giovedì 25 marzo 2021

Inconcepibile

 


L'Amaca

 

Una fotografia della nostra epoca
di Michele Serra
L’irruzione dei Nas nel giacimento segreto di vaccini della Ciociaria è un ottimo soggetto per una novella di Zerocalcare o una tavola di Makkox (ai tempi, per una sceneggiatura di Steno).
Ma l’intrico di mosse e contromosse tra i produttori dei vaccini e le varie autorità statali e interstatali che tentano, con scarsi risultati, di indirizzarne la distribuzione, ogni giorno che passa diventa, sempre di più, una fotografia spietata della nostra epoca.
Dire “produttori dei vaccini” è incompleto.
Per mettere meglio a fuoco l’immagine, bisognerebbe dire “proprietari dei vaccini”.
Ogni eventuale destinazione sociale o extra-contrattuale di quelle fiale salvavita è affidata al buon cuore dei proprietari.
I vaccini sono loro. Un bene privato. Le leggi, del resto, sono dalla loro parte: si brevettano anche le sementi (che è come brevettare la madre e il padre), figuratevi un vaccino, con quel che costa la ricerca.
Il problema è che ogni priorità e ogni decisione, non solo nel merito dei vaccini, è nelle mani di una oligarchia economica il cui potere spaventa non per pregiudizio ideologico, ma per evidenza pratica. No, la proprietà non è un furto, ma può essere un problema.
L’impressionante intervista a Vandana Shiva (su Green&Blue) sui destini dell’agricoltura mondiale è certamente influenzata, politicamente, dall’idea comunitaria che Shiva ha della società. Ma che Bill Gates, da solo, possa influenzare il destino agricolo e alimentare più di milioni di contadini tutti assieme, francamente non è un fatto che rassereni le persone ragionevoli. Dobbiamo sperare, per sfangarla, che Gates sia buono e AstraZeneca generosa? O possiamo contare su qualche altro fattore, che magari, addirittura, ci coinvolga?

La intervistano ancora!

 


Ella, la Bella Etruriana, riesce ogni giorno a sorprendermi, concedendo interviste che lasciano basiti per l'irriverenza alla realtà, ma lei ancora non sa di far parte di un microrganismo attualmente al 2,3%.
Detta le condizioni come se avesse ancora autista e ministero, o sottosegretariato che dir si voglia.
Riporto alcuni passi dell'intervista oggi su Repubblica.
Che giudizio dà dell’incontro di ieri?
«Il Pd di Zingaretti definiva Conte leader della coalizione e punto di riferimento della cultura progressista. Io non sono mai riuscita a immaginare come leader della sinistra l’uomo che ha firmato i decreti Salvini e che ha esaltato il sovranismo all’Onu. Mi pare che Letta abbia marcato una differenza da Zingaretti ed è un passo in avanti."
Secondo lei Conte riuscirà a risollevare i 5S o, come sostiene Renzi, quel movimento è destinato a un forte ridimensionamento?
«I 5Stelle mi sembrano molto in crisi e lo dimostra anche lo scontro Grillo-Casaleggio. Chi è intellettualmente onesto deve prendere atto che la strategia di Renzi ha funzionato sia contro il populismo di Salvini nel 2019 che contro il populismo grillino nel 2021».
(I 5Stelle mi sembrano molto in crisi, dice. Invece Italia (semi) Viva, viaggia a gonfie vele!!!)
Quali margini ci sono ancora per costruire una coalizione larga di centrosinistra?
«Iv ha appena lanciato una grande iniziativa, la Primavera delle idee, e fino a giugno lavoreremo per mettere insieme proposte, progetti e sogni."
(La Primavera delle Idee!!!! mi scompiscio!!! E' la classica saltimbancata tipica dell'Era del Ballismo! Solo che ora non se li fila più nessuno!)
Alle prossime amministrative Italia Viva si terrà mani libere per le alleanze? È possibile che sostenga candidati (magari civici, come a Torino) appoggiati anche dal centrodestra?
«Noi facciamo parte di un’alleanza nella quale ci piacerebbe essere coinvolti di più. A Torino o Bologna o Napoli vedrei bene un candidato o una candidata di Italia Viva. Se poi qualcuno vuole farci fuori dalla coalizione dovrebbe dircelo, non alimentare voci su una nostra inesistente fuga verso la destra».
(Come no! Ci fidiamo tantissimo di Ella e del Circense!)
Il governo Draghi alle prese con chiusure ed emergenza vaccini: nella sua azione rintraccia la discontinuità in nome della quale avete fatto cadere Conte?
«Nell’azione sicuramente, a cominciare dall’arrivo del generale Figliuolo o nei cambi strategici al Mef, all’Ambiente, alla Giustizia.
Vaccini, Recovery, crisi economica: c’è una svolta vera e la presenza di Draghi al Consiglio Europeo è un salto in avanti importantissimo. Lo stesso Draghi in Parlamento ha detto che siamo al lavoro sui vaccini per “recuperare i ritardi dei mesi scorsi”, nel segno della discontinuità».
(Ecco il "Bugiardismo" emergere, come sempre d'altronde! Con l'arrivo del Dragone tutto sembra migliorato! Come no! E' la classica metodologia dei tempi, per fortuna andati, dove l'evidenza veniva costantemente sbeffeggiate dall'imperante Ballismo)
Due mesi dopo la crisi: ritiene che la gente abbia capito i motivi del siluramento di Conte e che ciò vi abbia portato maggiori consensi?
«Non abbiamo avuto più consensi. Ma abbiamo fatto la cosa giusta. Fare politica pensando solo all’immediato e al consenso significa cedere al populismo. La narrazione della crisi è stata a senso unico e ci ha dipinto come irresponsabili. Verrà il giorno in cui si riconoscerà che il nostro è stato un servizio all’Italia».
(Cara la mia Bella Etruriana, non solo non avete avuto più consensi, ma, come i panda, avvertite molto prossima l'estinzione. E allora sarà enorme Torcida!)

