venerdì 23 dicembre 2022

Robecchi

 

Gli anni di piombo della caccia al cinghiale
IN FONDO A DESTRA - Sparare e pure mangiarli. parte la corsa ai giubotti antiproiettili?
DI ALESSANDRO ROBECCHI
Non c’è occasione di satira, spiritosaggine, freddura, motto di spirito, battuta, più ghiotta di una legge cretina: l’emendamento di Fratelli d’Italia alla Finanziaria che riguarda l’abbattimento della fauna selvatica. Anche nelle aree protette, anche nelle aree urbane, anche nei periodi di silenzio venatorio.
Insomma, per i cinghiali è la famosa tolleranza zero: pena di morte per impallinamento, a opera di zelanti cacciatori che potranno girare tra cassonetti, giardinetti e controviali armati fino ai denti, colpo in canna, sguardo vigile, visori notturni, cani da punta, giberne piene di cartucce, stivali da palude, lasciando a casa soltanto il loro peraltro già scarso senso del ridicolo. Scene di caccia metropolitana, con tutto quello che ne consegue: gente che gira armata, errori, abbagli, colpi che partono per fatalità e disgrazia: “Vostro onore mi sembrava che grufolasse, giuro… che c’entra che ronzava intorno a mia moglie? E’ stato un incidente!”.
Come si muoveranno i cacciatori urbani? A piedi in lunghe marce estenuanti? O in macchina, per raggiungere le zone più frequentate dagli ungulati? In questo caso, avere decine, forse centinaia di automobilisti armati tra la Salaria e la Flaminia nuova, assonnati alle prime luci dell’alba, oppure nervosi come marines in missione notturna tra la Prenestina e la Collatina, sarà un eccellente sistema per fare un po’di selezione della specie: sopravviveranno solo i più svegli. Peccato per i danni collaterali, le vittime civili, le signore che alla luce tremolante e fioca dei lampioni scendono a buttare il sacchetto nel cassonetto dell’umido, magari indossando la prima cosa che capita a tiro, ecco, eviterei le pellicce, anche sintetiche (“Vostro onore, le giuro che…”, come sopra).
Indotto economico notevolissimo: impennata delle vendite per tutti gli strumenti di protezione individuale. No, non le mascherine, ma caschi, giubbotti antiproiettile, tuniche catarifrangenti, kit di primo soccorso, corsi di aggiornamento per infermieri (“Pallini: come estrarli da gambe e braccia”), senza contare il rafforzamento del servizio ambulanze.
Insomma, c’è da far felice Crosetto: più doppiette per tutti, munizioni, sistemi d’arma, esplosivi, trappole, fucili automatici, mitragliatori. E tutto non solo nei parchi, nelle riserve naturali, nelle zone di ripopolamento dove si possono far più danni ecologici di un concerto di Jovanotti, ma anche ai margini della Cristoforo Colombo, o dell’Aurelia, a diradare il traffico a colpi di pallettoni vaganti (“Lo so che era una Ford Fiesta, vostro onore, ma le giuro che sembrava…”, come sopra).
Si potranno mangiare le vittime. No, non la signora che butta l’umido o il barbone che dorme al parco, scambiati per fauna selvatica, ma proprio i cinghiali uccisi a pallettoni, stesi sull’asfalto, dissanguati. Nasceranno così generazioni di scuoiatori, sezionatori, macellatori di prede urbane, nuove professioni, un milione di posti di lavoro, finalmente! Per i più formidabili, incredibili, demenziali anni di piombo che la storia ricordi.

giovedì 22 dicembre 2022

Buffone




Jingle Bells!




Osho

 



 Pierantonio Zanettin, con quella faccia un pò così, è il primo firmatario, o meglio il valletto, il lacchè di una scelta venuta dall'alto della bassezza di una cervice adulterata di un pervertito miliardario, gaglioffo insuperabile, miserrimo politico nonché pregiudicato e proprietario di una farsa partitica in realtà azienda mistificatrice di democrazia.

Zanettin con quell'espressione un pò così ha ubbidito all'epocale nefandezza che impone di eliminare l'uso delle microspie nelle indagini su Lorsignori. In un paese normale ciò avrebbe provocato una reazione indignata degli ancora molti, per fortuna, intonsi intellettualmente, coloro che giustamente pretenderebbero la galera per i balordi da sempre impegnati ad inchiappettare moralmente il popolino tanto ossequioso e alla ricerca costante di novità, non ultima questa Giorgia di cui si apprezzano le molte virtù nascoste ai più, che ci dicono esistano, ma che a noi non apprezzanti giammai il nero perdi sempre, ci lasciano indifferenti e irrimediabilmente sospettosi.
E questo Zanettin, che probabilmente avrà rimosso gli specchi in casa per non soffermarsi alquanto sulla propria caducità morale, propone quindi di insabbiare, di inficiare la ricerca di briganti equiparandosi a quelli che infilano la polvere di casa sotto il tappeto. Una bella scelta filosofica, non c'è che dire! Tanto bella e fragrante da invogliami ad inviare a mo' di strenna un sereno, placido, vaporoso, fragrante vaffanculo, con in sottofondo Jingle Bells naturalmente!

