martedì 27 luglio 2021

L’hanno innervosito!



Il piccolo fiammiferaio

di Marco Travaglio

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. L’altra sera ho accolto l’invito alla festa di Articolo 1 e, intervistato da Chiara Geloni, ho risposto addirittura alle sue domande. E il pubblico ha osato financo applaudire. Apriti cielo. La Lega ha chiesto le dimissioni di Speranza (giuro), il quale ha dovuto precisare che, quando parlo io, non è lui che parla (ri-giuro). Una domanda riguardava una frase di Speranza sull’estrazione sociale dei ministri del Conte-2, quasi tutti figli del popolo, diversamente da quelli che contano nel governo Draghi: tutti figli di papà, cioè del solito establishment, a cominciare dal premier, rampollo di un dirigente di Bankitalia, Bnl e Iri. La consueta combriccola di spostati, falliti e leccapiedi che bivacca sui social ne ha dedotto che ho offeso la memoria dei suoi genitori prematuramente scomparsi, dunque secondo Rep avrei fatto “una gaffe”. Per dire com’è messa questa gente. Un’altra domanda riguardava la diceria, molto in voga fra i leccadraghi, sui Migliori discesi dall’empireo per salvarci dal “fallimento della politica”. Siccome dissentivo, pensando che fosse ancora lecito, ho ricordato qualche “Migliore”: Brunetta, Gelmini, Cingolani, Cartabia. E ho aggiunto che Draghi è un ex banchiere esperto di finanza, ma non ha la scienza infusa e i suoi atti dimostrano che non capisce una mazza di giustizia (solo ora lui e la Cartabia scoprono cosa c’è scritto nella loro “riforma” e quali catastrofi ne seguiranno), di politiche sociali (licenziamenti subito, nuova Cig chissà quando, Fornero consulente) e di sanità.

Uno che fa un decreto per obbligare gli psicologi a vaccinarsi, pena il divieto di esercitare, e poi li cazzia perché si vaccinano; uno che sospende Astrazeneca mentre Ema e Aifa dicono che è sicuro e tre giorni dopo revoca la sospensione perché Ema e Aifa ri-dicono che è sicuro; uno che si fa la prima dose con AZ, prescrive il richiamo omologo per gli over 60 e poi, a 73 anni, si fa l’eterologo perché “ho gli anticorpi bassi” (in base a un test che gli scienziati ritengono farlocco); uno che vieta per decreto gli assembramenti e poi, previa trattativa Stato-Bonucci, autorizza i calciatori a violare il suo decreto con un mega-assembramento perché “con quella Coppa possono fare ciò che vogliono”; uno che pensa di convincere i No Vax a vaccinarsi dando loro degli assassini; ecco, uno così non mi pareva un grande esperto di vaccini. Ma l’unanime sdegno per la duplice lesa maestà, manco avessi detto “figlio di Tiziano”, mi ha fatto ricredere: Egli è onnisciente e, a dispetto delle biografie, non è nato ai Parioli, ma a Betlemme, in una mangiatoia.

lunedì 26 luglio 2021

Ridateci la libertà!


Certo che questo Green Pass ci toglie la libertà. Lo pensiamo tutti mentre ci alziamo-andiamo a lavorare-paghiamo l’acqua-assistiamo alla depredazione del conto corrente-lottiamo invano per prestiti e mutui-cambiamo lo smartphone perché ce lo rendono obsoleto-ci autoconvinciamo che in casa almeno tre televisioni vadano acquistati-paghiamo venti euro per andare in spiaggia-buttiamo le sneakers e i vestiti che non sono più alla moda-permettiamo che pochi ingurgitino le ricchezze di tutti-ci gustiamo le tre ore di libertà al dì detratte dal sonno e dal lavoro-assistiamo impassibili alla gestione del potere degli stessi lor signori.
Ma questo Green Pass ci toglie la libertà!

sabato 24 luglio 2021

Dai ammettetelo!


