domenica 21 marzo 2021

Tentativo da vanificare

 


Per chi come me lo osserva da decenni, la goliardiata dell'Assemblea di Italia (Semi) Viva, rappresenta uno snodo tra la scomparsa del mattacchione e il suo rientro nel PD.
Partendo dal dogma che l'Egoriferito non faccia mai nulla per la collettività, la sua ridanciana proposta di Primavera delle Idee, quanto mi scompiscio, è il pertugio dell'allegra brigata per cercare il ritorno alla "Figliuol Prodigo" per intenderci, visto che sondaggi impietosi al momento, stanno incamminando Italia (Semi) Viva verso l'estinzione (2,2% neppure Calenda è più basso)
Il nuovo segretario del PD Letta incontrerà la prossima settimana il Pifferaio Scaltro; spero che sia un incontro deontologicamente dettato dall'educazione politica, null'altro; partendo dal ricordo del famigerato "Enrico stai sereno", Letta dovrà prepararsi molto per non obnubilarsi difronte al Saltimbanchista Magico, capace d'intortare chiunque, di vendere i famosi frigoriferi agli eschimesi.
Il rientro di tre italo(semi)vivi (politicamente naturalmente) nel PD, agevolato dall'amichetto Kedrion-Marcucci, conferma la temibile ipotesi del tentativo di tutta la brigata del Ridanciano di uscire dalla sabbie mobili oramai al mento (politicamente parlando) per ritrovare vitalità nel partito da loro stessi sfaldato, annichilito, evaporato assieme all'eredità che gli antichi padri lasciarono, sognando per la progenie un futuro diverso, certamente non guidato da un segretario di tale bassezza che altri non fu che l'Ebetino.
Sta a Letta evitare che quest'anomalia avviluppi l'intero PD, col ritorno di intrighi, sottoboschi (a proposito di boschi! Enrico fai che quella figura ingombrante non risvolazzi nelle stanze del partito, ti prego! RIcorda che dovette andare a Trento per farsi rieleggere, visto che dalle sue parti non l'avrebbero votata neppure i banchieri) e i classici "dire-non dire" in salsa orfiniana per infangare qualcuno al fine di sovrastarlo politicamente.
Se Letta fosse in grado di operare una netta dicotomia tra i falsi pidini sognanti regni con Pregiudicato e company, e ce ne sono ancora tanti dentro il partito a partire appunto da Kedrion, e coloro che sognano un partito senza fronde, correnti, riformista, capace di collaborare con la "persona per bene" attualmente rifondante un Movimento completamente uscito di testa, il beneficio che ne scaturirebbe, si tramuterebbe in balsamo benefico per tutto il Paese, ancor oggi annichilito dagli sconquassi della nefasta Era del Ballismo.

Ragogna

 


Slap, Slap, Slap!

 