mercoledì 24 marzo 2021

Freschezza culturale

 


Ohi Ohi!

 


Giudizi etruriani


 

Sempre delicata come solo lei sa fare, nettare della buona politica, esempio eclatante di quanto personcine della sua statura, possano aiutare l'intera nazione, la zarina etruriana ha giudicato l'operato di Scanzi, vaccinatosi in anticipo per una non meglio precisata lista salva vaccini prossimi allo smaltimento, perché avanzati ed in scadenza.
Premesso che sevfossi stato al posto di Scanzi non mi sarei vaccinato, quello che reputo squallido è che giudizi di questo tipo scaturiscano da un'adulante della poltrona com'è Ella, che per farsi rieleggere alla Camera dovette migrare a Trento, visto che dalle sue parti non l'avrebbero votata, probabilmente, neppure i secondi cugini. Che al tempo dello sfarzoso ministero, incontrò vertici di banche per agevolare, pare, la vicenda giudiziaria del su' babbo.
Non difendo Scanzi, ci pensa già lui al meglio; difendo, pur se di default non c'è affinità tra la vicenda vaccino scanziano e il comportamento politico oramai decennale della mnemonica, la validità della principale regola di chi vive sul costantemente sul proscenio: agire, sempre ed in ogni caso, nel rispetto della collettività.

L'Amaca


 Chi ha risarcito i nostri antenati?

di Michele Serra

Nel delicato e inevitabile tira e molla sui ristori, i risarcimenti e i vari soccorsi pubblici a disposizione di chi è stato messo in difficoltà dalla pandemia, un poco dispiace sentire, quasi in ogni tigì, rappresentanti di categoria lamentarsi perché i quattrini in arrivo non coprono la perdita subita, se non in parte.

Ci si domanda chi abbia risarcito i nostri nonni, i nonni dei nostri nonni, e indietro nel tempo fino all’uomo di Cro-Magnon, dei lutti e dei rovesci indotti dalla caterva di guerre e pestilenze che affliggono l’umanità da quando esiste. Ve lo dico io: zero risarcimenti, e un sospiro di sollievo se si era ancora vivi e con un po’ di pane in dispensa.

Mi permetto di dire che tra le tutele inesistenti del passato e quelle magari insufficienti e però consistenti di adesso, c’è un lungo percorso politico, di assistenza pubblica e di solidarismo organizzato, che fa di noi, oggi, dei figli di un dio maggiore (lo Stato! Il Welfare! L’Europa!).

Pretendere che TUTTO quello che è stato perduto a causa della pandemia ora piova dal cielo, è abbastanza protervo e parimenti sciocco: la sfiga esiste, per dirla in parole povere eppure ricche di significato. Esiste per tutti, esiste da sempre, così come non esiste il diritto alla fortuna, alla ricchezza, al reddito invariato nei secoli.

Ci sarebbe da aggiungere, volendo, che alcune delle categorie più indignate per l’esiguità dei ristori sono le stesse che hanno contribuito più pigramente (diciamo così) a fare cassa comune, ovvero a pagare le tasse in proporzione agli incassi.

Avessero almeno l’eleganza di fare finta di niente, sarebbe meglio.