giovedì 26 febbraio 2026

Fazzo

 

L’ultima fazzata 


di Marco Travaglio 

“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. La citazione di Amici miei si attaglia alla perfezione al sottosegretario Fazzolari, che la Meloni definì “la persona più intelligente che ho conosciuto in vita mia” (per dire com’erano le altre). Il noto genio, non sapendo come difendere l’indifendibile schiforma Nordio, ha testualmente affermato: “In Russia non c’è la separazione delle carriere, quindi probabilmente Putin voterebbe No”. In pratica, il Fazzolari pensa che il problema della giustizia in Russia – come in tutti i regimi autocratici – sia l’unicità delle carriere e non la dipendenza sia dei giudici sia dei pm dal regime, tant’è che non c’è richiesta dei pm che non venga accolta dai giudici. Ed è proprio il modello a cui s’ispira il suo governo, che strilla all’errore giudiziario appena un giudice decide diversamente da un pm e appena un pm o un giudice prendono decisioni sgradite al governo. Tant’è che, a sentire Nordio, lo scopo della schiforma è mettere i governi al riparo da indagini sui ministri, oggi di destra e domani di centrosinistra. Roba che Putin, se avesse tempo da perdere appresso a Nordio, si congratulerebbe con lui, chiederebbe la cittadinanza italiana per votare Sì e incasserebbe pure il copyright. A questo punto il genio risponderà che nella schiforma c’è scritto che sia i pm sia i giudici restano autonomi e indipendenti. Oh bella, e quale riformatore è così idiota da mettere nero su bianco le pessime intenzioni che s’accinge a realizzare con legge ordinaria appena incasserà il Sì dagli ignari elettori?

Siccome Fazzolari è pure un superesperto di diritto comparato, conoscerà senz’altro l’art. 120 della Costituzione russa: “I Giudici sono indipendenti e sottoposti solo alla Costituzione della Federazione Russa e alla Legge federale”. Quindi, siccome c’è scritto che i giudici sono indipendenti, possiamo dire che lo sono? Nella Costituzione cinese, art. 126 sui giudici: “I tribunali popolari esercitano il potere giudiziario in maniera indipendente, in conformità con le disposizioni di legge, e non sono soggetti a interferenze da qualsiasi organo di amministrazione, ente pubblico o individuo”; art. 131 sui pm: “Le Procure del popolo esercitano il potere requirente in maniera indipendente… e non sono soggetti a interferenze da qualsiasi organo di amministrazione, ente pubblico o individuo”. Costituzione di Cuba, art. 150: “I magistrati e i giudici… sono indipendenti e devono obbedienza unicamente alla legge”. Costituzione dell’Iran, art. 156: “Quello giudiziario è un potere indipendente”. Costituzione della Corea del Nord, art. 166: “La Suprema Corte è indipendente nell’amministrazione della giustizia”. E, siccome è scritto, è vero: tutte culle della democrazia.

mercoledì 25 febbraio 2026

Alla prossima!

 


Vai di sfottò!

 



Sfottò time!

 


Natangelo

 



Frame

 



L'Amaca

 


Senza regole non esiste ordine

di Michele Serra

Forse perché non sono affiliato a cosche mafiose, non rapino banche, non importo stupefacenti, ovviamente anche io sto con la Polizia (e con i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Ferroviaria, la Guardia Forestale, la Guardia Costiera, eccetera). E credo che nessuno si consideri nemico di queste donne e uomini in divisa, eccezion fatta per i nostri fratelli che sbagliano: i criminali.

Dunque, ogni dichiarazione enfatica favorevole alle forze dell’ordine, e contraria al crimine, è prima di tutto pleonastica. Come dire “io sono favorevole alla salute”, o “sono contrario agli incidenti stradali”. È una cosa che praticamente tutti pensano. Perché dirla, allora? Perché l’apparente ovvietà, però declamata con grande enfasi polemica, lascia intendere che “altri” siano invece contro la Polizia. Che tramino per indebolirla, lordarne l’immagine, colpirla.

La banale realtà è che la questione “ordine pubblico” è, nell’opinione comune, tra le più condivise. L’ordine piace alla stragrande maggioranza della popolazione: di ogni idea politica. E il suo mantenimento viene considerato un diritto e un dovere dello Stato. Ma entro regole, leggi e limiti che sono essi stessi costituenti dell’ordine (non esiste ordine senza regole: nessuno meglio della destra politica, per storia e convincimenti, dovrebbe saperlo).

E dunque dire che le forze dell’ordine non devono usare violenza se non costrette da evidenti emergenze, né abusare della loro divisa, non solo non significa essere “contro i poliziotti”. Al contrario, significa proteggerli: soprattutto da chi specula su di loro per confondere le idee e raggranellare qualche voto.