La torcida dei giornali: “Da lui parole di verità”
di Marco Franchi
Era adorabile quando taceva, figuratevi ora che parla. La conferenza stampa di venerdì sera del premier Mario Draghi è stata convincente, per tanti giornalisti quasi un’esperienza mistica. Il giorno dopo sui quotidiani italiani è una grande torcida, un boato da stadio latino-americano. Qualcuno, con scarso senso del ridicolo, si è complimentato per il superbo standing di Draghi definendolo “molto poco italiano”, senza sapere di aver fatto il verso al leggendario Stanis La Rochelle, l’attore mitomane di Boris. La sbornia è grande: le groupies del premier hanno appena assistito al più bel concerto della loro vita.
Repubblica. Titolo sobrio: “Concretezza, emozione, zero retorica. Sugli schermi il format della verità”. Incipit adorante: “Il format Salva Italia è al tempo stesso modesto e superbo. È quello di un premier che parla ai cittadini senza enfasi e senza retorica, ma con la serena concretezza di chi è abituato a trovare soluzioni, non a conquistare consensi. E ascoltandolo capisci che quest’uomo, Mario Draghi, ti sta dicendo la verità, e quando non sa qualcosa lo dice chiaro e tondo”.
La Stampa. Titolo dell’editoriale in prima pagina: “Pragmatismo di governo”. Draghi si innalza molto al di sopra delle miserie della politica italiana: “Delle sue risposte, colpiva lo stile assolutamente freddo, pragmatico, rivendicato più volte. E lo statement di chi si può consentire di parlare spesso al telefono con Von der Leyen e Merkel, concordando in alcuni casi e in altri dissentendo, quand’è necessario”.
Huffington Post. Il titolo pare quasi polemico (“Draghi, la maledizione delle tenebre”) ma è un abbaglio, subito chiarito nel catenaccio: “I partiti ci riprovano con le sabbie mobili, ma Draghi segna un cambio di passo: conferenza stampa in stile europeo, parole di verità. Il cemento è lui”. Parole di verità! “La differenza, rispetto al noto format, è proprio Draghi che, col favor delle tenebre, tiene, semplicemente, una conferenza stampa in stile europeo, non una filippica sudamericana. Sobrio, asciutto, senza blabla e latinorum da azzeccagarbugli a favor di sondaggio, lascia parlare i ministri, risponde in tempi, appunto, europei. Con competenza tecnica, ma anche con una certa abilità tutta politica nella ricerca di una ‘connessione’ con l’opinione pubblica”. Un fenomeno: “Breve e chiaro, in fondo molto poco italiano nella scelta di un registro icastico nel paese del melodramma. Funziona perché Draghi è così, non fa così su suggerimento degli spin doctor”.
Corriere della Sera. “Un trauma salutare”. Cin cin. “La conferenza stampa poteva finire per accreditare l’idea di continuità con un passato caotico”. Giammai. “Ma questa immagine distorta è stata corretta in un’ora di risposte su tutto, dai vaccini al Quirinale, ai rapporti con le Regioni e con la Commissione europea. Risposte rapide, nette, a domande tutt’altro che addomesticate”. Dieci e lode: “La sensazione complessiva è stata quella di una persona molto sicura di sé e di quello che deve fare; e anche per questo in grado di trasmettere fiducia a un’Italia che la miscela di crisi economica e pandemia rende spaventata e disorientata”.
Il Foglio. Condonao meravigliao: “Svolta da seguire di Draghi: usare i condoni per denunciare le inefficienze dello Stato”. Massimi sistemi: il pubblico è brutto e cattivo, il privato che evade va ricompensato, ma per educarlo. Il Draghi del Foglio è un visionario: “Occorre provare a cambiare paradigma e provare a parlare non tanto della furbizia degli italiani, quanto del fallimento dello stato (…). Lo stato si mette a nudo ma non per farsi fregare: solo per provare a migliorare”. Come no.

Dragon Travagliato

 

