Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 29 agosto 2017
Elezioni
lunedì 28 agosto 2017
Nel contatto
Ieri sera mentre stavo accompagnando mia moglie al treno alla stazione di S.Stefano Magra, un giovane di colore mi si è avvicinato chiedendomi se sapevo a che ora partisse il primo treno per La Spezia. L'ho portato vicino al visore riepilogante le partenze e gli ho comunicato che il primo treno per La Spezia era previsto alle 22:38. Erano le 20:20 e la faccia quasi disperata del ragazzo mi ha subitaneamente portato ad offrigli un passaggio, subito accettato con gioia.
Parlando in macchina nel breve tragitto mi ha detto di chiamarsi Gabriel e di provenire dalla Costa d'Avorio.
Avrà avuto non più di 25 anni. Gli ho domandato come avesse fatto ad arrivare sin qui e, in quel momento, ho toccato con mano anzi, con il cuore, l'immensa fatica, l'agghiacciante storia simili alle altre migliaia che oramai non fanno più notizia, suscitando sentimenti razzisti in molti di noi.
Il viaggio di Gabriel è durato sei mesi. Ha lasciato casa sua dove viveva con mamma e sorella più piccola, il padre è morto quando lui era piccolo. Ha attraversato il Burkina Faso, la Nigeria e la Libia dentro a furgoni stipati all'inverosimile. In Libia ha atteso per due mesi vivendo in una baracca, senza servizi e patendo la fame. Poi ha intrapreso il viaggio della morte verso una vita pregna di morte, sbarcando a Lampedusa. Ha visto morire tanti suoi compagni di viaggio. Attualmente vive a Carrara e da un anno a questa parte passa le giornate a cercare lavoro. Dice di essere un meccanico e di sperare in ogni momento di trovare un'occupazione che gli permetta di vivere in serenità, progettando anche di formare una famiglia.
Da parte mia gli ho illustrato la fatica che fanno molti giovani italiani nel trovare lavoro e che quindi il suo sforzo sarà esponenzialmente più grande. Ad un certo punto ho quasi chiesto scusa per il clima arroventato che ha trovato in Italia, con quell'idea sempre più avvolgente che scaturisce da un'avversione mediatica trasformante molti locali in razzisti. Non eravamo così Gabriel! gli ho detto. Lui ha annuito, confermando la sensazione mortifera che quotidianamente avverte.
Non siamo mai stati così! Pensa che anche noi in un lontano passato siamo emigrati per cercare la dignità e, memori di quel passato, siamo stati per molto tempo accoglienti.
Ma ora vari elementi contingenti stanno alterando il pensiero comune, svergognando i nostri comuni valori.
Gabriel mi ha guardato mentre scendeva. Mi ha stretto la mano e, per la prima volta da chissà quanto tempo, ha ringraziato per un gesto semplice qual è un passaggio, ma illuminante un pertugio di speranza nel suo cuore, di viaggiatore proveniente dal regno del terrore, alla ricerca della dignità umana.
domenica 27 agosto 2017
Trasformazione
A questo ci hanno portato? Ad identificare dei disperati per invasori, per diversi, gente da abbandonare al proprio destino, certamente mortale. Ma chissenefrega dicono molti, dimenticandosi che sino a qualche decennio fa eravamo noi a girare l'Europa, il mondo con il cappello in mano e in molti casi, alcuni degli avi hanno criminalizzato i luoghi ospitanti con mafie di varie specie. Siamo stati sempre un paese accogliente ma, visto che in Europa ci considerano alla stregua dei pagliacci, abbiamo finito per essere subissati dall'arrivo di povera gente. Che non vorrebbe morire. Se solo mentalmente ci ponessimo nell'idea di dover abbandonare i nostri luoghi, i nostri cari, gli amici e tutto lo storico costruito dall'esistenza, allora potremmo capire cosa significhi per queste persone affrontare il viaggio evitante la morte certa. Ci lasciamo però, al solito, stordire da monologhi di gentaglia messa lì da noi L quale, fingendo e recitando, cavalca il populismo della cacciata per ottenere consenso e conseguentemente vita politica ben remunerata da utilizzare per i propri porci comodi. E ben più vomitevole è l'atteggiamento razzista di forze politiche, da sempre aperte al l'accoglienza, che in vista delle future elezioni muta fascistevolmente la propria visione per il terrore di perdere consensi. Sulla pelle di tante persone attanagliate dai morsi della fame si compie l'ennesima barbarie di questa nazione allo sbando, senza regole, senza freni alla corruttela, senza nessuna morale umanitaria capace di illuminare i troppi stolti vaganti come zombie attorno a noi, urlanti fetecchie simili a "che se ne tornino a casa loro", un tristissimo esempio dell'involuzione culturale di una tristissima nazione quale è oramai la nostra, terra di poeti, santi, navigatori e, purtroppo, razzisti.
Invito illuminante
Sorge un ultimo dubbio: il Nardella sarzanese avrà letto bene il titolo della manifestazione? Non è che, obnubilato dall'eccitazione da Prone, ha omesso la preposizione "della" intendendo quindi il Festival Mente come una convention di tutti i migliori bugiardi terrestri?
sabato 26 agosto 2017
Non li sopporto più!
Ho resistito anche troppo!
Non li sopporto più!
Di chi parlo? Di quella truppa senz'anima che ad ogni evento live, di qualsiasi natura, si priva della bellezza sensoriale del vivo per riprendere con i telefonini ogni attimo.
Concerti, eventi naturali, incontri con personaggi famosi. Guardateli: stanno fermi immobili facendo riprese da decine di minuti per poi, voglio sperare, riguardarseli a casa davanti ad un megaschermo.
E quelli che fotografano i quadri in un museo? Guardate su youtube la ressa di assatanati che scattano e filmano davanti a Monna Lisa!
Non vi sopporto più!
Cerchiamo di ragionare: ma cosa cazzo serve fotografare un quadro se all'uscita ci sono ottime pubblicazioni con immagini patinate?
O riprendere un concerto se te lo puoi rivedere comodamente sul digitale?
Avete notato gli idioti che si preparavano a fotografare l'eclissi negli Stati Uniti?
La foto dell'eclissi! Minchia! Hanno inondato il web con dirette, foto! E poi l'eclissi totale è sempre uguale!!! Se salvo un'immagine di quella del 1999 e dico che è quella del 21 agosto chi può contrariarmi? Che differenza può esserci?
Eppure non lo capiamo! Arriva il Papa ed è un tumulto di flash, di cellulari in aria. Vai ad un concerto rock ed è la stessa cosa.
Mentre ti curi del filmato, la diretta vera, che i tuoi sensi possono gustare appieno ed immagazzinare nella tua memoria fisica, passa e non ti resta che un filmato, come ce ne sono a centinaia!
Speriamo che molti lo comprendano: non è più possibile personalizzare un evento mediaticamente. La cervice è l'arma scatenante l'emozione della presa diretta sensoriale! Rivivendola riaffiorano i sapori, gli odori, le voci del momento!
Forza! Spegnete i cellulari!

