venerdì 5 agosto 2022

Travaglio e il dilettevole

 

Il voto dilettevole
di Marco Travaglio
Il 25 settembre capiremo quanti italiani si fanno ancora truffare da supercazzole tipo tutti contro le destre, euroatlantisti contro putiniani, salvatori contro attentatori della Costituzione, voto utile contro voto inutile. Intendiamoci. Le destre sono impresentabili, ma chi governa da 18 mesi con Salvini e persino con B. e caccia chi non adotta l’Agenda Draghi come nuova Bibbia non ha titolo per chiedere voti contro quegli alleati o per dire che la Meloni è peggio (peggio di quei due è impossibile e la classe dirigente di FdI viene in gran parte da Pdl e Lega). La Costituzione va salvata, ma non da chi tenta da 20 anni di manometterne interi blocchi: il Pdl tentò di stravolgerne metà e per fortuna perse il referendum del 2006; il centrosinistra ci riuscì nel 2001 col Titolo V e ci provò (per fortuna invano) nel ’96 con la Bicamerale di D’Alema&B., nel ’13 con la riforma Letta-Napolitano dell’art. 138 e nel ’16 con la schiforma Renzi-Boschi. L’euroatlantismo nel 2022 è un ossimoro: gli interessi dell’Europa sono ormai divergenti da quelli Usa e i veri europeisti sono a-atlantisti e anti-putiniani.
Infine: il voto è utile se serve a fare qualcosa di decente e coerente. Quindi non c’è voto più inutile di quello invocato dall’Armata Brancaleone di Letta, Calenda&C. col ricatto “votateci, sennò vince la destra”. Per avere speranze di batterla, il Pd dovrebbe mettere insieme tutti gli altri, partendo dai più votati. Invece scarta i più votati, i 5Stelle, per consegnarsi a Mister 3,6%, Calenda, alfiere della destra confindustriale, lasciandogli dettare il programma all’insaputa di Leu e vuole relegare Bonelli&Fratoianni in 4 posticini-omaggio, senza voce in capitolo sulla linea politica. Ergo votare l’Ammucchiata è inutile perché le destre vincono comunque. E pure dannoso, perché il falso bipolarismo attorno a FdI e Pd -che vogliono le stesse cose su gran parte dei temi più urgenti- cancellerebbe tutto ciò che è progresso: politiche sociali, ambientali, pacifiste e legalitarie. L’unico voto utile è quello a un terzo polo, da costruire attorno ai 5S depurati dalle scorie e alle altre forze che non s’intruppano nelle due false alternative. Lo spiega bene Gustavo Zagrebelsky a Micromega: l’“anatema” Pd contro Conte non è per la caduta del governo, ma perché in “politica estera e militare il M5S ha assunto posizioni leggermente autonome rispetto al blocco Nato-Europa atlantica-Usa… Siamo dentro un sistema, ma non è detto che ciò implichi cieca obbedienza. Per dignità nazionale dovremmo avere voce per incidere su di esso, per orientarlo. Ho l’impressione che dietro l’ostracismo nei confronti del M5S ci sia l’intolleranza nei confronti del minimo scarto, del minimo gesto di autonomia”. Eccolo, il voto utile. E anche dilettevole.

giovedì 4 agosto 2022

Preferisco che...

 

Mi sono domandato spesso se non fosse meglio accettare una disfatta che nella sua gravità ripulisca il marcio, lo stantio apparentemente irremovibile, e sono giunto alla conclusione che sì, è meglio andare in malora per poi sperare di risollevarsi, quasi risorgere. 

E allora, visto gli abbracci insulsi, gli accordi obbrobriosi credo che qualche anno di centrodestrafasciocazzaroaltappone si possa sopportare per ripulire, rinfrescare, la parte obsoleta e oramai perennemente deragliata dai sani principi, che ancor oggi con un coraggio fuori dal comune si fa chiamare compagine di sinistra. 

La Caciottara al potere, al momento molto nascosta, fingente di essere democratica, sarebbe la spinta finale per agevolare alla scomparsa politica molti diversamente progressisti, tafani che da tempo immemore stanno gozzovigliando sulle spalle dei loro elettori, compartecipando alla divaricazione sociale che prima o poi, Dio non voglia, sfocerà in scontri di classe. 

Hanno annuito e acconsentito ad ogni nauseante schifezza per rimanere nel agiato mondo dei politicanti di mestiere, hanno permesso che chi era già ricco s'arricchisse maggiormente, hanno gettato brioches al popolino facendole passare per geniali concessioni popolari. 

E' ora della pulizia, è il momento di aprire le finestre, di sparigliare lobbies, di rimodulare il potere rapto- economico. 

E' l'ora del risveglio! Senza di loro!   

A volte vedi...

