Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 25 aprile 2026
Mignottismo
Arrestation Week
Non sappiamo quanti reati celi l’ultima Puttanopoli alla milanese messa in piedi dai “pr” (in senso lato) Deborah e Manu in 26 locali della movida con decine di squillo per calciatori, manager e imprenditori. Ma già sappiamo che il delitto più imperdonabile è il vocabolario: il signor “Fatturage”, il “superprivé” per “clienti con business” e l’ingresso “plebeo” per sfigati, il “Rolexage più Porschage” (da Porsche, non da porco), il “Chiavage” del “pacchetto all inclusive” per il dopo-“tavolage” in hotel, allietato da ragazze, euforizzato da palloncini di protossido di azoto (detto forse “gasage”) per chi ha in tasca almeno “6 kappage” (6mila euro). La prostituzione è il mestiere più antico del mondo, ma solo a Milano può accompagnarsi a un lessico simile. È la caricatura del bauscia e del ganassa 2.0, l’evoluzione del provincialotto meneghino che ha fatto i soldi ma non sa cos’è lo stile, infatti parla solo di milioni e di figa, ma si crede internazionale perché la sua aspirante capitale sempre mancata boccheggia tra i cantieri di Expo, delle Olimpiadi e dei grattacieli di Sala scambiando per progresso il Salone del Mobile e la Fashion Week.
Lo si era già capito nella Mignottopoli di serie B con Davide Lacerenza e Stefania Nobile nella “Gintoneria”: roba da ergastolo solo per l’insegna. Da far rimpiangere il gergo della terz’ultima Puttanopoli, quella di B. con la Minetti piena di grazia e le Olgettine: “Ti volevo briffare un attimino”, “Papi”, “love of my life”, “the boss of the boss”, “ne vedi di ogni… cioè nel senso la disperation più totale… c’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla neanche l’italiano e viene dalla favelas… ma tu non sii timida”. La Milano più fasulla e piena di vuoto è sempre all’inseguimento di quella da bere anni 80 con Craxi, i nani e le ballerine, gli stilisti, la panna sulla pastasciutta, la rucola nei piatti e la coca nei bagni. Oggi in più ci sono gli ape e gli chef. Sono tutti in call: brainstormano, warmingano e brandizzano che è un piacere nelle rispettive location. Tutti ceo, founder, creator, stylist e merchandiser di nonsisaché. Anche la speculazione edilizia è vecchia come l’Italia, ma nella fu capitale morale si chiama “rigenerazione urbana”. Le parole per dirla sono più cool: le tangenti sono consulenze, i palazzinari sviluppatori. Ed è tutto fallicamente verticale: i capannoni tramutati in torri, il bosco verticale infestato di insetti verticali senza più visuale orizzontale, il mitico progetto di stadio-bosco, i grattacieli a banana delle archistar a City Life, le palme vista Duomo, il Pirellone, il Pirellino, i tacchi a vertigine delle influencer, la caduta verticale della Ferragni sui verticalissimi Pandoro. Di orizzontale sono rimasti solo San Vittore e Opera, dove dovrebbero finire tutti, ma per come parlano. In manettage.
venerdì 24 aprile 2026
Vigilia
Ci sono varie e fondamentali ragioni per scendere in piazza domani a festeggiare la liberazione dal NaziFASCISMO.
Per omaggiare la nostra Costituzione Antifascista
Per rispondere al loro presidente del senato nero che vorrebbe la parificazione dei morti.
Per sovrastare con cori e canti i sorci che andranno a Predappio.
Per rispondere a questo balordo e ai suoi seguaci.
Viva la Resistenza!
Viva l’Italia Antifascista!
Viva il 25 Aprile!
L'Amaca
L'amico americano
di Michele Serra
L'idea canaglia di ripescare l'Italia ai mondiali di calcio in America, estromettendo l'Iran per demeriti politici, riflette una visione della vita che lascia a bocca aperta. Per arrivare a formularla bisogna, in ordine sparso: ignorare l'importanza delle regole; disprezzare il merito e anteporgli l'espediente, il trucco, il colpo di mano (a Bologna si dice: la bazza); pensare che lo sport, come tutto il resto, può essere manomesso a vantaggio dei propri comodi. Infine, e soprattutto: bisogna non avere alcuna idea dell'impatto che le proprie parole e i propri comportamenti hanno sugli altri. Il concetto stesso di "reputazione" non ha spazio, costretto a lasciare il posto al perenne compiacimento di sé.
