venerdì 25 maggio 2018

Mattina Ranieri


venerdì 25/05/2018
IL COMMENTO
Matteo si fa parte civile (contro di noi)
METAFORE SCIVOLOSE - SE IL POPOLO ITALIANO È L’IMPUTATO, ALLORA L’EX PREMIER SI È SCHIERATO CON L’ACCUSA

di Daniela Ranieri

Mercoledì sera, pochi minuti dopo che il presidente del Consiglio con riserva Giuseppe Conte aveva bergoglianamente salutato dal Quirinale, nei cieli della infosfera è risuonato forte e chiaro un pigolìo: “Buon lavoro al Presidente incaricato #Conte. Egli si è proposto come l’avvocato difensore del popolo italiano: noi ci costituiamo parte civile”. Ovviamente, come si evince dalla fatua infantilità e dal blando umorismo dell’immagine, la dichiarazione era di Renzi, che era appena uscito dal tunnel delle metafore calcistiche e molto deve aver “rosicato” (usando l’espressione che l’ha reso famoso, lanciata contro chi secondo lui si rodeva dall’invidia per i suoi numerosi successi) davanti alla metafora leguleica (e telegenica) dell’avvocato Conte.

Ora, se Conte è l’avvocato difensore del popolo italiano in un processo intentato contro di esso, mettiamo, dall’Unione europea, allora è evidente che i soggetti del procedimento sono: il popolo italiano in veste di imputato; l’Europa in quanto accusatore. Chiunque in questo scenario si dichiarasse parte civile lo farebbe denunciando di aver subito un danno dal reato oggetto del processo, cioè dall’imputato. Quindi il Renzi-parte civile starebbe contro il popolo italiano, non a suo favore. Il che peraltro ci risulta da 4 anni, senza che lui stesse a rimarcarlo la sera in cui la sua stella è definitivamente eclissata. Ma lasciando stare queste tecnicalità, che evidentemente al Renzi laureato in legge non sono note, può darsi che l’ex “sindaco d’Italia” volesse viceversa dire che lui sarebbe parte lesa di un danno provocato dall’avvocato difensore al già imputato popolo (?!); in questo caso, Renzi sarebbe egli stesso “popolo”. Il che è semplicemente ridicolo, per 1000 giorni di esaurienti motivi. In effetti, nello stesso tweet, forse rendendosi conto della scemenza appena digitata, Renzi chiarisce: “Parte civile per verificare se realizzeranno le promesse della campagna elettorale. E parte #civile nel modo di fare opposizione”. Da qui si comincia a capire che l’uscita del Nostro di Firenze forse era tutta un gioco di parole per arrivare a dire che lui è civile (con l’hashtag) mentre Conte, noto black bloc, no. Ma letteralmente significa che lui Renzi tiferà e vigilerà affinché siano realizzate le promesse di Lega e 5S (flat tax, reddito di cittadinanza, espulsione degli immigrati etc.), il che cozza con la solenne dichiarazione di voler stare all’opposizione per precisa volontà degli elettori. Non se ne esce.

Piuttosto, degno di esame è l’atteggiamento della grande stampa di fronte al cortocircuito. Allarmatissima per il fatto che i barbari populisti stiano facendo un governo dopo essere stata allarmatissima per il fatto che non lo stavano facendo, oggi sfodera gli artigli contro questo “Signor Nessuno” (Repubblica), “abbastanza debole e grigio”, che “colpisce per la sua aria vagamente dimessa” (Rep.), ma davanti alle cui parole, che chiaramente “parlano alla pancia” (Rep.) di chi si sente vittima dell’Europa e delle banche (ma quando mai?), “viene da domandarsi… chi sono gli accusatori” (Rep.), o se addirittura “preludano a uno strappo antieuropeo” (Corriere), o se Conte si trasformerà da “difensore dei deboli a oppressore dei molti”, come Robespierre (La Stampa).

Bei tempi, quando non era parlare alla pancia ma “narrazione”, la promessa di andare “a battere i pugni sul tavolo” in Europa da parte di quello che toglieva istericamente la bandiera europea dal set delle conferenze stampa. Quando a rassicurare il Sistema c’era quello che era talmente parte #civile da regalare miliardi alle imprese, sperperare soldi pubblici a scopi elettorali, eliminare l’art.18 e far pagare al popolo 208 esami clinici prima gratuiti, giudicati “inutili” dalla ministra diplomata classica Lorenzin. Insomma, magari Conte si rivelerà un fantoccio, ma intanto, e non è poco, almeno non è Renzi.

Meditazione



Ragogna



giovedì 24 maggio 2018

Pazzesco!