 


Travagliosamente

 

Letta a due piazze
di Marco Travaglio
Perché aspettare fino al 25 settembre quando possiamo farlo già ora? Votiamo subito il nostro slogan elettorale preferito.
1. “Il prossimo governo avrà la possibilità di investire ingenti risorse con i soldi che io ho ottenuto in Europa per il nostro Piano di ripresa e resilienza”. Pensate che l’abbia detto Conte, cioè il premier che dal 17 al 21 luglio trattò a Bruxelles sul Recovery e tornò in Italia con 209 miliardi, 36 in più di quelli previsti dal piano von der Leyen? Invece no: l’ha detto B., che all’epoca soggiornava in Costa Azzurra per paura del Covid e soprattutto dei giudici, ed era all’opposizione mentre i suoi house organ annunciavano la disfatta di “Giuseppi” e FI invocava il Mes. Ora, sottovalutando la propria fedina penale, è sinceramente convinto di essere Conte.
2. “Ora la partita è aperta” (Enrico Letta). L’unica fase della legislatura col centrosinistra in partita fu quella del Conte2 (settembre 2019-gennaio ’21), grazie all’alleanza 5Stelle-Pd-Leu contro le destre (FdI, Lega, FI, Azione, +Europa e, buon’ultima, Iv). Poi arrivò Draghi e le destre staccarono di nuovo i giallorosa coi voti di governisti (FI e Lega) e oppositori (FdI). Per recuperare il distacco, Enrico Occhi di Tigre butta a mare il 10-12% del M5S per imbarcare il 3.6 di Calenda, con un saldo negativo dell’8-9. E riesce a dire, restando serio, che con l’8-9 in meno ha riaperto la partita rispetto a un’alleanza con l’8-9 in più. Ma un pallottoliere no?
3. “Calenda farà da magnete per i voti di centrodestra” (Letta). Siccome le destre sono favorite e lo sport nazionale è il salto sul carro del vincitore, non si vede perché gli elettori di destra dovrebbero mollare l’arrembante Meloni per il perdente Calenda: per il suo fascino magnetico? Eppoi Calenda non va da solo (come a Roma, dove intercettò molti destroidi schifati da Michetti- chi), ma è alleato con quelli che a destra passano per “comunisti”. Quindi non prenderà voti a destra e, portandosi Gelmini e Carfagna, ne farà perdere a sinistra al Pd (che peraltro se ne frega e insegue quelli di destra). Però sarà orgoglioso del ruolo di magnete attaccato al frigorifero. Prossima mossa di Letta: candidare uno di Forza Nuova come magnete per i voti fascisti.
4. “Questa neonata grande coalizione è… la Bad Godesberg della sinistra italiana… L’agenda Draghi è stata il lampo di Paul Klee sulla politica che produce somiglianze ed è oggi l’abracadabra del nuovo centrosinistra” (Francesco Merlo, Rep). Lo portano via.
5. “M’hanno rimasto solo, ’sti quattro cornuti” (Vittorio Gassman, I soliti ignoti). Se passate dal camposanto, posate un crisantemo sui fu partitucoli di Renzi e Di Maio. Avevano promesso di lasciare la politica: alla fine ci sono riusciti, a loro insaputa.

Fantastica Amaca

 

L’amaca
Le banane e i missili
DI MICHELE SERRA
A Monteprato di Nimis, Friuli profondo, da anni si svolge una festa fallica, nata dopo il terremoto del ’76. Non è elegante (nemmeno i fescennini lo erano, né i culti priapici) ma ha una sua sguaiata innocenza, con processioni di falli megalitici, molte banane, molto fracasso e la evidente partnership di Dioniso, che è il solo vero patrono del Friuli, con Priapo ha un’intesa millenaria e annaffia la notte con il nettare d’uva. Molte le donne presenti, apparentemente non offese né costrette a divertirsi senza essere divertite: rende bene l’idea il breve ma intenso reportage video di Simone Modugno sul sito diRepubblica .
Si chiama Festa degli Uomini, non la inserirei tra le mie mete turistiche preferite ma è importante parlarne perché, con tutti i problemi che abbiamo (compresi i problemi con il maschile, il patriarcato eccetera), vale la pena evitare gli equivoci, che sono sempre fatica sprecata. Molte e molti, sapendo che in quella festa c’è anche un torneo di mangiatrici di banane, esplicita allusione alla fellatio, hanno giudicato inaccettabile e umiliante la cosa, anzi il coso.
Credo che tanta indignazione sia mal riposta.
Intanto perché il tutto avviene tra adulti consenzienti, e questa è sempre una regola aurea. Poi perché la volgarità non è un reato, altrimenti bisognerebbe oscurare una buona metà dei palinsesti televisivi mondiali. Infine, e soprattutto, perché levate di scudi come questa rafforzano il sospetto che lo scandalo, oggi come ieri come sempre, sia il sesso in sé e per sé. Vale sempre la pena ribadire, con la necessaria brutalità, che sono molto più osceni i missili dei cazzi. La raffigurazione odiosa della fallocrazia non è la banana, è il missile.