Dragon Ball
di Marco Travaglio
Problema: il Governo dei Migliori riesce a resuscitare i No Vax dall’agonia, a infilare nel Cts un esperto un po’ meno autorevole del Divino Otelma e a impiegare un mese per fotocopiare il dl Ristori-5, chiamarlo Sostegni-1 e aggiungerci un condono che non porta un euro allo Stato, anzi ci costa 200 milioni, ma fa litigare la maggioranza e costringe Draghi a rinviare il Cdm e la prima conferenza stampa di tre ore. Che fare per evitare brutti pensieri sul Governo dei Peggiori? Soluzione: spacciare il cattivo per buono, il vecchio per nuovo, il brutto per bello; sostituire i pianti coi sorrisi, i fischi con gli applausi, le pernacchie coi peana; e, se proprio non c’è niente da ridere, attribuire la vaccata a padre ignoto, al caso, al fato, o dire che abbiamo limitato i danni. Tipo che l’attacco alle due Torri e al Pentagono poteva andare peggio perché la Casa Bianca è rimasta in piedi.
Ritardi buoni. Ricordate tutte le menate sui ritardi di Conte, le conferenze stampa durante o dopo i tg, i Cdm col favore delle tenebre? Ora con Draghi è tutto diverso: “Le tre ore di ritardo hanno rischiato di proiettare sul suo esordio le ombre del passato”, “di una coalizione litigiosa”, ma niente paura: colpa di “una lunga trattativa, soprattutto con la Lega” e altri partiti “miopi” che non hanno ancora capito “la fase nuova apertasi nel Paese” (Massimo Franco, Corriere). Litigano e ritardano pure questi, ma per un piccolo problema di diottrie. E comunque a fin di bene.
Incertezze buone. Un altro premier, uno a caso, che ripetesse “vediamo”, “vedremo”, “si vedrà”, “aspettiamo”, “non so”, “questa domanda mi trova impreparato” sarebbe accusato di non rispondere ed essere incompetente. Lui invece dà “risposte rapide, nette, volutamente ipersintetiche”, “persona molto sicura di sé e di quel che deve fare”, lontano dal “passato caotico” (Franco); “capisci che ti sta dicendo la verità, quando non sa lo dice chiaro e tondo”, “solida fede nel pragmatismo e nell’efficienza”, “ti parla da pari a pari” (non a dispari) dal “palcoscenico sobrio”, “non si crede il salvatore della patria”, ma il suo “format Salva Italia è al tempo stesso modesto e superbo” (Sebastiano Messina e la sua lingua, Repubblica).
Debito buono. Da quando Draghi svelò che “c’è un debito buono e un debito cattivo” (sai che scoperta), appena il governo Conte faceva debiti per ristorare le categorie penalizzate, tutti strillavano al “debito cattivo”: reddito di cittadinanza e di emergenza, “bonus a pioggia”, “Sussidistan”. Il debito buono erano i soldi alle imprese e quello cattivo i soldi ai poveri. Ora Draghi acciuffa i 32 miliardi lasciati lì da Conte e, come lui, li destina alle imprese e ai poveri, perché “nel 2021 i soldi si danno, non si chiedono”.
E i fischi diventano applausi. Il debito degli altri è cattivo, il suo è buono.
Condono buono. Draghi non lo vuole, ma poi cede a Salvini che minaccia l’addio della Lega. Quindi: “Draghi ha saputo imporsi su una recalcitrante Lega, aiutata da FI”, “una vittoria per l’ala sinistra”; e poi
“Draghi lo chiama per nome, viva la sincerità” (Francesco Bei, Rep). Ecco: se fa il condono per darla vinta al centrodestra (col demenziale appoggio 5S), vincono Draghi e il centrosinistra che non lo volevano; e per trasformare un condono da cattivo a buono basta chiamarlo condono. Se uno, puta caso, rapina una banca, la chiami “rapina” e viva la sincerità.
No Vax buono. Ema dice che Astrazeneca è sicuro. Ma Draghi si accoda alla Merkel e lo sospende per 3 giorni, finché Ema ribadisce ciò che diceva 72 ore prima. Risultato: disdette fino al 10%. Ghisleri (Stampa): “Scende la fiducia nelle immunizzazioni, l’effetto Astrazeneca allarga il partito No Vax: 1 italiano su 5 contrario o tentato dalla rinuncia, 60% dubbioso”. Pagnoncelli (Corriere): “Il 52% è pronto a farlo subito”, quindi il 48% no. Numeri devastanti, altro che vaccinare tutti entro l’estate. Ma basta un giochetto per farli sembrare irrisori. Rep: “Poche disdette”, “appena uno su 10 ha dato forfait”. Corriere: “Riparte la corsa, disdette sotto il 10%”. Che saranno mai 5 milioni di No Vax nuovi di zecca.
Sovranista buono. Baciata la pantofola della Merkel, Draghi attacca l’Ue: “Se il coordinamento non funziona, andiamo per conto nostro”. A parte il fatto che non si capisce che vuol dire “andare per conto nostro” sui vaccini (li fabbrica lui? Li compra? E dove?), un altro verrebbe accusato di sovranismo da Italexit. Invece Lui è un “europeista pragmatico”, “approccio realista senza inutili condiscendenze verso l’Ue e senza bisogno di baciarle ogni volta la pantofola”. Il che non vale per “il filo-Putin Salvini o l’ala ‘cinese’ del precedente governo” (il famoso Xi JinConte). Quindi una cosa non è giusta o sbagliata in sé: dipende da chi la dice.
Mes cattivo. Sul Mes dice che è un debito, per giunta non conveniente con questi tassi: stesse parole ripetute da Conte&C. per un anno. Ma Lui è diverso: “puro pragmatismo, senza veleni ideologici”, “cambiamento di stile e di linguaggio oggettivo” (Franco).
Cazzaro buono. Dimettendosi dal Cts appena nominato per le risate sul suo “sistema previsivo” sballato, l’ingegner Gerli svela chi l’ha chiamato: “Ringrazio la Presidenza del Consiglio per la nomina”. Meglio fare i vaghi con titoli da notizia di colore. Rep: “E nel Cts arriva l’ingegnere che sbaglia tutte le previsioni”. Ecco: non è Draghi che l’ha nominato, è lui che è “arrivato” con mezzi propri. L’avrà portato la cicogna.