Pienamente d'accordo! Il Comico e il Bibitaro dovrebbero almeno essere sinceri: "Scusateci, abbiamo scherzato!"
Rieccoli, è arrivata La restaurazione
di Lorenzo Giarelli
Il cancelliere von Metternich, artefice del Congresso di Vienna, fu campione di diplomazia e di aforismi. “Gli abusi del potere – disse una volta – generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli”. Oggi Vienna non c’entra, eppure la restaurazione – se ci è concesso di restare nell’800 – è un venticello, un’auretta assai gentile che leggermente, dolcemente, incomincia a sussurrar.
Così ci è parso che abbia agito il governo Draghi finora, invertendo la rotta rispetto all’era Conte, spesso liquidata come populista senza dar peso al fatto che gli elettori, nel 2018, avessero chiesto un netto cambiamento rispetto alla vecchia politica. Ora l’idea è quella di una retromarcia: spazio ai camaleonti a là Talleyrand, a loro agio col Re, la Rivoluzione e l’Impero, tanti saluti a chi si era illuso di aver sradicato decennali centri di potere.
processicartabia come b.
L’ultimo caso, forse il più emblematico, è quello della riforma Cartabia, una tagliola sui tempi del processo penale (2 anni per l’Appello, uno per la Cassazione, altrimenti scatta l’improcedibilità) che spazza via lo stop alla prescrizione voluto da Alfonso Bonafede. Già bocciata da illustri magistrati (ma non dai ministri 5 Stelle e dall’ex capo Luigi Di Maio, a proposito di Talleyrand) la riforma Cartabia nasconde il più impresentabile dei padrini, ovvero quel Silvio Berlusconi a cui Luigi XVI invidierebbe l’eterna capacità di resistere a ogni sommossa. Fu Silvio, nel 2009, a promuovere il cosiddetto “processo breve”, un ddl i cui contenuti erano praticamente identici a quelli adesso riciclati dalla Guardasigilli. Con una differenza: allora la sinistra, nelle sue varie forme, denunciò la vergogna berlusconiana, mentre oggi l’indignazione è un lusso per pochi.
nominemontiani di ritorno
Le sue lacrime furono l’immagine del governo Monti, identificato – anche per colpe non sue – con la stagione dei tagli lacrime e sangue. Ora Elsa Fornero torna a Palazzo Chigi, appena chiamata come consulente del consiglio d’indirizzo per la politica economica. Un chiaro segnale di quale sia l’orientamento del governo sulle pensioni, proprio nell’anno in cui scadrà quota 100. Dopo dieci anni, la Fornero dovrà riscattare il pasticcio con gli esodati: la sua riforma lasciò 350 mila persone senza lavoro né pensione.
A Palazzo Chigi la Fornero troverà pure Anna Maria Tarantola, altra protagonista delbiennio di Monti (che la nominò presidente della Rai). Di lei si ricorda soprattutto il lungo periodo ai vertici della Banca d’Italia (con Draghi governatore), durante il quale fu autorizzata la disastrosa acquisizione di Antonveneta da parte di Mps, che spese 17 miliardi per una banca che ne era costati poco più di 6 qualche mese prima. Tutto perdonato, in un governo che già non si era fatto problemi a riesumare ministri da ancien règime, vedi Maria Stella Gelmini agli Affari Regionali e Renato Brunetta, tornato alla Pubblica amministrazione.
Licenziamenti via le tutele
Certo, prima o poi il blocco dei licenziamenti doveva saltare. Ma il termine del 30 giugno, arrivato con un compromesso che ha scontentato più i giallorosa che il centrodestra, ha avuto effetti per migliaia di persone cogliendo impreparato il governo: in Toscana Gkn ha annunciato 422 licenziamenti, in Brianza Gainnetti Ruote lascerà a casa 150 dipendenti, a Brescia la Timken taglierà 106 posti. Con Giancarlo Giorgetti che al Mise cade dalle nuvole: “Uscire dal blocco è inevitabile, ma non in questo modo. Non vogliamo il Far West”. Il quadro, se non altro, dovrebbe mettere in guardia il governo su cosa accadrà al termine dei vincoli ancora in vigore, soprattutto nei settori del tessile e della moda.
altro che “eco”green addio
In pochi mesi il governo ha dato una sterzata alle politiche energetiche e edilizie, facendo eclissare le speranze di una svolta ambientale. Il tutto col placet di Beppe Grillo, moderno Joseph Fouché passato metaforicamente dalla Rivoluzione alla polizia politica in difesa del governo e del ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani, da lui definito “grillino”. Cingolani, dal canto suo, ha fatto di tutto per smentirlo: via libera a nuove trivelle in mare, buone parole per gli inceneritori e il “mini-nucleare”, protezione dei colossi dell’automobile contro l’elettrico. E un Pnrr che destina solo il 37,7% delle risorse alle iniziative green, percentuale tra le più basse in Ue. Dati che fanno rima con le norme sblocca cantieri che tagliano i tempi sulle grandi opere e il tentato blitz sul subappalto, il cui tetto, dopo lunghe trattative, è stato spostato al 50%.
Cashbacksubito sospeso
Lo hanno utilizzato 9 milioni di italiani e ha spinto la app Io, utile anche per alcune interazioni con la Pa. Il cashback, però, nel secondo semestre del 2021 non ci sarà. Il governo ha deciso di sospenderlo perché, secondo Draghi, “ha indirizzato le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”. Una misura che favorirebbe i ricchi, insomma. Si cercherà di combattere la piccola evasione in altro modo e soprattutto si penserà ad altri sistemi per favorire la digitalizzazione nei rapporti tra Stato e cittadini.
PrivilegiCasta in festa

