mercoledì 22 luglio 2020

Robecchi


mercoledì 22/07/2020
PIOVONO PIETRE
Stati Uniti. Da impero a Circo Barnum: la realtà ormai ha superato la fantasia

di Alessandro Robecchi

Ammetto di non aver studiato a lungo, ma mi pare di aver capito che l’unica abilità riconosciuta di Kim Kardashian sia usare in modo creativo il cospicuo sedere, oltre ad avere un marito, tale Kanye West, di professione rapper, candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Del quale – all’inizio distrattamente, ma sempre più avvinto secondo dopo secondo – ho visto un comizio elettorale in cui promette (tra altre cose, non tutte comprensibili) un milione di dollari a chi concepisce un figlio. Niente male: se aggiungesse uno yacht e una tenuta agricola in Arkansas sarebbe un buon incentivo alla natalità (ci metterei anche un mitra M16, non di peluche). Troppo facile prendersela con mister West, e va detto che la storia americana è piena di questi candidati “indipendenti”, pittoreschi, caricaturali. I più anziani e i più rockettari ricorderanno le numerose candidature di Jello Biafra, cantante dei Dead Kennedy’s (eccellente gruppo punk californiano) che aveva nel suo programma campi da golf nelle prigioni federali e nuove divise per la polizia: da clown. Un dadaista, insomma.

Ora c’è un piccolo problema: che le distanze tra lo sberleffo situazionista e quelli che ci credono veramente si sono assottigliate fino a scomparire, e questo anche per merito di un presidente in carica, Donald Trump, che ogni giorno pone il mondo davanti al dilemma classico: è matto o finge di? Insomma, con quale diritto sghignazziamo davanti a un rapper se a capo del mondo, con la valigetta dell’attacco nucleare, c’è uno che dallo Studio ovale fa pubblicità ai fagioli di cui la figlia è testimonial? O che teorizza le iniezioni di candeggina contro il Covid? O che… il povero Donald è costretto a inventarsene una al giorno, un po’ come qui (in sedicesimo) sono costretti a fare alcuni bei tomi sovranisti che tifano per lui.

Per farla breve – e scusandomi con gli osservatori degli States che si sforzano di raccontarci quell’universo parallelo – bisognerebbe capire come diavolo è successo che l’America sia passata da colosso politico-militar-culturale che “ci ha colonizzato l’inconscio” (cit. Wim Wenders) a una specie di immenso circo con la donna barbuta, il cane che conta fino a otto, il presidente che vuole comprare la Groenlandia, un posto di matti armati fino ai denti.

Sempre casualmente, come per il comizio di Kanye West, si può inciampare nel sito di Turning Point Usa, formazione studentesca di sostegno a Trump, e anche in quel caso bisogna affrontare qualche secondo di spiazzamento: è uno scherzo o dicono sul serio? A parte le solite fregnacce ultra-liberiste (per esempio la maglietta “Le tasse sono un furto”, che potrebbero attecchire anche qui presso i nostri liberisti alle vongole), ci sono cose assai interessanti, come il censimento (nomi, cognomi, foto) dei docenti universitari di tendenze liberal, vere liste di proscrizione e il divertente slogan “Il capitalismo aiuta i poveri”.

C’era un confine, una volta, tra la caricatura e la realtà, e ora pare che il confine sia scomparso, che follia ideologica e grottesco non siano più distinguibili. “Gesù mi ha detto di comprare un fucile mitragliatore” non è più una battuta alla Woody Allen, è quello che dicono (peggio: pensano!) in molti, la metamorfosi del paradosso in realtà è sempre spaventosa, e la percezione diffusa che si ha dell’America oggi è quella di una specie di manicomio a cielo aperto, dove quando si annuncia una pandemia globale la gente si mette in fila per comprarsi un mitra. Fa ridere, ma mica tanto.

Travaglio ricorda!


mercoledì 22/07/2020
Ricoveri Fund

di Marco Travaglio

Un’ondata di suicidi a catena, assembramenti nelle terapie intensive (di nuovo piene, ma stavolta per fegati rosicchiati) e corse verso i ponti e i viadotti più alti viene segnalata nelle migliori redazioni. Sono quelli che l’avevano detto.

“Conte pronto a svendere l’Italia. Vuole ricorrere al Mes, una trappola che ci consegnerà alla Troika” (Verità, 26.3).

“Inizia il dopo Conte” ( Giornale, 4.6).

“Il governo punta al Mes. Lo chiederà a luglio con Spagna e Portogallo” (Repubblica,14.6).

“Conte prepara il sì al Mes” (Messaggero, 20.6).

“L’Europa fa cucù a Giuseppi” (Verità, 20.6).

“L’Ue sbugiarda Conte millantatore” (Giornale, 20.6).

“Conte pensava di avere già in tasca 200 miliardi. Peccato che mezzo continente lo detesti: debole e indebitato. I soldi ce li daranno con l’elastico” (Pietro Senaldi, Libero, 21.6).

