sabato 14 gennaio 2023

Cartabia Travagliata

 

Abracartabia
di Marco Travaglio
8 luglio 2021: Draghi & Cartabia, profittando degli Europei di calcio, portano in Cdm la “riforma della giustizia”. Il Fatto la legge e parla di “schiforma Salvaladri e Salvamafiosi”, in beata solitudine. Alla festa di LeU dico che “di giustizia Draghi non capisce un cazzo e la Cartabia non distingue un tribunale da un paracarro”: segue lapidazione. Per Repubblica la Cartabia è “una sfida per tutti”, “scardina l’idea securitaria”, è “benemerita”, un salutare “cambio di stagione”, “addio a Conte-Bonafede” e “il presunto favoritismo alle cosche è forzatura propagandistica”. Per il Corriere “ce la assegna l’Europa” e addio “repubblica delle toghe” e “ossessione giudiziaria (Polito). Stampa: “Giustizia: l’Italia volta pagina”, “riforma garantista”. Sul Messaggero Nordio ne esalta “i meriti e i pregi”. “Draghi arresta Bonafede a Travaglio” (Libero), “Ora tutti garantisti” (Giornale). Pisapia tripudia “Ora sì che è giustizia!” e Fiandaca si bagna: “Più efficienza, più garanzie” (Foglio). Violante elenca “i vantaggi” (Rep). Gli ex pm Spataro e Gustavo Zagrebelsky lodano “il giusto equilibrio fra processi rapidi e garanzie” e la “fine dei processi lumaca” (Stampa). Per Musolino (leader di Md) “l’impianto garantista coglie nel segno” (manifesto). . Conte s’impunta tentando di limitare i danni? “Frigna” (Libero), “pianta bandierine”, “cerca pretesti per la resa dei conti” (Franco, Corriere). Il Fatto, Davigo, Caselli, Gratteri, Scarpinato, Di Matteo e altri prevedono i disastri della schiforma? “Fascisti” (Riformista), “oltranzisti” (Folli, Rep), “ricatti di incompetenti” (Sallusti, Libero), “crociate manettare” (Giornale) e “contro la Costituzione” (Foglio). E giù agiografie di Santa Marta, “la Guardasigilli scalatrice che sfida le toghe con studio e granitica pazienza” (Farina-Betulla, Libero), “ha il vantaggio della competenza” (Di Feo, Rep), “la donna giusta” (Libero), “la tecnica perfetta” (Domani), “solo lei può salvare la giustizia” (Senaldi, Libero) perché “Non è Fofò” (Maiolo, Riformista), anzi “Dj Fofò” (Roncone, Sette). Infatti è perfetta per il Colle.
Ora che ogni giorno qualche criminale la fa franca perché le vittime hanno paura a querelarlo, gli stessi giornali copiano ciò che scrivevamo 18 mesi fa. Rep: “Cartabia: a Palermo salvi tre boss, nessuno denuncia”. Corriere: “Manca la firma della vittima, ladri presi e già liberi”, “Nessuna vittima querela i tre boss: ‘Rischiano la scarcerazione’”. Stampa: “Cartabia, i buchi della riforma”, “Favore ai boss”. Domani: “La riforma sottovaluta all’aggravante mafiosa”. Giornale: “Boss e ladruncoli in libertà. Cartabia, altre accuse”. Delenda Cartabia! Dài che ce la fanno a dire che Draghi e Cartabia erano due pippe e aveva ragione il Fatto: basta aspettare altri 18 mesi. Forse.

L'Amaca

 