Che a ventilare questa proposta sconcia, forse ritenendo di arruffianarsi "gli amici italiani", sia il cosiddetto "consigliere di Trump per l'Italia", signor Zampolli, conferma che da quella lobby di affaristi che giocano alla politica possiamo solo aspettarci il peggio. Nessuno scrupolo, nessuna remora. Ma soprattutto: una conoscenza molto approssimativa del mondo.
Se Zampolli fosse uomo di mondo, avrebbe previsto l'espressione di disgusto e di dileggio con la quale "gli amici italiani", direi al completo, hanno accolto questa sua sortita. A partire dal governo: "un'idea vergognosa" secondo Giorgetti, "ci si qualifica sul campo" secondo il ministro dello Sport Abodi. Non credo esista un uomo di sport, compreso l'ultimo e il più sprovveduto dei tifosi, che accetterebbe l'umiliazione di un ripescaggio che ha il sapore dell'elemosina politica. E dunque, a ben vedere, dell'offesa. Zampolli: go home.
La tocca, al solito, piano...
Vendersi un po’
Si temeva che il Nordio, stordito dalla botta referendaria a cui aveva contribuito da par suo, non si riavesse più. Invece è tornato a sparare scempiaggini più belle e superbe che pria. È ripartito da un suo vecchio cavallo di battaglia, spernacchiato dai migliori giuristi e dunque trasformato in legge dall’Ulivo e da B. negli anni d’oro dell’inciucio: la modica quantità di reato per colletti bianchi. L’Ulivo la applicò a evasori e frodatori e B. ai falsificatori di bilanci, cioè a se stesso, con indecenti “soglie di non punibilità”. Pm come Tinti, Greco e Davigo ironizzarono paragonandole alla modica quantità di droga consentita per uso personale. Ma mai fare una battuta: c’è sempre chi la prende sul serio. Infatti Carletto Mezzolitro riesce a dire, restando serio: “Se c’è la tenuità o la modesta quantità persino della droga, non è una bestemmia parlare di modestia anche di cosiddette ‘mazzette’”. Il paragone ovviamente non ha alcun senso. La legge sulla droga fissa la modica quantità in limiti tabellari di principio attivo per distinguere ciò che non è reato (il possesso per consumo personale) da ciò che lo è (il possesso per spaccio e traffico). La corruzione invece è sempre reato: il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio non devono prendere soldi, né pochi né tanti, né per atti dovuti né per atti indebiti. La gravità del reato la valuta poi il giudice con una pena più vicina al minimo o al massimo. Nessuno Stato serio consente a chi lo rappresenta di vendersi soltanto un po’: non ci si vende, punto, a prescindere dal tariffario. Il bene protetto è l’interesse della collettività contro chi lede il principio costituzionale di imparzialità della PA. E poi la corruzione è un reato seriale: chi si vende una volta tendenzialmente lo fa sempre, anche se magari viene scoperto per uno o per pochi episodi.
Però la giustizia italiana è talmente ingolfata, anche grazie a Nordio, che non si vede perché limitare la modica quantità ai colletti bianchi. L’Anonima rapisce un solo bambino per un paio di giorni in cambio di un modesto riscatto? Modica quantità. Un topo di appartamenti ruba i televisori e gli stereo, ma non tocca le casseforti? Modica quantità. Un contabile ruba solo 100 euro al giorno dalla cassa dell’azienda? Modica quantità. Un rapinatore di negozi e banche porta via solo metà dell’incasso? Modica quantità. Uno scippatore di vecchiette si tiene le pensioni, ma restituisce le borsette? Modica quantità. Un molestatore fa la manomorta sugli autobus, ma solo con tre dita? Modica quantità. La grande riforma potrebbe sfoltire anche i processi per stupro, in base a un principio immortalato da Marcel Prévost, ben prima di Nordio, nel romanzo Les demi-vierges: la verginità è questione di centimetri.


