venerdì 9 dicembre 2016

Un saluto


Mentre il bisnonno Sir Jagger diventa a 73 anni padre per l'ottava volta (auguri Mick!) saluto un grande della giovinezza, spersa nelle nebbie di quegli anni, Gregory Stuart "Greg" Lake, colonna portante degli Emerson Lake & Palmer, un trio fantastico nel vinile d'allora, vinile che pare ritornare in auge alla grande.
Greg raggiunge nel rock celestiale, Keith Emerson, scomparso pochi mesi fa, facendoci meditare su quanto fossero spavaldi e pregni quegli anni, ove la musica era dannatamente musica, tra una riverenza al suono ed una dignità ritmica difficilmente riassaporata in seguito. 
ELP segnarono momenti fors'anche di nicchia, ma fondamentali per la crescita di molti.
Ciao Greg! E alla grande, naturalmente!

 

giovedì 8 dicembre 2016

Danzanti


Al gran ballo della crisi governativa, partecipano danzanti tutte le varie sfaccettature del Paese: gli inamovibili, timorosi di non inanellar altra libagione, i rancorosi, pronti a vendersi anima e corpo per un nuovo giro al luna park della Casta, i pivelli che agognano alla pensione e pertanto sono disponibili ad appoggiar chiunque.
Nel bel mezzo del gran ballo s'affacciano baldanzosi anche i grillini che tentano in ogni modo di disperdere il gran rispetto popolare arrivando a chiedere il voto subitaneo con una legge che verrà probabilmente cassata a fine gennaio dalla Consulta.
Tra un giro di valzer e una mazurca, si delineano nuovi incarichi, si fanno nomi: l'uomo ombra di se stesso Gentiloni, domo e silente come nessuno, di un'affidabilità per il Bomba tale che potrebbe lasciargli chiavi di casa e pin bancari, senza temer alcun problema. Casini, ovvero il nettare estremo di questa politica, la ragione vera per cui bisognerebbe prima o poi imbracciar stoccafissi surgelati in direzione Roma, il presidente Grasso, risusabbondam nonostante tutto e Padoan, l'occultatore di verità economiche per quadrar conti in rosso.
Scatta in questi momenti una sorta di protezione per tutti coloro che nella vita altro non sanno fare che farsi aprire le portiera di una nostra auto blu. Si coalizzano per non sparire, fingendo battaglie inesistenti. Nessuno, neppure la peggiore delle Finocchiaro immagina in questi momenti l'addio a questo mondo dorato, strapagato, esclusivo.
Qualunque idea scaturirà dal Buster Keaton quirinalizio sarà una scelta di protezione al Parco Innaturale del romano malaffare. Per la gioia di lor signori danzanti. Giammai per le nostre necessità!

Chiarimento



La Prima



mercoledì 7 dicembre 2016

Bella domanda


Ci dicevano che la Brexit avrebbe ridotto in mutande tutta l'Europa ed invece... gli albionici stanno bene come non mai.

Ci dicevano che Trump avrebbe sconquassato l'economia mondiale, alcuni per questo si erano messi a costruire un'arca per il diluvio imminente ed invece... Wall Street sta gonfiandosi ebbra di guadagni.

Ci dicevano che il NO al referendum in Italia avrebbe creato disastri inimmaginabili, con i Visigoti pronti ad invaderci e la scomparsa di cibo, bevande e l'invasione delle cavallette e scarafaggi ed invece... la borsa di Milano è la migliore d'Europa.


Non potremmo dir loro di andare a fare in culo, azzeccando per una volta la previsione?

Rimedi



Scoramento


E' bastata una frase, letta su un giornale, per farmi ricadere nella depressione letteraria, frutto della mia abissale ignoranza.

"Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio"

Ecco la miccia del percuotermi petto e animo per gli anni giovanili passati ad infiascare, a lanciare tappi in aria, a deliziarmi di nullità!

Una frase già letta, di un'altisonante bellezza. Basandomi sulla memoria, offuscata da fumo e lipidi e non da una struttura portante eretta attraverso l'apprendimento, sono riuscito a focalizzare la fonte: Manzoni - "Cinque Maggio".

Il dolore però non si è affievolito, tutt'altro! Sono entrato nell'età del fagocitar pensieri, letture, prose, meravigliandomi della bellezza, intrinseca di scritti alla portata di tutti ma, per doli personali, trasformati in enclave di sapere per pochi, eletti e fortunati.

Il sapere è il nettare della vita ma come tutte le belle cose, va iniziato a coltivare nell'età della crescita. Il ritardo causato da scuole sbagliate, da negligenze strutturali, dall'esterno pulsante e voglioso di realizzazioni nell'immediatezza, provoca coll'andar del tempo reazioni dolorose dovute all'incapacità di afferrare bellezze oramai sbiadite.

Mi dolgo profondamente di non essere riuscito a spasimare per questa nobile causa, a non abbeverarmi alle fonti umane dello scibile, della poesia, del racconto!

Esorto i giovani a non scialacquare dissennatamente questa opportunità che non torna, purtroppo, più!
Potessi tornare indietro mi lascerei avvolgere da epica e poeti greci, mi trastullerei il core accanto al Leopardi, al Manzoni, ai poeti stranieri, leggerei d'un fiato nei pomeriggi estivi tomi immensi scoccanti dardi infuocati generanti acciaio nell'intimo, granito per il divenire, incrollabilità nelle certezze, fuoco animante il relazionarsi con gli altri, gioia per il substrato desideroso da sempre di scrollarsi d'intorno le inezie profuse a grandi mani da chi vorrebbe vederci inerti ed inermi!

Tardi sono diventato divoratore di letture, generando una dissolutezza senza pari tanto è l'impellenza di riportarmi a galla, formante un inizio simultaneo di letture credo unico al mondo, senza riuscire a completarne alcuna, saltando di palo in frasca abbacinato dal nuovo che oscura l'appena iniziato, in un turbinio confuso e borioso, lontano anni luce dalla cultura vera, quella non ostentata ma appagante in solitario.

"Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio"


Rileggendo il "Cinque Maggio" sono planato nel lago delle emozioni, nel circolo delle bocche spalancate dal meraviglioso. Leggere ci porta fuori dall'impasse, certifica il primato umano, consolida sentimenti, corrobora sinapsi, differenzia gli animi, permette di godere di noi stessi, consentendoci di convivere con l'Io, esulando bruttezze e bassezze, rendendoci teatranti zingari, affabulatori in cammino sul crine, a volte pericoloso, delle vette di quella catena montuosa che chiamiamo, in modalità bignami, Vita.