Per una riforma sul pop
DI MICHELE SERRA
Mi sto perdendo per intero, comprese le virgole, la colossale produzione mediatica sulla rottura tra il principe Harry, secondogenito della famiglia reale inglese, e i suoi cari. Vedo il nome, vedo la foto e salto a pie’ pari l’articolo. So che milioni di esseri umani si appassionano alla faccenda e non li biasimo — ho imparato negli anni a essere snob con gentilezza, quasi con cordialità. Ma sentirmi sgravato almeno da questa incombenza (occuparmi di Harry) mi dà un piccolo brivido di libertà.
L’Inghilterra è stata padrona del mondo, per talento predatorio e per valor militare, non lo è più da un bel pezzo e anche per sua scelta (Brexit e Boris Johnson passeranno alla storia come il suicidio di Yukio Mishima: mondi che decidono di scomparire). Sarebbe molto più pop, oltre che politicamente più appassionante, seguire le vicissitudini eventuali della dinastia saudita — ci sarà un secondogenito incazzato anche laggiù? — tra l’altro proprietaria di mezza Londra.
Sappiamo quasi niente dell’Africa, poco dell’Asia che è grande dieci volte l’Europa e cento volte l’isola a nord della Manica, come possiamo perdere ancora tempo attorno ai Windsor? La morte di Elisabetta non era forse l’ultima puntata della serie?
Il pop è una cosa importante. Va riformato drasticamente. Le vicende dei reali inglesi, ormai, valgono quanto quelle del casato di Monaco (a proposito: e Caroline? E Stephanie? Dateci notizie!). Vorrei appassionarmi, da vecchio, per qualcosa di nuovo. Concubine orientali? Vendette cinesi? Faide africane? L’Occidente ha stufato. Urge — anche su Netflix — una programmazione più esotica.
Sicuramente più vitale.

venerdì 13 gennaio 2023

L'Incontro in memoria

 

Grazie ad Andrea Scanzi ho scoperto, ammetto la mia abissale ignoranza, e potuto sfiorare la perfezione artistica per ricordare uno dei più grandi del rock recentemente scomparso. E se avete la fortuna di poter ascoltare "Amused to Death" di Roger Waters, sappiate che nei brani 1-2-10-11-12-13-14 dell'album alla chitarra c'è il compianto Jaff Beck! 

Da brividi, semplicemente da brividi questo album del mitico Roger, composto alla memoria del soldato inglese William "Bill" Hubbard, come ricorda Wikipedia, caduto in trincea nella battaglia delle Somme durante la prima guerra mondiale; da brividi l'entrata del grandissimo Jeff nei brani sopra citati. 

Ascoltatelo con sommo gaudio, consapevoli di quanto l'arte musicale investa tutto noi stessi, meravigliosamente.  

Tranquilli!

 


Si sono riuniti! Da notizie riservate, confermate da Padre Georg, recentemente in un angolo della Via Lattea, alcune civiltà aliene si sono incontrate per parlare di noi! La notizia è certa, anche Chiara Ferragni, tra l'altro in procinto di donare in beneficenza metà dei suoi beni al primo infante extraterrestre che incontrerà in Galleria a Milano, consultatasi col maritino Fedez, è certa dell'incontro, il cui esito ci insuffla molta serenità: hanno deciso infatti che non ci invaderanno mai! Essenzialmente il motivo principale è perché ci considerano gli eclatanti psicopatici della Galassia! 

Pare che tra l'ilarità generale i nostri ET siano venuti a conoscenza del prossimo incontro megagalattico tra riccastri di ogni genere, che si svolgerà a Davos, noto come WEF ovvero World Economic Forum, incentrato sui cambiamenti climatici. Essendo ricchi dovrebbero essere pure intelligenti e scaltri. Non è così purtroppo! Già sin d'ora infatti ogni giorno atterrano e decollano a Davos oltre 200 voli privati che in una settimana hanno sparato in atmosfera 9700 tonnellate di CO2, l'equivalente dello scarico di 350mila autovetture! E tutto questo per parlare di mutamento climatico! 

Sbeffeggiati universalmente, ci affidiamo alle menti contorte di cui sopra per evitare la prossima ed ormai quasi certa catastrofe ambientale! Come allocchi inani permettiamo a stolti infingardi - dediti all'ammasso di ricchezze senza alcuno scrupolo, autoconvintisi che,  avendo conti bancari a tanti zeri, un domani sarà sufficiente, per bloccare la giusta ribellione della Natura, schiavizzata all'inverosimile per i loro porci comodi, effettuare qualche bonifico per acquistare un dissolvitore di CO2 da piazzare in giardino - di trovare soluzioni destinate al miglioramento del clima su questo pianeta oramai vicino al collasso. E questi signori ammorberanno l'aria con incredibili quantità di CO2 solo per pacchianamente esibire il loro Jet privato, must dei must, ninnolo insostituibile per mostrare la loro potenza in questo mondo, rifiutando sdegnatamente l'utilizzo di aerei comuni che, trasportandoli assieme, eviterebbe questo ennesimo sfregio all'atmosfera. Ma a loro non frega una mazza di clima e di tragedie naturali sempre più frequenti! Hanno i loro villoni posizionati in aree dorate che convintamente credono erette nella massima sicurezza. 