sabato 20 marzo 2021

Idealizzazione




Balordi protetti

 


M'intriga vedere film su grandi crimini del passato, leggere di Al Capone e soci, inorridire per le gesta di poveracci sbattuti in cronaca nazionale per furti ad uffici postali, maldestri come loro che per necessità, essendo piombati nella più assoluta povertà, campiono delitti, sempre esecrabili naturalmente. 

Invece ad uno come quello in foto, Gianni Zonin ex presidente della spelonca inchiappettante chiamata anche Banca Popolare di Vicenza, reo di essersi fumato sette miliardi, diconsi sette miliardi signori e signori, di risparmi di un'abnorme quantità di innocenti, si parla di quasi centomila persone; ad uno come costui cosa riserva al cosiddetta giustizia del nostro stato? Sei anni e tre mesi ma, attenzione o voi tutti garantisti di 'sta ceppa, Ebetino compreso: ma, pare che la solita, arcinota, adulata, ammirata, Madonna Prescrizione interverrà anche in questo frangente, per allontanare la galera, ed intendiamoci: uno come costui dovrebbe marcire in galera se vi fosse giustizia, avviando Zonin verso una sana, tranquilla e sfarzosa pensione. 

A Zonin e brigantaggio accluso, sono stati condannati altri ribaldi componenti il cosiddetto consiglio d'amministrazione, vien da ridere a definirlo così, la corte ha disposto la confisca di 963 milioni di euro - come no! Andiamoli a prendere! Dai che sicuramente li avranno già imballati per il trasporto! Che celere e degna giustizia abbiamo qui ad Alloccalia! - riconoscendo i reati di falso in prospetto, ostacolo agli organismi di vigilanza e aggiotaggio. I miasmi dei cosiddetti "garantisti" già si odono dalle parti delle loro paludi. "E' solo il primo grado di giustizia, occorre aspettare la sentenza definitiva!" Ma certo vostre grazie, sicuramente eccelsi illuminati! Per il primo grado sono passati 6 anni, la prescrizione incombe e libererà tutti, che facciamo? Per il secondo grado vuoi che non trascorrano almeno tre anni? E altrettanti per la cassazione! Chissà che risate si staranno facendo tutti gli impuniti nostri connazionali! Quali sfottò lanceranno sommessamente a noi coglioni patentati che corriamo alle poste per riuscire a pagare in tempo la bolletta del gas! Che scompiscio generale avverrà nelle loro dorate dimore damascate! Centomila truffati da questi ipotetici orchi famelici, afferranti le stesse vite di risparmi di persone per bene che si fidavano dell'istituzione bancaria, affidandogli il proprio tesoretto garantente loro una serena vecchiaia! 

