Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 20 gennaio 2023
Arresti e dubbi
giovedì 19 gennaio 2023
Le pagelle
Tatanasega: 6 - sufficiente solo perché ha compiuto due paratone. Per il resto è evidente che non riesce a rinviare da normodotato. Mike torna ti prego!
Calabria 6
Il capitano ha dato l’anima e da capitano ha sofferto per la figuraccia. Grazie!
Theo Hernandez S.V.
Purtroppo continua a giocare il cugino scemo. Speriamo di rivederlo presto.
Tomori 3 -
Fuori di testa e dal gioco, si è fatto fregare da Lautaro come un pulcino qualsiasi. Servirebbe Freud per risollevarlo in psiche. Forse.
Kjaer 5 -
Simon è al tramonto, ma mantiene lo status di eroe, essendo l’unico ad aver chiesto scusa ai tifosi.
Tonali 5 -
Si è impegnato nello standard ma la bambola di Dzeko è tanta, troppa roba.
Bennacer 6 -
ovunque, affannato ma mai domo. Un esempio.
Messias 4 - Probabilmente è rimasto in camera. Evaporante.
Diaz 4 - un frollìno inceppato, un folletto ammorbato, un funambolo in coda all’Inps.
Leao 4 - il solito gioco che ormai prevede pure Mazzarri. Si deve evolvere altrimenti diventa da circo.
Giroud 4,5 - si è girato solo i pollici, qualche buono spunto ma non essendo servito si è spuntato.
De Kagheler 3 - l’Uomo Ombra, Batman, Macchia Nera gli fanno una pippa! Entra nel secondo tempo e scompare magistralmente. Uno dei pacchi più colossali, da accostare al sommo Blisset. Probabilmente gli servirebbe salire sul pullman promesso dall’ex presidente.
Origi 5 - almeno s’impegna.
Kalulu - 5,5 dopo la seduta di analisi post Lecce pare stia rinsavendo. Pare.
Pioli 4 - più prevedibile di un discorso con elenchi vari del Cazzaro, evidenzia una carenza di schemi che dall’”on fire” lo sta trasmigrando verso “in shit”
Infatti chiudendo gli occhi l’immaginazione si tramuta nella realtà imbolsita: Tatanasega passa a Tomori che passa a Calabria che la da a Tonali che la tocca a Leao che fa la solita finta e galoppa verso l’area per crossare palesemente ad minchiam. Solito canovaccio oramai stantio.
Chiaro e pungente
Riforme di impunità: la Carta è sotto attacco
“MINISTRO DOTTOR JEKYLL E MR. HYDE” - La sua Giustizia è quella di classe. In Aula il J’accuse di Scarpinato: “Forti con i deboli e deboli con i forti Il vostro piano è riscrivere l’assetto costituzionale”
Stralci dell’intervento con cui ieri l’ex pg di Palermo, ora senatore 5S, Roberto Scarpinato, ha replicato alla relazione annuale sullo stato della giustizia del ministro Nordio.
La stella polare che guida la nostra idea della giustizia è la Costituzione antifascista del 1948, imperniata sui valori dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e sulla indipendenza della magistratura dal potere politico, mentre Lei, ministro Nordio, ha ampiamente dimostrato con le sue scelte di governo già attuate e con quelle che si appresta ad assumere, nonché con le sue esternazioni alla stampa, di non apprezzare affatto l’assetto della giustizia voluto dai nostri Padri costituenti, e di essere portatore di un disegno politico ampio e organico di restaurazione dell’assetto pre-costituzionale: l’assetto di una giustizia classista double face, forte con i deboli e debole con i forti, da raggiungere in due tappe. In un prima fase, approvare una serie di leggi ordinarie che dietro motivazioni pretestuose hanno tutte l’unico comun denominatore di garantire l’impunità degli appartenenti alle classi superiori, ridimensionando o depenalizzando i reati di colletti bianchi, indebolendo la capacità di controllo della magistratura rispetto al mondo della politica, dell’economia e dell’alta finanza. E poi, in un secondo tempo, sferrare il colpo finale riformando la Costituzione in modo da ricondurre la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo.
Del resto, nonostante lei ami definire se stesso come un liberale garantista, le sue scelte concrete contraddicono clamorosamente i principi fondamentali della cultura liberale e garantista. (…) Lei è affetto da una sindrome di sdoppiamento della personalità da dott. Jekyll e Mr. Hyde? È ferocemente giustizialista e condivide l’uso indiscriminato del manganello giudiziario quando autori del reato sono persone comuni e ragazzi, e indossa poi l’anima liberale e garantista, strappandosi le vesta, quando autori di reati sono quelli delle classi superiori, come gli autori dei reati di abuso di ufficio, di traffico di influenze illecite e altri ancora, dei quali programma l’urgentissima abolizione o lobotomizzazione, indebolendo i presidi di legalità proprio nella fase attuale in cui i vasti e variegati mondi della corruzione e della mafia sono ai nastri di partenza per lanciarsi all’assalto dei miliardi di euro del Pnrr.
Uno sdoppiamento della personalità che si è manifestato anche in occasione degli emendamenti approvati in sede di riforma della legge sull’ergastolo ostativo. (…)Una sindrome preoccupante per suo carattere recidivante che ha avuto modo di manifestarsi anche nel suo approccio al delicato tema della questione carceraria.