La riunione degli alieni si è conclusa tra risa e sberleffi. Pare, come Padre Georg conferma, che ci sia stata la generale convinzione che a breve potranno tranquillamente prendere possesso del pianeta, quando scomparirà definitivamente la specie attualmente più evoluta, un mix di incoscienza e dabbenaggine difficilmente riscontrabile nell'Universo conosciuto. 

Chiara Ferragni si è altresì resa disponibile ad effettuare l'ultimo post terrestre, naturalmente dietro lauto compenso che devolverà interamente alla manutenzione della Via Lattea.    

Ella liberante

 


Ragogna

 


Dipartita travagliata

 

Dipartito democratico
di Marco Travaglio
In un altro paese, un governo come il Meloni-Tafazzi che non ne azzecca una manco per sbaglio e riesce a far incazzare anzitutto i suoi elettori sarebbe una benedizione per le opposizioni. Che accenderebbero ogni giorno un cero a Santa Giorgia, a San Matteo (doppio), a San Carlo, a San Gilberto e a Ognissanti, ruberebbero messi di voti alla maggioranza, la inchioderebbero alle bugie e contraddizioni preparando la riscossa ben prima del 2027. Invece ne approfitta solo il M5S, malgrado l’oggettivo handicap di avere un leader che passa ben due giorni a Cortina e indossa pure il maglione a collo alto. Il Pd è letteralmente estinto, come se gli fosse vietato fare e dire alcunché sino al congresso. La patologia di parlare in un codice cifrato tutto suo – il “pidiese” – accessibile solo a una dozzina di capicorrente (se va bene), si è aggravata al punto che nessuno sa più cosa sta dicendo e, appena parla, si precipita ad autotradursi su Google Translate: invano. Anziché aiutare gli alieni a riatterrare sulla terraferma e a riscoprire l’italiano, o almeno il linguaggio dei segni, la grande stampa li spinge verso nuovi orizzonti extraterrestri.
Noi, per dire, non abbiamo capito perché mai, con le “primarie aperte”, il Pd faccia scegliere il suo segretario anche ai non iscritti: cioè a chi passa per la strada, vede un gazebo, entra e vota per scherzo o per dispetto. Ma ogni tribù ha le sue usanze. Però, da quando è nato, il Pd ha sempre previsto il voto online per chi stava all’estero e – nelle primarie per i sindaci in periodo Covid – anche per chi stava in Italia, ma non poteva o non voleva uscire di casa. Siccome siamo nel 2022 e quasi tutti fanno quasi tutto online – dalla spesa allo smart working, dalle telefonate alle lezioni, dalla lettura dei giornali alle riunioni aziendali, dai bonifici bancari ai colloqui fra capi di Stato, dai reati telematici al sesso cibernetico – pareva scontato ciò che aveva proposto la Schlein: affiancare ai gazebo il voto online, così ciascuno può decidere se votare di presenza o da casa. Apriti cielo! L’ossessione psicopatologica per il M5S ha scatenato una canea di strilli sdegnati: e che, copiamo i grillini? Come se il web l’avessero inventato Grillo e Casaleggio. Ancora ieri su Repubblica quel gran genio di Stefano Folli, che ha una modernità lievemente inferiore alla pietra focaia, metteva in guardia il Pd dall’“adottare anche sul piano simbolico i metodi della forza concorrente”, i famigerati 5Stelle “inventori dell’uso politico del web” (qualunque cosa significhi) con la fu piattaforma Rousseau. Si attende ad horas una nuova direzione del partito per stabilire se chi non vuole o non può uscire di casa possa votare con segnali di fumo dal balcone, o con un piccione viaggiatore, o con un messo a cavallo.