Ci hanno sgamati
Le meglio firme del bigoncio rischiano un’ernia al cervello cercando i mandanti dei nostri scoop su Santa Minetti piena di grazia. A Mario Sechi di Libero non si può nascondere niente: tipo che c’è “uno scenario internazionale”. L’import-escort in Uruguay? Magari: “La storia della grazia è gettonatissima nei media filorussi”. E “non è casuale”, eh no: “Mattarella e Meloni sono sotto attacco del Cremlino fino all’assedio di Dimitri Solovyev” (che si chiama Vladimir, ma fa niente). Ergo “il dossier arrivato sul tavolo di Mattarella e Nordio” è un “falso”: colpa della “magistratura”, ovvio, ma il “gioco pericoloso ha un solo vincitore in maschera”. Ha stato Putin, che tramite Dimitri o Vladimir Solovyev ha truccato le carte in cirillico e le ha tradotte in italiano per le toghe e in trevigiano per Nordio con l’aggiunta di una damigiana di vodka. Lo conferma Gianfranco Pasquino su Domani: “I più o meno espliciti putinofili” vogliono “screditare e indebolire il presidente”, insinuando financo che “sbaglia” (mentre è ispirato dallo Spirito Santo) per via della sua “critica all’aggressore russo e il suo incondizionato appoggio all’Ucraina”. Ma non da soli: in combutta con “le destre”, spingitrici del premierato col “sorriso beffardo di Almirante”: quindi ha stato Putin contro gli amici di Zelensky, ma pure la Meloni amica di Zelensky.
Un altro a cui non la si fa è Tommaso Cerno del Giornale: il mandante del Fatto è Ilaria Salis, che “utilizza la Minetti per liberare delinquenti che i figli minori li usano davvero”, tipo “la ladra rom con nove figli che evita il carcere”. Elementare, Watson. Il sagace Mieli non ha dubbi: “Il Fatto attacca Minetti per fermare la riabilitazione di Berlusconi e perché ce l’hanno con Mattarella che ha concesso la grazia a Minetti”. Qualunque cosa significhi.
Cicchitto, sul Riformatorio, si leva un attimo il cappuccio e vede una “perversa operazione di distrazione di massa” per oscurare “lo squadrismo palestinese” contro la Brigata Ebraica. Sansonetti chiude il cerchio sulla fu Unità: “Bisognerebbe capire se nella vicenda c’entrano i servizi segreti”. Ma non solo: “E quali pezzi”. E non basta: “E a nome e per conto di chi”: certamente “la magistratura”, che “non ama la clemenza”. Ma non è finita: “Come mai proprio in questo momento?”. Forse perché è il momento in cui Mattarella ha graziato la Minetti e poi ha cambiato idea? Troppo banale: “Forze consistenti gradirebbero l’esodo di Mattarella” (primo esodo individuale della storia, ndr) prima delle elezioni” per metterci uno di destra. Tipo la Meloni, che però non ha l’età, o Nordio, che ha fatto un altro figurone.
Circola financo l’ipotesi che il Fatto dia le notizie per dare le notizie, ma chi non ne ha mai vista una in vita sua la scarta a priori.