Qui il governo non c’entra, ma il clima generale consente di puntare in alto. Finita l’era anti-casta dei governi M5S, al Senato sono tornati i vitalizi per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione e ora Palazzo Madama potrebbe bocciare definitivamente il ricalcolo degli assegni degli ex eletti con il sistema contributivo. Umiliando così la storica battaglia dei “giacobini” 5 Stelle: ormai pronti alla morte, distesi in una vasca da bagno, con in mano la lettera del proprio assassino. 

Travaglio!

 

Pronti a tutto
di Marco Travaglio
Nel vedere Conte e i 5Stelle dibattersi fra le opposte tentazioni di uscire dal governo e di restarvi, e intanto arrabattarsi per “migliorare” con ritocchini tecnici il Salvaladri&mafiosi della Cartabia, sorge il dubbio che non abbiano ancora colto il punto: questo governo non è nato per portare i migliori al posto dei peggiori, ma per far fuori Conte e i 5Stelle, per giunta coi loro voti (senza, non sarebbe mai nato); e la “riforma della Giustizia” non è nata per abbreviarne i tempi come chiede l’Ue, ma per piegarli nell’ultima genuflessione (dopo quelle su Figliuolo, salario minimo, licenziamenti, transizione antiecologica, cashback ecc.). Il disegno è spappolarli e annettersi la parte “governista”: cioè Grillo che li ha cacciati in questo cul de sac e Di Maio&C. che ci han subito preso gusto. Il tutto in vista della prosecuzione del regimetto di larghe imprese anche nella prossima legislatura, per potare le due ali non allineate al Sistema: da una parte la Meloni, dall’altra Conte e quei 5Stelle che ancora ricordano perché sono nati, stanno in Parlamento e al governo.
Non capirlo è indice di una preoccupante auto-sotto valutazione. Altrimenti tutti i “grillini” capirebbero che, nel Paese dell’Illegalità, la blocca-prescrizione di Bonafede non è UNA riforma fra le tante, ma LA riforma: la quintessenza del principio di legalità – la legge è uguale per tutti – che Flaiano definì l’unica vera rivoluzione italiana. E sui principi fondamentali non si tratta in nome della riduzione del danno o del male minore. O, se si tratta, bisogna farlo da posizioni di forza. Cioè essere pronti a tutte le opzioni: anche a uscire dal governo. Il che non vuol dire andarsene subito, ma essere disposti a farlo. Se la controparte – Draghi, massimo garante della Restaurazione – ha anche solo il sentore che non usciranno mai qualunque cosa faccia, continuerà a fare qualunque cosa, minacciando dimissioni che non darà mai, per metterli (anzi lasciarli) genuflessi. Si può capire che Conte non voglia debuttare uscendo dal governo, vista anche l’informazione da Terzo mondo che lo dipinge come un vedovo del potere, anziché come un giurista che – come tutti i giuristi degni di questo nome – conosce gli effetti catastrofici del Salvaladri&mafiosi. Ma, se la trattativa non dovesse eliminarli tutti – e sono tanti –, Conte dovrebbe tornare a interpellare gli iscritti sulle tre opzioni possibili: restare al governo, ritirare i ministri e dare l’appoggio esterno solo sui provvedimenti condivisibili, passare all’opposizione e rovesciarlo. La “fiducia” è una cosa importante e ogni governo deve meritarsela coi fatti. Tantopiù se è il governo Draghi ad aver bisogno del M5S e non il M5S ad aver bisogno del governo Draghi.

venerdì 23 luglio 2021

Al di sopra



Nel Pantheon degli Imbecilli pensavo che i giochi fossero fatti. Mi sbagliavo: costui entra di diritto in veste di Ineguagliabile! Restate in campana e non fate i Borghi!