“Il gelo Merkel-Conte” (Corriere della Sera, 27.6).

“Scontro Merkel-Conte” (Messaggero, 27.6).

“Il governo e la sindrome di Rumor. La strategia del rinvio sistematico” (Marcello Sorgi, Stampa, 3.7).

“Conte inizia il suo tour in Europa rimediando solo porte in faccia” (Verità, 9.7).

“Il principio di realtà rifiutato”, “Conte si sta appalesando come uno dei più straordinari illusionisti della nostra storia. Ipnotizzata la sua maggioranza, annuncia, dice, si contraddice, rinvia alla fine poi ricomincia riportandoci al punto di partenza” (Paolo Mieli, Corriere della Sera, 10.7).

“Giuseppi punta tutto sul Recovery Fund, ma Merkel gliel’ha già smontato. Saranno 500 miliardi e non 750. Germania e Olanda gongolano” (Verità, 10.7).

“Accattonaggio europeo. Conte chiede l’elemosina. Col cappello in mano” (Libero, 14.7).

“Una stagione al tramonto”, “Nell’ottobre 2011 un episodio ‘umiliante’ segnalò la perdita di credibilità di Silvio Berlusconi e del suo governo in Europa… I sorrisi ironici che Merkel e Sarkozy si scambiarono, seguiti dalle risate in sala, produssero sconcerto in Italia… Berlusconi fu indotto a dimettersi… A Berlino è accaduto qualcosa che sembra suggerire una certa analogia con quel lontano episodio… al termine del colloquio tra Merkel e Conte… Nessun sorrisetto, ma sembra prevalere di nuovo la sfiducia verso chi governa in Italia… la diffidenza e il sospetto… L’assetto politico di Roma suscita crescenti dubbi tra i nostri partner… Autostrade può essere l’incidente su cui il governo inciampa. Una stagione politica si sta concludendo… L’esaurimento del Conte2 è sotto gli occhi di chiunque voglia vedere” (Stefano Folli, Repubblica, 15.7).

“Sul ring europeo con le mani legate”, “L’Italia non potrebbe arrivare peggio preparata al vertice europeo… Governo e classe politica hanno fatto il possibile per danneggiare le nostre capacità di negoziare da una posizione di credibilità… La gran confusione sul Mes non ha migliorato la nostra attendibilità… La debolezza politica di Conte è un altro elemento di vulnerabilità per l’Italia. Qualsiasi impegno che il premier potrà pronunciare sarà sempre visto col beneficio del dubbio sulla durata del governo… Il sovranismo economico riscoperto da Conte è stato, forse, l’errore più grave di tutti. Alla Merkel che suggeriva di prendere in considerazione il Mes, il nostro premier ha risposto: i conti in Italia li faccio io. Sbagliato… È stato proprio questo atteggiamento che ha spinto tedeschi e francesi, che pure avevano proposto il Recovery Fund, a dare credito alla richiesta dei ‘frugali’ di lasciare ai governi, e non alla Commissione, l’esercizio della condizionalità sull’elargizione dei fondi” (Andrea Bonanni, Repubblica, 17.7).

“Ue, l’Italia all’angolo”, “Processo all’Italia. L’Olanda guida l’accusa: ‘Non ci fidiamo più’” (Repubblica, 18.7).

“Conte Dracula. In Europa rischiamo di restare a secco”, “A questo governo i soldi dell’Europa fanno schifo” (Alessandro Sallusti, Giornale, 18.7).

“L’Ue non dà i soldi perché non si fida di Conte. Voi al suo posto cosa fareste? Spaventano le politiche dei grillini: nazionalizzazioni e assistenzialismo a pioggia” (Libero, 18.7).

“La Merkel ci usa per giocare la sua partita. Viene descritta come la nostra paladina, ci concederà poche briciole” (Claudio Antonelli, Verità, 18.7).

“Cosa abbiamo fatto per meritarci questo? Dopo il Cazzaro verde, abbiamo il Cazzaro con la pochette! In pratica l’Ue ci ripresterebbe una parte del nostro contributo al budget Ue (15 mld l’anno)… per evitare il crack, Conte sarà costretto a chiedere all’Ue un prestito. E a quel punto l’Italia ha la troika in casa. Una vittoria di Pirro che il Conte Casalino proverà a rivenderla come un trionfo… (per finire nella merda)” (Dagospia, 20.7).

“Conte viene gonfiato come una zampogna a Bruxelles” (Dagospia, 20.7).

“Grazie per gli spicci. Dopo aver calato le braghe davanti ai ‘frugali’, Conte esulta” (Dagospia, 21.7).

“Conte si fa fregare: invece di avere aiuti dall’Ue otterrà altri prestiti” (Libero, 21.7).

“Merkel e Macron salvano l’Italia. I soldi arrivano (200 miliardi), ma non è merito del governo: decisive le posizioni di Francia e Germania” (Alessandro Sallusti,Giornale, 21.7).

