martedì 22 aprile 2025

Puntini sulle "i"

 

Bergoglio e pregiudizio
DI MARCO TRAVAGLIO
Papa Francesco era il capo della Chiesa cattolica, dunque nessun capo di governo era tenuto a obbedirgli. Infatti tutti i leader del mondo dal 2013, quando fu eletto, a oggi si sono ben guardati dal seguire le sue parole. E ora che è morto si esercitano in sciacalleschi e ridicoli tentativi di fingersi suoi seguaci. Anziché affannarsi a farci sapere quanto lo adoravano e quanto lui li amava, farebbero meglio a tacere: tutti. Venuto “quasi dall’altro mondo”, Jorge Mario Bergoglio era un Papa dell’altro mondo: lontano dalle vaseline da curia romana e dai pregiudizi del suprematismo euro-occidentale, ha trascorso i 12 anni di pontificato a scacciare i mercanti dal tempio. Non sappiamo se fosse un santo: non ci compete. Ma sappiamo che non era il santino in cui, a cadavere ancora caldo, i media tentano di trasformarlo: il papa buono, il papa degli ultimi, il papa umano, liberal, riformista, progressista, un nonnetto da fiaba della buona notte per tutti i gusti e le stagioni. Il miglior modo di ricordarlo com’era, e non come lorsignori volevano che fosse e vorrebbero che passasse alla storia, è tramandare le sue parole. Nette, perentorie, inequivocabili. Evangeliche, quindi divisive. Pugni nello stomaco, pietre dello scandalo.
Che c’è di più scandaloso del “porgi l’altra guancia” e dell’“amate i vostri nemici”? Lui li applicava a tutte le guerre e a tutti i riarmi, senza ipocrisie su sedicenti “buoni” e presunti “cattivi”. “La guerra in Ucraina non è la favola di Cappuccetto Rosso: Cappuccetto Rosso era buona e il lupo cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Emerge qualcosa di globale, con elementi molto intrecciati. Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio… molto preoccupato per come si muoveva la Nato. Gli ho chiesto perché, mi ha risposto: ‘Stanno abbaiando alle porte della Russia’”. “Alcuni Stati si sono impegnati a spendere il 2% del Pil nell’acquisto di armi: sono dei pazzi!”. “Serve il coraggio della bandiera bianca: il negoziato non è mai una resa”. “Indagare se a Gaza c’è un genocidio”. “Disarmare le parole per disarmare le menti e la Terra”. Fino all’ultimo Angelus di Pasqua: “Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza di difesa non può trasformarsi in corsa generale al riarmo”. Parole che gli valsero la taccia di filo-russo, putiniano, antisemita e filo-Hamas da una congrega di farisei e imbecilli che sognano un Papa in mimetica per continuare a fingersi cristiani senza sapere cosa significhi. Lui lo sapeva. Ora si dice: “Morto un papa se ne fa un altro”. Ma è una parola. Chi crede può solo pregare e chi non crede sperare che anche nel prossimo conclave si noti una qualche traccia dello Spirito Santo.

L'Amaca

 

È stato solo un incidente?
di MICHELE SERRA
Per un non credente, che non confida nello Spirito Santo, il fatto che un uomo simile sia diventato papa può essere spiegato in due maniere. La prima è che sia stato, oltre che un fortunato intermezzo, una specie di incidente. Quasi una disattenzione, un capitolo che è sfuggito di mano ai suoi autori, qualcosa di inedito e di imprevedibile, un unicum certificato dal fatto che l’uomo in questione è stato il primo, dopo tutti quei secoli, a volersi chiamare Francesco, il rivoluzionario che con grande scandalo voltò le spalle al padre, alla ricchezza, all’agio sociale.
La seconda spiegazione, per un non credente meno comoda, meno pigra, è che non solo non sia stato un incidente, ma la Chiesa cattolica contenga in sé, oltre ai tanti vizi che questo papa non ha mai smesso di rinfacciarle, anche la facoltà di guardare al mondo — quando vuole, e se lo vuole — con un carico di speranza, e di fiducia negli uomini, che altrove sembra del tutto perduto.
Considerata la frequenza con la quale le nazioni si affidano ai prepotenti, ai vanitosi e agli avidi, ha fatto spicco la salita al governo della Chiesa di una persona così mite, così devota al rispetto di tutti gli esseri umani, così semplice nei modi, così serenamente estranea ai giochetti della politica, che spesso culminano nel gioco infame della guerra.
Chi di noi non ha mai pensato: per fortuna che c’è questo papa, con tutti i mascalzoni saliti al governo del mondo? Lo abbiamo pensato in tanti. L’elezione del prossimo papa ci aiuterà a capire se Francesco sia stato un incidente, oppure una facoltà che la Chiesa ha riscoperto, e molti altri poteri hanno perduto. Da laico, non mi disturba più di tanto sperare che sia vera la seconda ipotesi.

lunedì 21 aprile 2025

Arriva lei



E dal mondo Maga ecco la Stronza! (oggi il male è viene sconfitto per mano di Dio) Vorrei dirle tante cose a questa demente. Ma non è il caso…

Testamento


Miserando atque Eligendo. Nel Nome della Santissima Trinità. Amen.

Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura.

La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale li ho sempre affidati alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.

Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario mariano, dove mi recavo per la preghiera all'inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico, ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarla per la docile e materna cura.

Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale, come indicato nell'accluso allegato. Il sepolcro deve essere nella terra: semplice, senza particolare decoro e con l'unica iscrizione: Franciscus.

Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto a dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano.

Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell'ultima parte della mia vita l'ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli".

Francesco 

Santa Marta, 29 giugno 2022

Nella Gloria!



Ha aspettato che passasse il giorno di Pasqua, quasi a lasciare il centro dell’attenzione al suo Signore Risorto, ne ha gustato appieno per l’ultima volta la fragranza misteriosa nell’ottica della fede, incrollabile, ha atteso che il mondo carpisse nuovamente il suo messaggio di pace, la sua visione, le sue certezze, che molti di quelli che già ora lo rimpiangono fareisacamente, le avevano insonorizzate perché incongruenti con la smania belligerante che c’attanaglia. Nemico del “Papa re”, sconquassatore del regno del bisso e dell’oro, ha scacciato i mercanti dal tempio, ha introdotto inusuali gesta di semplicità, scuotendo coscienze già certe della salvezza, ha combattuto rancorosi e agiati verosimilmente oggi ebbri di felicità, per essersi tolto dai piedi quel macigno in controtendenza abbracciante per la prima volta il nome del Poverello. Da oggi, avvolto dalla Luce, sorridendo come al solito, ci guarderà dal Cielo, non permettendo che il solco da lui magistralmente eseguito inaridisca non portando frutto.

Cosa vedrebbe oggi




Situazione tifo