martedì 13 giugno 2017

Articolo


Gli danno del grillino anche se dubito lo sia. 
E' sicuramente un liberale e soprattutto un Giornalista. E questo articolo lo dimostra. Vorrei vedere a ruoli invertiti come si sarebbero comportati gli Anzaldi, i Lavia, gli Orfeo, insomma i pennivendoli. 

Le regole del suicidio perfetto

di Marco Travaglio

Diciamolo: l’impresa di restare fuori da tutti i ballottaggi che contano (tranne Carrara, ma nessuno è perfetto e qualcosa sfugge sempre) non era facile. Ma i 5Stelle – tutti, da Grillo in giù – ce l’hanno messa tutta e hanno centrato l’obiettivo. Litigare dappertutto, polverizzarsi in scissioni e sottoscissioni, infilare un autogol dopo l’altro fino a scomparire da tutte le grandi e medie città al voto e, non contenti, persino resuscitare il ripugnante bipolarismo centrodestra-centrosinistra, con particolare riguardo per il duo Berlusconi (vedi alla voce Graviano) – Salvini (vedi alla voce Le Pen). Questa è roba da professionisti. Chapeau. Grillo se lo sentiva e infatti nel comizio semideserto a Genova se ne vantava, con una voluttà alla sconfitta quasi poetica, come se la disfatta fosse uno schema lungamente provato in allenamento: “Resteremo fuori da tutto, così nessuno verrà sotto casa a rompermi i coglioni perché il nostro sindaco non piace”. Di questo passo passerà alla storia, mutatis mutandis, come l’erede inconsapevole di quell’altro grande sconfittista che era Riccardo Lombardi, nelritratto di Indro Montanelli: “Più che il potere, amava la catastrofe, per la quale sembrava che madre natura lo avesse confezionato… con un volto che il Carducci avrebbe definito ‘piovorno’, e di cui nessun pittore sarebbe riuscito a riprodurre le notturne fattezze senza ritrarlo su uno sfondo di cielo livido, solcato da voli di corvi e stormi di procellarie: questo era Lombardi, e così sempre mi apparve. In cosa consistesse il suo alto pensiero politico, non so. Ma non credo che sia la cosa, di lui, più importante”. Ora che il capolavoro, almeno per questa tornata amministrativa, è compiuto, è bene riepilogarne le tappe, in quello che già si annuncia come un prezioso manuale di istruzioni per la Caporetto perfetta.

Mossa n. 1. Hai un sindaco, Federico Pizzarotti, che 5 anni fa ti ha fatto conquistare il primo capoluogo: Parma. Non ruba, governa benino, fa quel che può e annuncia solo quel poco che fa, sottovoce. È anche un gran rompicoglioni, refrattario agli ordini di scuderia. Tenerselo stretto e coprirlo di attenzioni, oltre a levargli ogni alibi per la fuga, sarebbe la migliore smentita ai detrattori che dipingono il Movimento come una caserma agli ordini di Grillo & Casaleggio. Ergo lo scaricano con una sospensione disciplinare di un anno, lo attaccano un giorno sì e l’altro pure, non lo chiamano mai, lo regalano agli avversari e candidano al suo posto un carneade che non mette in fila due parole in croce. Risultato: 3,18%.

Mossa n. 2. Genova è la città del fondatore, segnata dai disastri del Pd e poi della sinistra. Il luogo ideale per tentare il colpaccio. Che fare? Una bella rissa fra il capogruppo in Comune, Paolo Putti, e la capogruppo in Regione, Alice Salvatore. Il primo se ne va con tutti i consiglieri pentastellati e si associa alla sinistra. La seconda tenta di imporre il direttore d’orchestra Luca Pirondini. Che però alle Comunarie perde con tal Marika Cassimatis. Onde annientare le residue possibilità che questa ce la faccia, si annullano le Comunarie (spiegazione di Grillo: “Fidatevi di me”) per rifarle con un solo candidato: Pirondini. Che stavolta riesce a vincerle. Il Tribunale dà ragione alla Cassimatis e i 3 candidati di area si dividono i voti. Risultato: ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra.

Mossa n. 3. Palermo è il capoluogo della prima Regione che potrebbe andare ai 5Stelle, ma il sindaco Leoluca Orlando pesca anche nel territorio di caccia grillino. I locali deputati pentastellati si mettono subito d’impegno e si fan beccare nello scandalo delle firme false: migliaia di nomi veri ricopiati in una notte per sanarne uno con la residenza sbagliata, il tutto nel 2012, quando il M5S non piazzò nemmeno un consigliere. I geni vengono indagati e interrogati dai pm, ma pensano bene di non rispondere. Grillo li sospende, quelli polemizzano pure. Le Comunarie le vince l’avvocato Ugo Forello, ex Addiopizzo, che si porta dietro una scia di sospetti sulle cause dei commercianti antiracket. Segue immancabile faida interna, con denunce in Procura e diffusione di un audio che spiega perché Forello non va bene. Risultato: Orlando sindaco per la quinta volta davanti a un suo ex fedelissimo passato a destra con la benedizione di Cuffaro.

