domenica 12 novembre 2017

Dixit


“La ’nrdrangheta, i suoi affiliati nel senso stretto, non sono in grado di riciclare in modo sofisticato; al massimo possono comprare un camion, edificare una casa di qualche piano. La cosa grave è che per riciclare c’è bisogno di avvocati, commercialisti, di esperti bancari di altissimo livello che non sono calabresi, ma lombardi, emiliani, svizzeri, tedeschi..”
(Nicola Gratteri - magistrato)

Ricordi



Differenze



sabato 11 novembre 2017

Sim Salman Bin!



Eccolo qui il rampollo reale dell'Arabia Saudita, l'erede designato Mohammed bin Salman! 
Giovane, amante del lusso più sfrenato, e ti pareva, il giovane ha iniziato a modernizzare teste ed editti in uno dei paesi più retrogradi e maschilisti del pianeta, da nessuno mai messo al bando per ovvie ragioni legate all'immenso fruscio di dollari proveniente da quelle parti. Chi si potrebbe infatti permettere di criticare, anche velatamente, un paese il cui reddito medio è un obbrobrio nonché uno schiaffo alla gran parte di umanità perennemente in affanno? 
Lo scatenato puledro ha anche arrestato una schiera di principi, uomini d'affari, dignitari di corte, accusandoli di corruzione. Non si conosce il numero preciso dei fermati, neppure il valore di denari ed azioni bloccati nei loro conti personali. S'ipotizza. E qui casca l'asino e le palle! 
Sapete dove sono rinchiusi gli arrestati? In prigione? Nooo! In hotel da cinque, sei, sette stelle! 
E quanto è stato bloccato dei loro possedimenti? Pronti? Cifre attorno agli 800miliardi di dollari! 
Ottocento miliardi di dollari! Riuscite ad immaginare una tale cifra senza avere dei mancamenti? 
Il piano del principe è chiaro, delineato e si chiama Vision2030: per una modica spesa di 2mila miliardi di dollari entro il 2030 l'Arabia Saudita si sgancerà economicamente dal suo oro nero, anche perché per quella data forse non ce ne sarà più, e forse anche questo pianeta, visto i dati derivanti dalla combustione sarà a quei tempi in agonia. 
In poche parole Salman ha cogitato molto in merito, capendo che un enorme fiume di denari è uscito dai forzieri dello stato sovrano finendo in golose tasche di magnati intenti da sempre ad accumular ricchezze. 
Ha bloccato le ricchezze, farà chiarezza e si porterà avanti con il progetto faraonico. 
Intanto noi umani continuiamo a pensare come sbarcar il lunario, progettando il nostro Vision2018, ossia un lido non troppo lontano da casa, dove raffreddar le terga nel nostro lievemente colibatterico mare, affittando il solito ombrellone comprensivo di  lettino. 

Ringraziamenti



Adepti indifferenti


La mancanza assoluta di schemi tipica di una disfida tra avventori pregni di Becks, l’assenza di tenacia, d’aggressività, di dignità unita all’incapacità di quell’oste prestato al calcio e travestito da CT da un bambolotto razzista, ci priveranno, probabilmente, del mese magico mondiale, della trasformazione in commissari tecnici di almeno una trentina di milioni d’italiani, delle grigliate estive pre partita, pullulanti di ignari/e interrompenti, ogni quattro anni, il sacro rito con domande tipo “scusate: mi spiegate una volta per tutte la regola del fuorigioco?” scatenanti, tra gli adepti, livori tipici della malavita organizzata; delle discussioni nei bar con dotte citazioni su calciatori sconosciuti, su virulente diatribe attorno ai vari 4-4-2, 3-4-3, estremizzate da alcuni vanitosi anche al 4-7-4.
Se da un lato scoccerebbe oltremodo l’esclusione degli azzurri, dall’altro ci rinfranca la certezza che molti degli attuali in formazione, tipo Verratti, con la stessa valenza di Orfini ad un convegno sui valori della politica, Parolo, che non giocherebbe neppure in una formazione rimaneggiata sammarinese, De Rossi al capolinea e il mistero egizio Bonucci, saluterebbero definitivamente l’epica maglia; e soprattutto la visione delle 32 partite senza l’Italia, rimarrebbe ad uso esclusivo dei veri fedeli della dea Eupalla(cit.), per i quali la presenza o meno della propria squadra nazionale, non muta assolutamente lo svolgimento dell’atteso rito mediatico mondiale, da  gustarsi in salutare e monastico silenzio, sfanculando mare, monti e centri commerciali, pronti e bendisposti pure ad affrontare serenamente le ineludibili, torride domande quali “ma quando gioca l’Italia?” - “ieri ho visto giocare gli azzurri. Perché in formazione ci sono così tanti francesi?” proferite dai soliti/e aficionados occasionali quadriennali, autentiche spine nel fianco di tali adepti, smaniosi di godersi pure un Iran - Costarica, in differita notturna.