"Caro, ma siamo sicuri di dargli tutti i nostri risparmi?" - "Certo tesoro. Ho parlato col vice direttore e mi ha detto di star tranquillo, e se lo dice lui che è vicedirettore, di che dobbiamo preoccuparci?"

Così funziona in queste lande, perbenismo e alterazione perpetua della realtà mediante orari d'informazione subdoli e proni, han permesso di non generare nella collettività, sentimenti sani di sollevamento popolare, alla "cinque giornate milanesi" per intenderci; mansueti e silenti ci facciamo scorrere sopra, saporosamente, notizia del genere senza che alcunché scuote coscienze sonnolenti ed adipose. Attorno a noi intanto squali famelici proseguono nella loro azione brigantesca, riveriti ed ossequiati come se fossero brave persone. (Non sono tutti così ci mancherebbe, ma questo sistema sembra basarsi più sulla disponibilità a delinquere che a curare gli interessi della collettività. Almeno cosi sembra, vero Zonin?)   

Anto'

 

Il Santo Draghi e i suoi cantori, ed è subito satira
di Antonio Padellaro
Il nuovo governo è una manna per la satira, quella autentica, come ben sanno i lettori del Fatto che ogni giorno possono deliziarsi con Mannelli, Natangelo, Vauro (declinati in rigoroso ordine alfabetico per evitarmi dolorose ritorsioni). A fornire loro inesauribile materia viva non è tanto il premier quanto l’incensamento del premier da parte della stampa patriottica, così focoso e impetuoso da rappresentare un inedito genere letterario. A cui appartiene di diritto anche la striscia che pubblica Internazionale, firmata dottor Pira, con un Mario Draghi che attraversa i muri come Superman, entra in un bar, sorbisce il caffè, poi ringraziando esce dalla parete opposta mentre la barista esclama: com’è determinato! Questa settimana il Mario Draghi in punta di matita, rivolto alla commensale indecisa sul menu, le consiglia: prendi la pastasciutta è buona. E mentre il supereroe infrange l’ennesimo muro, lei estasiata e con le forchetta in mano ringrazia: è vero Mario Draghi, è buonissima!
Alla satira involontaria della realtà appartiene l’Alberto Giovanni Gerli, ingegnere padovano, arruolato nel nuovo Comitato tecnico scientifico e poi dimesso nello spazio di un mattino. Giusto il tempo di verificarne la caratura tecnico scientifica: una serie di modelli statistici davvero incredibili visto che sul Covid di previsioni non sembra ne abbia azzeccata una. Purtroppo, di tale prodigio nell’avvenuta lottizzazione politica del Cts nessuno si assume la paternità (forse anche per un suo video pazzerello divenuto assai virale, per restare in tema). Neppure Matteo Salvini che ora sostiene di non averlo “mai visto né conosciuto”, ed è un vero peccato perché sulla comune radice scientifica leghista avremmo giurato. Se alla vignettistica il Gerli partorito dal cosiddetto governo dei Migliori forse non si presta essendo egli stesso una vignetta vivente, c’è dell’umorismo nel travolgente entusiasmo di illustri commentatori per le recenti nomine governative, a prescindere, come direbbe Totò.
È bastata infatti la semplice imposizione delle mani del premier sulle persone del generale Figliuolo, del nuovo capo della polizia Gabrielli, e del nuovo responsabile della Protezione civile Curcio, perché le cheerleader del draghismo andassero in un brodo di giuggiole. Così, a capocchia, anzi ad linguam, non avendo i prescelti avuto il tempo di produrre alcun risultato verificabile nella realtà. Un puro miracolo della fede, che un autorevole direttore laico, impressionato da cotante stellette, ha definito in televisione “un importante cambio di passo”. Dopodiché con andatura marziale, uno-due-uno-due, ha invaso la Polonia.