Mossa n. 4. Taranto è l’ideale per i 5Stelle: il governo annuncia il “salvataggio” dell’Ilva che avvelena la città, con 6 mila esuberi. Difficile mancare il ballottaggio. Ma si trova il modo: il vertice cittadino sostiene un candidato, ma altri Meetup si mettono di traverso con altri nomi (esattamente come a L’Aquila, a Piacenza, a Padova ecc.). Da Roma si pensa di non presentare il simbolo, magari appoggiando l’ex procuratore anti-Ilva Sebastio, sostenuto da liste civiche. Idea troppo brillante: si rischierebbe di vincere. Infatti subito accantonata. Le Comunarie last minute le vince con ben 107 voti l’avvocato Francesco Nevoli. Che inizia la campagna elettorale alla vigilia del voto. Risultato: solito ballottaggio destra-sinistra.

Mossa n. 5. Incassata la débâcle, si dà la colpa alle liste civiche coi partiti dietro; si vanta la “crescita lenta, ma inesorabile”; si esulta per i trionfi di Sarego e Parzanica; si fanno sparate anonime sui giornaloni contro i pochi volti noti e vincenti (Di Maio, Raggi, Appendino), in vista della grande, spettacolare, definitiva disfatta nazionale.


Prossima mossa. Vista la strepitosa riuscita del sistema di selezione a caso o a cazzo, si completa l’opera passando direttamente dall’“uno vale uno” al “l’uno vale l’altro”. Al posto delle Comunarie, sorteggio dei candidati dagli elenchi telefonici.

Ricordi



lunedì 12 giugno 2017

Mavaffa..


Unovaleuno e quello si anzi no perché mi sta sulle palle e il candidato sindaco è quello che il web ha votato con 0,45333 preferenze e la legge elettorale si anzi no, forse si e Pizzarotti no perché non ha detto che era indagato e me ne sbatto i coglioni se è una persona pulita, quello là no perché nel 1934 forse ha detto che aderiva a un altro è partito...Comico! Oggi si che è un Vaffaday! Per te!

domenica 11 giugno 2017

Mare!


Lo immagino con visiera da tipografo, lampada accesa e continui dubbi del tipo "il P lo faccio partire prima o dopo del 3?" Il calendario ha dannatamente scelto la giornata di oggi per il cambio dell'orario Atc ma a lui, il solerte funzionario preposto a formare il dedalo della programmazione dei bus, gliene può fregare meno che a me di una prolusione di Nardella. E sulla prima corriera per Lerici, quella delle 7:50 da via 24 maggio, si ha conferma di questo suo atavico menefreghismo: sembra infatti di ascoltare, salendoci, la musica di Piovani nella Vita è bella, ed un mix di miasmi paragonabili a quelli dopo una maratona in costume da sherpa himalayaini a Dakar, lo conferma. Tra colpi al costato chiellinei e garrottate negli stinchi mostranti la Parusia, il mugugno locale raggiunge livelli da treno valdostano riportante a casa i concorrenti della sfida mondiale di Genepy. Un altro aspetto colpisce in questa lotta primordiale: il silenzio dell'obliteratrice. Nessuno dei salenti infatti la degna di uno sguardo, a parte qualche coglione come me. A parte quindi qualche abbonato il bus potrebbe benissimo aver destinazione Lisbona, tanto è pregno di portoghesi. La discesa, agognata come le elezioni al Bomba, mi rende consapevole che in fondo questa domenica di giugno non poteva essere prevista dal solerte funzionario come una giornata meravigliosa di mare! Chi poteva infatti prevederlo?

sabato 10 giugno 2017

Alt!


Fermi tutti! Costui è il Number One! Lo devo necessariamente conoscere!

Macondo toscana


Come in un paesino immaginario, un opificio di idee e figuri, una Macondo di questo tempo lugubre italico, Rignano sarà il centro del mondo elettorale del nostro paese. Basti pensare che in campagna elettorale ben sedici tra ministri, sottosegretari, sindaci sono passati da lì per tentare di far vincere il sindaco allineato al pensiero del Bomba! Ieri per l'ultimo giorno è arrivato a Rignano nientepopodimenoche l'amico fraterno dell'Egoriferito, il ministro Lotti che, quisquilie, risulta ancora indagato nel caso Consip.
Narrano le cronache che logicamente nel regno del Bomba le promesse frescacce sono state così tante da provocare vertigini e labirintiti a molti concittadini: nuova stazione ferroviaria (aggiungo linea dedicata Parigi-Rignano, perché no?), collegamento fluviale lungo l'Arno (il Bomba avrebbe desiderato anche con il Volga) e, rullo di tamburi, aeroporto! Booom!
La lotta sarà serrata: da una parte l'ex amico del Babbo del Bomba, Lorenzini, medico di base anche dello stesso Tiziano Renzi, reo di aver parlato non amichevolmente delle vicende familiari di casa Renzi.

Il candidato del Partito invece è tal Uccella, che ancora figura nella giunta di Lorenzini. Uccella è stato immortalato nei santini elettorali con tanti protagonisti del Giglio Magico. Naturalmente è ritratto anche assieme al Pifferaio Magico e Burlone, una delizia per la satira universale.  

Con il dovuto rispetto


Mai come oggi in città riecheggerà il famoso canto cubano suonato da Joan Baez:
Guarda-allaMela, spezzino guarda-allaMela!
Guarda-allaMelaaa spezzino Guarda-allaMela!