Ma guarda questo ipotetico premier che al termine della giornata di consultazioni ha l’indecenza di incontrare i risparmiatori truffati, garantendo loro che verranno totalmente risarciti! 
Che vergognoso populista! Un tempo i risparmiatori truffati si creavano, adesso questo qui li rimborsa! Che indecenza!

Paraventismo


Ci casco continuamente, è un mio limite: discuto animatamente on line con chi vorrebbe convincermi di come questo presunto nuovo sia peggio del passato, già in via di dimenticanza.
Mi agito, annaspo, quasi mancandomi l'aria. Non ho mai detto di essere contento del governo gialloblu, non ho mai scritto o proferito complimenti a Salvini e ai suoi sodali. Ma tant'è casco e ricasco dentro al pentolone che altri han messo a cottura non accorgendomi, almeno fino ad ora, della nascita, dell'innalzamento come fosse un'isola vulcanica sorta dai marosi, del movimento di pensiero, non nuovo, che definirei Paraventismo. 
Non nuovo perché usato anni addietro dalla casta politica di riccastri che comunemente chiamavamo curia romana: gozzovigliavano, s'intrufolavano pro-loro dentro alle faccende politiche di casa nostra appoggiando il forte di turno, per i loro porci comodi. E quando venivano, giustamente, attaccati ecco che compariva il Paraventismo, cioè si rifugiavano rannicchiandosi dietro ai princìpi non negoziabili, di cui a loro non importava un'emerita ceppa, al fine di troncare ogni diatriba minante privilegi enormi che gli garantivamo, e che garantiamo loro tutt'oggi. 
Questo movimento di pensiero è ritornato in auge non appena molti, cullati dalla casta inamovibile politica, si sono resi conto che si, probabilmente, il rischio di cambiamento radicale con annesso abbattimento di agii non è mai stato così probabile come oggi, visto che il Presidente incaricato sta realmente formando un governo M5S-Lega. 
E allora eccoli, questi profeti del Paraventismo, rifugiarsi su altri princìpi non negoziabili: gli asili nido solo per bianchi ad esempio. Cazzo! Se così fosse m'incazzerei anch'io! Ma crediamo davvero che questa boutade si realizzi? Sarebbero così irresponsabili da legalizzare questa insana forma di razzismo. 
La flat tax: pensate davvero che trovino 80-100 miliardi per attuarla? 
E il reddito di cittadinanza? A parte che vige in tantissimi altri paesi molto più evoluti del nostro, mi domando lo stesso: non è umano, giusto, sensato garantire una somma di denaro mensile a chi s'impegna a trovare lavoro, con ampie garanzie che nel caso costui tentennasse, l'aiuto gli sarebbe immediatamente tolto? 
E quindi m'inalbero al pensiero di passare per un credulone, un rimbambito corrente dietro a chimere. 
E i paraventisti rigurgitano appellandosi alla falsità del programma. Umilmente al proposito chiedo: quante promesse elettorali dei passati governi si sono attuate? Mi dite la percentuale di realizzazione delle promesse dell'Ebetino? E del Puttaniere? 
Prendiamo ad esempio la lotta all'evasione fiscale, promessa da tutti, ma proprio tutti: chi l'ha mantenuta? 
Scoramento, abbattimento, depressione: a sentire gli strali dei paraventisti appollaiati dietro a razzismo, liberticidio, giustizialismo, mi s'accappona la pelle, mi vengono le squame, il prurito. 
Possibile che sempre, e da sempre, coloro che intravedono dei cambiamenti radicali del modo di far politica, di viverla non come mestiere ma come dovrebbe essere, servizio, possibile che devono passare per superficiali populisti ingrati? 
No, non è possibile continuare così. 
E riassumo una volta per tutte la mia posizione: 

Non mi piace far parte di una coalizione comprendente la Lega, pur riconoscendo che quest'unione sia frutto di una legge elettorale "razziale" creata ad hoc dall'Ebetino e dal Delinquente al fine di convolare a nozze eterne.

Sono molto perplesso su misure mancanti per convenienza politica dal manifesto programmatico: una legge seria, manca da vent'anni, sul conflitto d'interessi, la lotta all'evasione fiscale. 

Ho perplessità pure su come verrà gestito il problema profughi. 

Questi punti sono determinanti la mia presa di posizione futura, non scenderò a patti con chicchessia in merito. 
Sono però prostrato da questo agitarsi dei paraventisti, improvvidi cultori del passato, dell'abbietta modalità di far politica che da decenni sta affogando la nazione. 
Il paese fondato sulla corruttela, sull'amico dell'amico, sulle conoscenze, sull'inamovibilità è stato depennato dalla scelta dell'elettorato. 
Attendo di vedere i frutti governativi e da questi riconoscerò sicuramente la pianta, la sua matrice, la sua essenza. Senza paraventismi.  

In effetti



Macedonia