Rombo travagliato

 

Chiusa parentesi
di Marco Travaglio
Il governo Meloni, come già il governo Draghi, non ha un programma. Nessuno s’è premurato di metterlo nero su bianco, come invece fecero i giallo-verdi prima del Conte-1 e i giallo-rosa prima del Conte-2. Il risultato è questa Finanziaria senza capo né coda, una grande cloaca dove entrano ed escono le peggiori porcate senza uno straccio di idea o di progetto che non sia la marchetta per questa o quella categoria criminale. Ma, a ben vedere, c’è una logica anche in questo caos: la decinquestellizzazione dell’Italia. Chi dal 2018 racconta che i 5Stelle non hanno combinato nulla si sta accorgendo di quante cose hanno fatto, proprio ora che vengono smantellate pezzo per pezzo. Aveva iniziato Draghi demolendo il dl Dignità: Meloni&C. completano l’opera coi voucher, cioè col ritorno del precariato-schiavismo, e con l’obbligo per i percettori di Rdc di accettare offerte anche non “congrue”. Il cerchio si chiude: se ti offrono un lavoretto pagato da fame e a distanze siderali da casa tua, roba che fra gli spostamenti e l’alloggio ci rimetti anziché guadagnarci, o lo prendi e perdi tutto o non lo prendi e perdi tutto lo stesso.
Il Conte-2 aveva introdotto il cashback per rendere convenienti scontrini, parcelle e fatture, cioè l’emersione del sommerso; poi aveva abbassato le soglie di impunità e alzato le pene per evasione e frode, garantendo il carcere a chi non paga le tasse. Draghi smantellò il cashback e ci aggiunse pure il condono sulle cartelle non pagate: Meloni&C. finiscono il lavoro col condono per le cartelle rimaste, il cash libero e lo scudo penale per gli evasori totali (sparito dalla manovra, ma pronto a rientrare dalla finestra del prossimo vagone normativo). Il Superbonus 110% ha fatto emergere il nero anche nell’edilizia e, in più, ha reso ecocompatibili le case, creato 900 mila posti di lavoro puliti, ridotto le emissioni di CO2, tagliato consumi e bollette: Draghi&Meloni l’hanno devastato. La Spazzacorrotti garantiva il trojan e la galera anche per i ladri di Stato e bloccava la prescrizione alla prima sentenza: la Spazzaprocessi Cartabia condanna a morte i giudizi d’appello e di Cassazione con la mannaia dell’improcedibilità; ora le Spazzaonesti di Nordio &C. cancellano il carcere e il trojan per i ladri di Stato, riducono le intercettazioni e presto tornerà pure la prescrizione. I governi Conte combattevano le energie fossili e puntavano sulle rinnovabili, senza più trivelle, inceneritori, nucleare e altre porcherie: Draghi&Meloni sono passati dal green al marron. Se è vero che le cose buone si apprezzano quando vengono a mancare, prima o poi si capirà quanto fosse cambiata in meglio l’Italia nella parentesi 2018-2021. E quanto fossero ingenui Conte e i 5Stelle a non pensare che l’avrebbero pagata cara.

L'Amaca

 

Limpidezza reazionaria
DI MICHELE SERRA
Un diffuso dileggio accompagna le sortite anti-tecnologiche del governo Meloni, che non solamente nella sua componente leghista, anche in parecchi esponenti non metropolitani (diciamo così) di Fratelli d’Italia, incarna una decisa ostilità alle diavolerie moderne, tipo denaro elettronico e identità digitale.
Confesso di provare una certa indulgenza per questo tratto, diciamo così, antimoderno del governo in carica. Irrita, ma non disgusta come certe idee xenofobe e omofobe ben presenti nella maggioranza: e quella tra irritazione e disgusto non è una differenza da poco.
E poi, finalmente, è la manifestazione di un pensiero limpidamente reazionario, nel senso classico: reazione negativa di fronte alle novità. E dunque, nella sua schiettezza, contribuisce a ristabilire quella differenza tra “progresso” e “reazione” che si era abbastanza perduta negli ultimi anni. Cos’è di destra, cos’è di sinistra? Aggiornando Gaber, è di sinistra il denaro tracciabile, sono di destra i rotoli di banconote.
Come è noto, se si votasse solo nelle grandi città non ci sarebbe storia, la destra perderebbe secca e perderebbe in eterno.
Non solo in Italia: nel mondo. Ma l’Italia è un Paese di paesi, di borghi e di valli, che sono rispettabili luoghi (ci vivo) e dunque bisognerà pure tenerne conto. La destra del denaro contante e dei condoni è vigorosamente paesana, è la Vandea che si ribella a Parigi. Tengo per Parigi ma, dopo anni di ammucchiate istituzionali durante i quali la sola differenza era tra “responsabili” e “non”, mi dà sollievo ricominciare a poter distinguere la Reazione dal Progresso. Grazie, governo Meloni, per l’opera di chiarimento.