Meravigliosi!



Leggere quotidianamente questo giornale online, dal sapore del ventennio tipico di un Istituto Luce, rende la giornata effervescente, dinamica, solare. 
Le balle stratosferiche ivi contenute m'allietano tutto il cammino nel giorno, pensando quanto, in fin dei conti, sia fortunato colui che  in ancora in grado di discernere la gramigna dalla verità. 
Alcuni esempi del numero uscito ieri: se l'adepto Mauro Del Barba, autore dell'articolo in copertina a fianco della solita sciabolata alle spalle al sindaco di Roma, ha il coraggio di intitolare "Banche, la politica sta facendo il suo mestiere", vuol significare che a lui nulla è precluso, neppure una cronaca di uno sbarco marziano in Piazza Barberini con tanto di foto e testimoni. 
Leggo tra le righe alcuni passi: "Bene ha fatto il partito Democratico a volere la commissione d'inchiesta per far luce su vicende che incidono nella carne viva di molti cittadini e nel contempo mettere in sicurezza risparmio, sistema del credito e istituzioni." 
"Come si possono tutelare gli interessi dei risparmiatori traditi? Il principale loro nemico sarà il populismo, il caos, le strumentalizzazioni, il tentativo di sottrarre da questo percorso serio ed efficace il lavoro della commissione."

E come un impavido biblista traduco: 

a) La Commissione d'Inchiesta è presieduta da Pierferdinando Casini il quale, pare, ha già ottenuto dal Bomba la conferma dell'inserimento nelle liste sicure delle prossime elezioni. E lui, in modalità ectoplasma di balenabianca memoria, vive e vegeta solo in quei luoghi di potere, riuscendo a modellarsi in maniera oscura ed incomprensibile anche ai più tosti sociologi di fama mondiale, al potere di turno, al fine di preservare se stesso dal giusto oblio. 
Questo vuol significare che l'azione della commissione è disciplinata secondo i voleri del bullo rignanese: scoperchiare le malefatte storiche di precedenti politici, al fine di annientarli, evitando di toccare la banca del babbo dell'amica e solerte compagna di partito, la Bella Etruriana. 

b) un altro obbiettivo subdolo è quello d'infangare il timoniere presente e passato di Bankitalia il cui operato, chiarisco, è senza dubbio non privo di ombre malefiche di omissione al controllo di banche e banchette italiche, tutt'altro. Scarnifica le coscienze il fine di questa circense iniziativa piddina: il cercare in tutti i modi di uscirne puliti, evidenziando errori di altri, al fine di ripresentarsi con veste linda e candida alla prossima tornata elettorale. 
Bignamicamente: cercano di farsi passare per puri ed integerrimi, pur avendo anch'essi colpe stratosferiche nella conduzione, direzione delle spelonche finanziarie che chiamiamo ancora banche, autentiche colonne del sistema tecno-rapto-finanziario imperversante da decenni sul nostro suolo. 

c) Il Partito Democratico è allo sbando, senza guida, senza cultura, senza storia. Il tentativo di riabilitarlo da parte di questi perdenti al comando provocherà una scellerata avanzata delle destre, le quali avranno vita facile per la totale mancanza di argini frenanti le loro scellerate idee, supportate e divulgate dal Gran Puttaniere Pregiudicato, ancora in auge grazie al bimbominchia toscano. 

Concludo, invitandovi a leggervi quotidianamente questo opuscolo da Istituto Luce, con spirito critico, con fredda intelligenza, per comprendere quanto sia pericoloso, sviante, manipolatore, il potere mediatico in mano a scalmanati dediti all'immota smania di rimanere in sella, a qualunque costo. 
E, naturalmente, viva le coscienze libere!