sabato 11 ottobre 2025

Definisci

 



Meglio tacere

 «Il silenzio è peggiore di tutte le verità. Ma chi sa tacere, sa anche attendere.»

Friedrich Nietzsche – Così parlò Zarathustra 



Elena e Micron

 

Francia malata europea: ma vi chiedete il perché?
DI ELENA BASILE
Recidivi. Le classi dirigenti europee persistono nei loro sbagli, negano la realtà e non cambiano strategia. La Francia è divenuta il malato di Europa. Noti giornalisti con lunghe esperienze di corrispondenti da Bruxelles lo affermano spavaldi. Naturalmente non si chiedono come mai e si guardano bene dall’indagare le ragioni della caduta verticale della Francia.
I falsi europeisti tornano sul luogo del delitto per chiedere più integrazione e più austerità. L’Europa di Maastricht ha portato gli Stati europei a un debito maggiore, alla mancanza di crescita e a disuguaglianze sociali che non esistevano negli anni precedenti l’ordoliberismo inaugurato dalla Thatcher e da Reagan. Politici e giornalisti, sempre i soliti che da vent’anni ci insegnano come rafforzare la crescita e la modernità, di fronte ai risultati catastrofici a cui la ricetta europea ha portato, si rifugiano nel loro mondo di pura fantasia e tornano a predicare l’adesione ai parametri di Maastricht, di cui nessuno ha mai compreso il fondamento scientifico. La negazione della realtà, ripetere sempre lo stesso esperimento come in una trappola per topi, è un disturbo mentale. Nessuno sembra rendersi conto che il modello tedesco, basato sulle esportazioni e sulla compressione della domanda interna, ha portato l’economia della seconda potenza europea, la Francia, alla stagnazione e a un debito insostenibile. L’imposizione di una moneta unica a economie divergenti, che non permette di utilizzare il cambio e necessita di costanti aggiustamenti interni, ha causato l’impoverimento delle classi lavoratrici. Il debito è calcolato in rapporto al Pil. Essendo un rapporto, diminuisce quando il Pil cresce. Concetto semplice. Eppure le classi dirigenti e i loro cani da guardia persistono negli stessi errori.
I nostri ex corrispondenti da Bruxelles ci spiegano sui giornali mainstream che Macron non è amato in Patria, ma resta il punto di riferimento geopolitico nella difesa dei valori europei. Intendono riferirsi all’appoggio dato dall’ondivago presidente francese alla guerra alla Russia. Vi ricordate quando durante le bibliche trasmissioni di La7 anche gli analisti più equilibrati affermavano che il regime change in Russia era probabile? Bene, tre anni di dolorosa guerra, di sangue e distruzione in Ucraina (e non in Russia) non hanno portato alla caduta di Putin anzi, questo ha aumentato i consensi, ha un’economia ancora forte e non è isolato, ma amico di due terzi del mondo. La guerra è persa, ma la maggioranza Ursula, sostenuta da un fronte che va dalla Meloni fino al Pd nega ancora una volta la realtà e raddoppia la retorica bellicista, procedendo a un programma di riarmo di 800 miliardi che smantella lo Stato sociale.
Emmanuel Todd afferma con sarcasmo che il regime change dei neoconservatori non sarà realizzato nelle autocrazie, ma in Europa. Il liberalismo muore insieme al diritto internazionale. Le destre vanno al potere. L’Europa perde il controllo della narrativa su Israele. Il centrosinistra che ha accompagnato la destra fino a 50.000 morti nella complicità del genocidio cavalca l’indignazione popolare esplosa nelle strade. Eppure non parla del genocidio e non chiede 19 pacchetti di sanzioni contro Tel Aviv come ha invece fanaticamente voluto contro Mosca. La forza vince sul diritto e con Trump e Netanyahu mostra il vero volto dell’Occidente. Per carità, per molti aspetti i Paesi arabi, la Russia e la Cina non sono da meno. La Realpolitik mette tutti in ginocchio. Anche noi, che ci turiamo il naso e speriamo che il genocidio cessi o si fermi anche per poco. Poi Israele, come afferma Chris Hedges, applicata la prima fase che la concerne la liberazione degli ostaggi, riprenderà probabilmente la distruzione.
Robert Cooper, ambasciatore britannico a Bruxelles nel 2002 che ha coniato il termine “imperialismo liberale”, afferma: “La sfida per il mondo moderno è abituarsi all’idea di due pesi e due misure. Tra di noi operiamo sulla base di leggi e di una sicurezza cooperativa aperta. Ma quando abbiamo a che fare con gli Stati più reazionari al di fuori del continente postmoderno dell’Europa, dobbiamo tornare ai metodi più rudi di un’epoca precedente: forza, attacco preventivo, inganno, tutto quello che è necessario…”. L’emblematica citazione è nel mio libro Approdo per noi naufraghi che sta per uscire con PaperFirst. Le oligarchie in effetti cancellano il diritto non solo a livello internazionale. All’interno criminalizzano il dissenso, processano i veri critici di Israele e isolano chi contrasta la narrativa Nato. In Uk nel 2023 vi sono stati 12.000 arresti, in Russia 3.319 (dato diffuso da un giornalista statunitense). Ma il problema è Francesca Albanese, attaccata pubblicamente da un parlamentare Pd come “divisiva”. Dobbiamo separarci da queste élite, altrimenti ci divoreranno.

