giovedì 5 gennaio 2017

Se si potesse...


... immaginare un giornale di quei tempi, con l'informazione attuale che ne verrebbe fuori?

Credo potrebbe essere simile a questa...






Concordanza


"Quale razzismo? Ma per favore non ho offeso nessuno, tanto meno quei ragazzi"
Dice bene Sara Felpati, la vice presidente della cooperativa che gestisce il centro di raccolta immigrati di Cona, nell'occhio del ciclone dopo la morte di un'ospite venticinquenne livoriana. 
Su Repubblica in un'intervista spiega che il termine "macaco" con cui chiamava gli ospiti di colore è un modo gentile che significa sprovveduto.
Ha ragione! Ogni terra ha i suoi vezzeggiativi: prendete ad esempio la nostra terra ed il suo buffetto vocale "bagassa"
Nulla di più gentile! Belin!

mercoledì 4 gennaio 2017

Forse..


... in questa nebbia, in questo chiacchiericcio, in questo coacervo di cazzate, di miti in oblio, di movimenti in apparenza forti e compatti ma dediti da qualche tempo a sonore stronzate, in questo marasma d'inutilità, di devianze utili ad inetti smaniosi di potere, di fama, di credibilità, in questa giostra tenuta e girante da soliti noti, in questo panorama offuscato ove l'ingiustizia assurge a modello, ove la finanza detta legge, imponendo corruttela, in questo tempo ove gli emarginati vengono allontanati, gli sconfitti riperdono, gli onesti soffrono, gli ammalati in povertà sognano il viaggio, forse ora, come non mai, necessitano parole, di rabbia, di sollevazione, di rivincita. 
Ora e non ieri, l'ingiustizia è regina. Oggi e non in passato, gravitano concetti necessariamente da abbattere, per far risorgere la Democrazia, da troppi anni lontana dal nostro suolo.

E allora ci sono poche parole in grado di illuminare. 
Alcune sono del Maestro:

 Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli...

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti...

E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite.

Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"
e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l' aria
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia...

Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,
un treno di lusso, lontana destinazione:
vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori...

Non so che cosa accadde, perché prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore...

E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno...

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
e prima di pensare a quel che stava a fare,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura...

Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
"notizia di emergenza, agite con urgenza,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande inaria:
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice,
della grande consolatrice,
della grande consolatrice...

La storia ci racconta come finì la corsa
la macchina deviata lungo una linea morta...
con l'ultimo suo grido d'animale la macchina eruttò lapilli e lava,
esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava...

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia!

Freddura Cosmica


AstroSamantha è diventata mamma di una splendida bambina, tuta sua madre..

 

Conti alla mano


Su Repubblica questa mattina un'inchiesta sul centro immigrati di Cona (Venezia). Creato per 200 persone (parolona visto il trattamento) ne ospita 1400. Perché siamo un paese accogliente? Tutt'altro: per ogni persona (faccio fatica ad accostare questo concetto a questo centro di schiavitù) la cooperativa Edeco (già indagata due volte) che la fa da padrona in Veneto, riceve al giorno 34,89 euro (fonte Profugopoli libro di Mario Giordano) e ne versa 2,5 nelle tasche dei profughi. 
Rimangono puliti 32,39 euro al giorno a persona (!!!) che moltiplicato per 1400 macachi (li chiama così Sara Felpati la responsabile della cooperativa, c'è anche un video a confermarlo) fanno 45.206 euro al giorno, 1.356.180 al mese. 
Condizioni igieniche da terzo, quarto mondo, spazi stretti come in galera, sporcizia ovunque. 
E millequattrocento esseri umani ad interrogarsi su fato, destino, sfiga, vita umana, diritti e macachi.

martedì 3 gennaio 2017

Un mito!


 

Prova del nove


Napolitano è stato un lungimirante Presidente della Repubblica italiana e grazie a lui si è potuto, grazie alle larghe intese, salvare il Paese.

Berlusconi è entrato in politica solo per salvare l'Italia dal pericolo rosso che avrebbe generato instabilità. Si è mosso politicamente da statista e mai per salvaguardare le sue aziende e il suo patrimonio.

Renzi ha governato l'Italia in autonomia, senza alcun diktat impostogli da Confindustria, dalle multinazionali o dai potentati finanziari. Quello che ha promesso, lo ha sempre mantenuto.

Il vero significato di sinistra europea si ritrova totalmente nel Partito Democratico, autentico faro e baluardo contro le disparità sociali, i soprusi sui deboli, la diseguaglianza economica eclatante.

Il Jobs Act aiuterà i lavoratori a vincere le sfide che ci attendono nei prossimi anni. Il ministro del lavoro Poletti è persona competente in materia e risolleverà, anche grazie ai nobilissimi voucher, l'occupazione in Italia debellando soprattutto la disoccupazione giovanile, tema a lui molto caro.

Non è assolutamente vero che la nostra politica predilige aiutare le banche piuttosto che gli italiani. 

(P.S. vediamo se Gatto Silvestro Lapalisse (non chiedetemi chi è che vi tolgo il saluto), il Presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella e tutti gli smaniosi di imbavagliare il web, avranno il coraggio di censurare tutte le "fake news" sopra riportate!!!)