Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 29 agosto 2020
L'Amaca
Commento Padellaro
venerdì 28 agosto 2020
Lo sospettavo pure io!
Ha pienamente ragione Selvaggia Lucarelli: sembrerà strano, ma lo avvertivo anch'io e mi sforzavo di non crederci, sobillando i canonici "dai non può essere! Ma è impossibile!" ed invece no, s'avverte in aere un impercettibile, un rivolo di maleodorante e nauseante possibilità, ovvero che nel mondo dorato degli influencer, dorato lo scrivo per uniformarmi al pensiero comune, in realtà lo considero un mondo di merda, pare stia rullando una nuova moda, una swappante tendenza, un rigurgito di idiozia che potrebbe risvegliare alcuni progetti delle stelle sulla nostra definitiva estinzione: aprite bene le orecchie, non sto vaneggiando, non sono in balia di alcool. Se andate a visitare i social e cercate questa poltiglia ansimante a sconti, ingressi liberi, consegna omaggio di prodotti, vi accorgerete che... che ... mi è difficile dirlo e appena riuscirò a trasmettervelo, credetemi, sobbalzerete anche voi... dunque è oramai evidente che molti facciano del loro contagio un must, un emblema, uno status! E guardando questi imbelli impomatati seguiti da migliaia di.. di... enormi babbani si riesce a comprendere che, dopo l'annuncio finto rammaricato, subitaneamente subentra la peripatetica loro arte di reclamizzare qualche prodotto al fine di marchettare ulteriormente!
Scusate se esagero ma il medico mi ha detto di non trattenerli: influencer contagiati e reclamizzanti al contempo prodotti: ma vaffanculoooo!
Questi abbietti alla ragione osano, dopo essersene sbattuti altamente delle prescrizioni, osano ridicolizzare il loro stato, quasi dileggiante il Covid, dimenticandosi della strage dei mesi scorsi, delle famiglie immerse ancora nel lutto per la perdita dei loro cari, di cui han perso le tracce appena usciti di casa e da cui non si sono potuto nemmeno congedarsi nel suffragio!
E questi imbecilli luccicanti, truccati, impomatati, smerdano la ragione comune, il buon senso, ridacchiando gallinaceamente e propinando prodotti di bellezza che non servono ad una minchia ma che altresì costano l'iraddiddio, perché se un prodotto costa tanto, ci hanno inoculato il concetto, è perché sicuramente agisce al meglio, garantendo quella lucentezza bovina, quella pelle esente da rughe, e tutte le altre panzane ad uso di culturalmente sprovveduti.
Ma ri-vaffanculo! Non voglio più niente a che fare con questi simili, sono sbigottito nell'avvertire questo progressivo cretinismo, tremo nell'incapparmi in questi ninnoli del nulla, indaffarati allo stremo nell'inanellare un nano-ragionamento, un concetto impercettibilmente presentabile, una serie di ragionamenti che difficilmente non potranno avviarsi che verso la solita brodaglia inconsistente generante una visione della vita pusillanime, inficiata dal vuoto cosmico totale.
Se siamo arrivati a questo punto la colpa è anche la mia, vostra, di tutti. Abbiamo permesso che molti infangassero la dignità comune, il libero pensiero, il decoro. E forse, non potremo far altro che rimpiangere le occasioni passate in cui avremmo dovuto squassare il velo d'idiozia che oramai c'attanaglia sempre più. Sob!
Obbedisco Sora Cicoria!
Amaca
L’amaca
Il nazista normale
di Michele Serra
Se fossi nei panni del pizzaiolo nazista candidato per Fratelli d’Italia in quel di Fondi, invitato a togliere il disturbo per levare dall’imbarazzo la sua lista, mi chiederei: ma perché proprio io? Che cosa ho fatto di così grave definendomi omofobo, antisemita, naziskin, antidemocratico eccetera? Di quanti fascisti e nazisti pullula, con zero scandalo, la destra italiana, e mica solo i partitini conclamati, Forza Nuova e Casa Pound, anche i partitoni di massa come Lega e Fratelli d’Italia? Non era forse nazista quel Savoini che accompagnava il Salvini nelle sue trasferte moscovite? Non sono forse di Mussolini le frasette cazzute che lo stesso Salvini (che il povero Pansa definì, senza spreco di attributi inutili, "un fascista") utilizza per la sua propaganda?
A parte lo sparito Gianfranco Fini, quale altro fascista italiano ha provato a fare i conti con se stesso, la propria storia, le proprie chiacchiere e il proprio distintivo? Ci sono forse stalinisti residui — a parte qualche marginalissima macchietta — nella sinistra italiana? Si festeggia forse da qualche parte il compleanno di Stalin, o di Pol Pot, o di altri macellai "di sinistra", così come si inneggia serenamente al macellaio Mussolini in tanta destra bene inserita nelle assemblee elettive, con nipoti e discendenti a vario titolo che usano quel cognome tragico come marchio di garanzia?
C’è un prezzo da pagare alle proprie tragedie. Un album di famiglia che è pesante aprire, perché molte pagine sono macchiate di sangue. Quel prezzo la sinistra italiana l’ha pagato, la destra no. Il pizzaiolo nazista di Fondi merita comprensione, ha solamente creduto — guardandosi attorno — di essere normale.