Per Yoghi il privatizzatore

 

«Il canone del Felettino peserà come un macigno»
Torna alla carica sui costi del costruendo ospedale Rino Tortorelli del Manifesto «Costa ipotizza risparmi su riscaldamento e trasporti ma non c’è beneficio»
di Elena Sacchelli - LA NAZIONE
LA SPEZIA Il Manifesto per la sanità locale, che da sempre attenziona il peso finanziario della costruzione del Felettino – che ricadrà direttamente sulle spalle di Asl 5 e indirettamente su quello dei cittadini – a seguito dello svolgimento della commissione Lavori Pubblici, svoltasi nel comune di Spezia, a cui ha presenziato anche il sottosegretario alla Sanità Andrea Costa, torna alla carica sull’argomento evidenziandone le criticità. «Durante la commissione – spiega Rino Tortorelli del Manifesto – Costa ha ipotizzato per il nuovo Felettino la possibilità di risparmiare sui costi per i trasporti interni e per il riscaldamento. Ma il canone che dovrà essere corrisposto al privato è pari a 16,280 milioni di euro l’anno per 25 anni e mezzo. Gli attuali costi dei trasporti con ambulanze convenzionate sono pari a 2,5 milioni di euro l’anno. Mentre i costi del riscaldamento di tutta la ASL (comprese quindi le strutture territoriali e l’ospedale di Sarzana) ammontano a 6,1 milioni di euro all’anno». E aggiunge: «Queste due voci, sommate e senza neppure far riferimento ai valori specifici indicati dal sottosegretario, da bilancio consuntivo 2021 ammontano a 8,6 milioni di euro l’anno Importo che, caro Costa, ci sembra assolutamente lontano dagli oltre 16 milioni all’anno da versare al privato». Qualche settimana a lanciare un monito alla Regione sulla copertura finanziaria dei due nuovi ospedali liguri – Galliera e Felettino – era stata anche la Corte dei Conti di Genova che aveva sottolineato proprio come «i due nosocomi, in forte ritardo, necessitano di una rinnovata valutazione della congruità delle coperture finanziarie previste e dovrà essere valutato l’impatto dell’incremento dei costi energetici e per i materiali da costruzione». 
A evidenziarlo era stato il procuratore regionale Antonio Giuseppone affermando che i ritardi e le difficoltà d’attuazione mostrate dalla Regione erano da correlarsi alla decisione di concentrare le proprie disponibilità finanziarie in singoli interventi, contrariamente a quanto fatto da altri enti territoriali che hanno invece preferito orientare le risorse finanziarie disponibili verso interventi frammentati su più strutture. Un monito che pesa e che secondo il Manifesto dovrebbe essere preso in seria considerazione. «Come e dove si pensa di risparmiare? Il sottosegretario Costa dovrebbe spiegare agli spezzini e a chi lo ha eletto il motivo per il quale non si sono utilizzati integralmente fondi pubblici per la realizzazione del Felettino. Perché non ha chiesto al Ministero di utilizzare per il Felettino parte di quei 10 miliardi pubblici giacenti, invece di ricorrere ad un privato che farà lauti affari?» Utilizzando dei fondi pubblici, come noto, secondo il Manifesto si avrebbero invece sicuri risparmi dal momento che i tassi di finanziamento sarebbero più bassi di quelli per la restituzione del capitale al privato e si potrebbero destinare all’incremento di personale e servizi.

Qui si sbotta!

 


Una delle pochissime persone per bene in giro in questo momento, pronto ad evidenziare un increscioso ozio parlamentare, provocato da quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti e che invece sono degli avidi e mefitici coltivatori dei loro interessi pregni di agi.
Al di là di ogni fede, di ogni convincimento, di ogni visione personale, uno stato serio dovrebbe prima di tutto legiferare in materia, perché è l'ora di finirla di farsi belli col culo degli altri, come il ruinismo insegnava. Perché ognuno deve essere libero di decidere come concludere la propria esistenza difronte al male imbattibile, provocante dolori inumani senza alcuna speranza.
Chi è credente opererà secondo coscienza, chi è ateo agirà in virtù del suo pensiero. Vergognose invece sono le mille scimmiette strapagate dalla collettività ed occupate ad annaspare per non perdere privilegi e visibilità, che in cinque anni non hanno legiferato alcunché su questo tema troppo importante e dirimente. Ma ridotti come siamo probabilmente a breve un miliardario stracotto dovrebbe promettere la fine del dolore per tutti. Basterà votare fascista, ma anche destra camuffata da sinistra potrebbe andar bene.