvenuta: è come l’agenda rossa di Borsellino, che però almeno esisteva. Francesco Bei, su Rep, lacrima come una vite tagliata per questa “Italia immemore” che ha già dimenticato l’“uomo che ha salvato l’euro (e la Nazione, come si usa dire oggi), ha vaccinato milioni di cittadini…, ha scritto in poche settimane il Pnrr”. Ma vorremmo rassicurarlo: noi ricordiamo perfettamente l’Uomo che, camuffato da migliaia di medici e infermieri, vaccinava milioni di italiani con la sola imposizione delle mani, occupate a scrivere di Suo pugno le 337 pagine del Pnrr. Non sia mai che, in questa Italia immemore, i primi indagati per lesa Draghità fossimo proprio noi.