Incredibilmente idioti!

 



Natangelo


 

L'Amaca

 

Dategli il Nobel per la vanteria
di Michele Serra
È possibile che Trump, dopo l’autocandidatura al Nobel per la Pace, ambisca anche a quello per la Medicina (grazie ai suoi approfondimenti sul rapporto tra paracetamolo e autismo), per la Fisica (ha scoperto la legge di gravità osservando le palline da golf), per la Letteratura (twitta disinvoltamente con entrambi i pollici) e quant’altro.
Anche nell’ipotesi che gli vengano assegnati tutti in blocco, e senza neanche dover invadere la Scandinavia, rimarrebbe lo sbalordimento per la totale naturalezza con la quale questo signore si proclama meritevole, ammirevole, bravissimo, formidabile, incoronabile.
Trump si piace come forse nemmeno Berlusconi (pioniere mondiale dell’autocelebrazione) si piacque. Parla di se stesso con una venerazione totalmente immune da quel tanto di esitazione, e di pudore, che in genere contraddistingue la persona intelligente e soprattutto la persona equilibrata. Bastano un briciolo di introspezione, un pizzico di saggezza, per dubitare di se stessi.
In nessuna cultura e in nessuna epoca vantarsi è stato considerato una qualità. Esattamente al contrario, colui che si vanta (dico colui perché è un’attitudine soprattutto maschile, ansia prestazionale allo stato puro) in genere è oggetto di critica e di dileggio. Parte il pernacchio.
Che cosa sia accaduto, al genere umano, perché il senso del limite (insieme a diversi altri) sia spazzato via, non è dato sapere. Bisognerebbe chiederlo alla immensa claque mondiale di Trump, ma non è abituata a rispondere alle domande.

Lo penso da sempre!

 



Inchiesta su Autogrill: i panini sempre più cari tra muffe, batteri e lavoratori sfruttati

Dietro ai panini iconici e sempre più cari dell’Autogrill c’è una realtà ben diversa: uno scenario al limite dell’immaginabile, dominato da un’unica logica: quella del risparmio a ogni costo e della riduzione degli sprechi che passa per prodotti scaduti, condizioni igieniche disastrose, turni di lavoro impossibili. Ecco cosa hanno scoperto Andrea Sceresini e Claudia Carotenuto, gli inviati di Far West, la trasmissione di Salvo Sottile andata in onda ieri su Rai2, entrando nelle aree di servizio autostradali di uno dei principali colossi della ristorazione italiana. Numerose le testimonianze raccolte tra i lavoratori di Autogrill, in diverse regioni, che hanno portato alla luce una lunga serie di criticità che partono dai prezzi dei prodotti venduti esageratamente alti (l’acqua è arrivata a quasi 3,20 euro al litro, il quintuplo rispetto ai supermercati, mentre un panino può costare più di 8 euro) fino ad arrivare alla presenza delle muffe nei prodotti che vengono acquistati da migliaia di automobilisti lungo le autostrade italiane. “Sì, serviamo del cibo che è andato oltre la data di scadenza”, ammette un lavoratore a Far West, spiegando che “quando la sera avanzano tanti panini, il giorno dopo si risistemano, si dà un’aggiustatina alla piccola onda e si rimettono fuori”. E questo non solo perché i dipendenti – secondo quanto denunciato alla trasmissione – sono sottoposti a ritmi di lavoro elevati e stressanti, tali da non poter dedicare la giusta attenzione alla pulizia dei locali e delle cucine. Ma anche perché sarebbero spronati da standard di produttività rigidissimi, con i manager che imporrebbero alle maestranze di mettere in vendita anche i prodotti già scaduti, i quali verrebbero appositamente rietichettati sottobanco. Procedure che Far Westha mostrato: diversi panini già confezionati con l’etichetta del giorno dopo sarebbero stati serviti ai clienti ben oltre l’orario effettivo di scadenza. E non è andata meglio entrando nel retrobottega di una cucina di Autogrill dove si è registrata la presenza di insetti e muffe. Facendo analizzare in laboratorio alcuni panini acquistati in un punto vendita Autogrill, Far West ha constatato la presenza di “forti cariche batteriche” e, in un caso, di muffe e di enterobacteriaceae in quantitativi da 3 a 6 volte oltre i limiti. Autogrill dice di applicare “un sistema di gestione della sicurezza alimentare certificato” e che i suoi punti vendita sono “regolarmente ispezionati”.