Dai, su, non fate così: andrà peggio la prossima volta.

Posticipo



Ragogna



Appunti da Bruxelles



martedì 21 luglio 2020

Rosica Cazzaro, rosica!



Daje Cazzaro! Rosica più forte che puoi! Sei la nostra delizia, il nettare quotidiano che ci agevola nell'intravedere come potremmo ridurci se lasciassimo all'invidia, al rancore e al rosicamento di prendere possesso delle nostre menti! 
Daje Cazzaro! I tuoi tweet sono medicamenti portentosi, agevolanti a superare le difficoltà.
Daje Cazzaro! Solo l'immaginarti al posto del Premier a dialogare con l'Europa ci infonde una ridarella scompisciosa che fortifica l'umore! 
Daje Cazzaro! Rosica, rosica!    

Se...


Certo, col senno di poi si fa poca strada, figurarsi col "se"! E non voglio neppure parlare di vittoria, anche se credo che lo sia stata, riferendomi alla quattro giorni del Premier a Bruxelles. Di vittoria infatti non se ne dovrebbe parlarne visto che, questo ci trasmette il momento difficile, dovremmo essere sulla stessa barca.
Ma c'è un aspetto a cui penso spesso: "se" per un'ipotesi nefasta e probabilmente definitiva, nel senso catastrofico, "se" al posto di Conte ci fosse stato qualcun altro? 
E' un pensiero alla Tafazzi questo, da martellarsi le gonadi, ma mi affascina immaginare che, "se" Bonaccini non avesse vinto le regionali emiliane-romagnole, probabilmente a Bruxelles ci sarebbe stato in questi giorni l'Elencatore Cazzaro e, chiudendo gli occhi, m'immagino, lasciando correre la fantasia, lo spettacolo a cui avremmo assistito. Lo vedo, lo vedo scendere dall'auto imbandierata dal tricolore, aggiustarsi panza e giacca, senza aver a fianco Casalino, che ammetto essere un vantaggio, per dirigersi verso la postazione della stampa internazionale per sciorinare uno delle centinaia di elenchi mandati giù a memoria a cui deve oramai la celebrità, percentualmente macabra: "L'Italia dall'Europa si attende un riconoscimento in denaro per quanto ha fatto per l'Europa e lo deve ai nostri
- lavoratori
- pensionati
- miliatari
- linotipisti
- sgranatori di rosari
- imprenditori del nord
- produttori di menta, essenziale per i mojiti

 per cui auspico un pieno accordo con gli altri stati"

e via alle risa comunitarie da Angela a quel Rutte che vorremmo tanto oggi trovare in solitudine dentro una stanza insonorizzata. 

E di rinforzo a Bruxelles ci sarebbe stata pure la simil democratica Sora Cicoria, ad insegnar galateo e buone maniere agli astanti. 
Le riunioni sfiancanti: come le avrebbe affrontate il Cazzaro? 
Col cellulare sempre in mano, sparando centinaia di post su Twitter e compagnia cantante, magari con qualche gattino che ci sta sempre bene, e tutta la mieleologia insalubre distillata dal centro occulto che spara a nome suo nel web le frescacce quotidiane ad uso babbano. 
E magari alle due di notte, la rubiconda faccia barbuta sarebbe spuntata da un'epica carbonara con tanto di rutto allegato, per dimostrare ai proni quanto sia difficile la battaglia politica! E prima di coricarsi avremmo pure gustato delle sue preghiere notturne non si sa a chi rivolte, visto che non abbiamo notizia storica di un dio che plauda il razzismo e lo sfanculante allontanamento dei suoi figli minori su barcone.
Il mattino sarebbe iniziato rigorosamente con un elenco: 
"Buongiorno amici, buongiorno Massimo, ciao Barbarella, Ehilà Porro! Oggi ripartiamo con la lotta per il nostro popolo, stiamo soffrendo per:

- le casalinghe
- i falegnami
- i ristoratori 
- gli adoranti inginocchiati sui ceci
- i possessori di tre pensioni 
- quelli che hanno una discoteca
- quelli che frignano di default avendo partita Iva
- i notai
- i farmacisti
- gli angurai 
- gli amici del Papeete 
- per chi è mistero il pagar balzelli  
- gli sfrattati innocenti di Casapound 
- quelli che credono al dio Po 

A tutti buongiorno!" 

Nel contempo qui in Italia i Facci, i Porro, i Sallusti, i Gilletti avrebbero condiviso, commovendo i molteplici babbei con spezzoni tratti dal Gladiatore, infervorando cuori dissipati, evidenziando il sacrificio del loro amato, la sua cocciutaggine, l'effluvio di ragionamenti stordenti gli astanti! 
Sora Cicoria avrebbe ricordato a tutti come l'ora delle scelte irrinunciabili fosse giunta. "
Se" ci fosse stato lui ci saremmo divertiti, masochisticamente parlando. E avremmo bevuto non alla sua salute, solo per dimenticare.