Di fronte al dramma di 82 suicidi di detenuti nell’ultimo anno (…), il Nordio 1 dr. Jekyll all’inizio del suo mandato ha pubblicamente assunto il proprio impegno prioritario di nuovi investimenti per migliorare la qualità della vita dei detenuti. Svoltato l’angolo e spenti i riflettori dei media, il Nordio 2 Mr. Hyde si è rimangiato l’impegno, accodandosi supinamente al taglio di ben 36 milioni di euro nel prossimo triennio per l’amministrazione penitenziaria. (…)
Forse perché miliardi di euro vengono ogni anno a mancare alle casse dello Stato, perché inghiottiti nel buco nero dell’evasione fiscale e della corruzione? No. (…)Leggo testualmente la spiegazione che il ministro ha fornito all’opinione pubblica: “Trovo irrazionale che il nostro Stato spenda centinaia di milioni per intercettazioni inutili quando non abbiamo soldi per pagare il supporto a persone che vivendo in stato di disagio finiscono per compiere questo insano gesto del suicidio” (…)
Che dire della motivazione addotta dal ministro secondo cui anche le intercettazioni per i reati di mafia sono pletoriche e determinano un inutile spreco perché i mafiosi veri non parlano al telefono né al cellulare? Una motivazione talmente risibile che lo stesso ministro si è visto costretto a una precipitosa e pasticciata correzione di tiro dopo che il procuratore della Repubblica di Palermo ha dichiarato che proprio grazie alle intercettazioni era stata possibile la cattura di Matteo Messina Denaro.
Il 17.1.2023 il ministro ha dichiarato di essere stato frainteso e che egli intendeva in realtà riferirsi “all’abuso che delle intercettazioni si fa per i reati minori con la diffusione sulla stampa di segreti individuali che non hanno a che fare con le indagini”.
Poiché i casi di diffusione sulla stampa di segreti individuali ai quali si riferisce il ministro hanno riguardato, nella quasi generalità, pubblicazioni di notizie concernenti colletti bianchi di alto rango, nell’ambito di procedimenti penali per reati contro la Pubblica amministrazione, se ne deduce che per il ministro e per la maggioranza governativa tali reati sono da considerarsi reati minori. (…) Queste sono le motivazioni fornite dal ministro (…): “Le intercettazioni innanzitutto non danno nessuna garanzia di attendibilità […] sono spesso pilotate e sono di solito selezionate da un maresciallo di polizia che sceglie ciò che vuole e poi trattate dal pm che a sua volta prende quello che gli serve. È tutta una serie di porcherie che vengono indirizzate verso la persona per distruggerla più o meno politicamente. Io questo lo scrivo da 25 anni” (Libero, 4.1.2023).
Questo non è un linguaggio né sono argomenti degni di un ministro della Repubblica italiana (…). È un linguaggio e sono argomenti di un estremista politico che supplisce alla mancanza di argomenti solidi e persuasivi, utilizzando il suo scranno ministeriale per screditare le istituzioni, additando alla pubblica opinione forze di polizia e magistratura come poteri deviati che hanno sistematicamente abusato dei loro poteri, utilizzando le intercettazioni per abietti scopi di lotta politica.
Ascoltandola sembra che l’orologio della Storia sia tornato indietro agli anni 70 quando i suoi predecessori tuonavano in Parlamento contro l’uso delle intercettazioni che nel 1974 avevano consentito a giovani pretori di portare alla luce lo scandalo dei petroli, e invece di approvare leggi che impedissero il ripetersi di quello scandalo, approvarono la legge 8.4.1974 n. 98 che vietava ai pretori l’utilizzo delle intercettazioni. Contemporaneamente fu presentato un disegno di legge costituzionale per ricondurre i pubblici ministeri sotto il controllo della politica.
Speravamo che fossero tristi storie del passato, e invece siamo costretti a prendere atto che cambiano i tempi ma non cambiano i vizi e la pretesa di impunità della componente più classista e illiberale della nostra classe dirigente che, non a caso, ha individuato proprio in lei – sedicente liberale e garantista – il soggetto ideale per attuare il proprio lucido progetto di restaurare il nostro peggiore passato.
AriBoom!
mercoledì 18 gennaio 2023
Riepilogo
Acidità
Leggo e premetto: lo stato democratico deve tutelare la salute dei detenuti. Su questo non ci piove e siamo perfettamente d'accordo. Ma leggo che per quel boia arrestato dopo trent'anni stanno allestendo un ambulatorio adatto per la chemio e che il primario di oncologia dell'ospedale dell'Aquila, Luciano Mutti, prenderà in carico il paziente egli stesso.
D'accordo che per motivi di sicurezza è meglio curarlo in carcere, ok. Ma posso dire che mi girano i coglioni? Che un poveraccio ammalato di tumore deve sottoporsi a liste di attesa indecorose per uno stato civile e che il primario lo vedrà o col binocolo o dietro la classica visita a pagamento? Che tutta questa premura, per certi aspetti sacrosanta, nei riguardi di uno che si vantava di aver ammazzato tanta gente da riempire un cimitero, che ha partecipato a fare esplodere bombe che hanno ammazzato gente comune tra cui una bimba il 27 maggio 1993, Nadia Nencioni, la sorella Caterina di appena 50 giorni, i genitori Fabrizio e Angela, in via de' Georgofili a Firenze, mi sta enormemente sui coglioni?
Farei far la fila a questo bastardo, la fila ignominiosa che molti stan facendo anche oggi, a causa dei problemi del sistema sanitario; lo farei aspettare, incuneargli quella sensazione che hanno purtroppo molti che pur vivendo onestamente, devono subire la nefandezze della sanità pubblica.
D'accordo curarlo, ma sempre nel rispetto degli altri. In fondo trattasi di un bastardo infinito.
E per concludere riporto la poesia di Nadia Nencioni scritta due giorni prima di morire, dal titolo Tramonto, che è poi lo stesso nome dato dai Carabinieri all'operazione che ha portato all'arresto di Denaro.
Tramonto - di Nadia Nencioni
Il pomeriggio
se ne va.
Il tramonto si avvicina,
un momento stupendo,
il sole sta andando via (a letto)
è già sera tutto è finito.
