Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 2 agosto 2024
Fraintendimento
Attorno ai palloni gonfiati
Il Sòla dell’Avvenire
di Marco Travaglio
Due stalker si aggirano nella canicola: uno tragico, l’altro comico. Quello tragico è Zelensky, che da due anni dà del servo di Putin a chiunque gli chieda di negoziare con la Russia e manda avanti il noto esaltato Mykhailo Podolyak, suo consigliere diplomatico (sic), a insultare chiunque gli capiti a tiro, dal Papa all’Onu alla Croce Rossa, e a firmare sproloqui come questi del settembre 2023: “Il Papa non può mediare, non è credibile, non capisce la politica: è filorusso”, forse per “investimenti russi nello Ior” (mai un rublo), “voi occidentali piantatela di pensare a negoziati con la Russia, smettetela di flirtare con quei maniaci. La decisione sulla Russia dev’essere ancora presa: l’isolamento geopolitico, lo status di terrorista, la sospensione dalle organizzazioni internazionali, i mandati di arresto per i capi. E soprattutto la sconfitta nella guerra, seguita da un cambio di regime”. Mancava solo la sua incoronazione a Zar. Ora che la guerra è persa, Zelensky ci sbomballa i cotiledoni perché la Russia tratti con lui subito, possibilmente in giornata. Ma s’è scordato di abrogare il suo decreto che vieta a qualsiasi ucraino di negoziare con Mosca. Che quindi non gli risponde per il suo bene: sennò dovrebbe arrestarsi da solo.
Lo stalker comico è Renzi, che fra le Europee e la Partita del Cuore era tornato al rango che gli compete: quello di pelo superfluo della politica. Poi l’astuto abbraccio di Elly Schlein l’ha catapultato dal campo santo al campo largo. E lui, appena gli dai un dito, si prende pure il coso, vabbè ci siamo capiti. In Liguria vuole imbucarsi nel centrosinistra per il dopo-Toti, con la credibilità che gli deriva dall’aver difeso Toti anche dopo l’arresto contro il centrosinistra che ne chiedeva le dimissioni; e dal governare tuttora col centrodestra a Genova nella giunta del totiano Bucci. Non contento, intima a Schlein e a Conte di mollare quel che stanno facendo per invitarlo subito, entro sera, a “un confronto senza veti”. Come se non fosse stato lui, nell’ordine: a porre il veto su Conte nel 2021, quando abbatté il governo progressista per riportare le destre al potere con Draghi e poi da sole; ad annunciare nel 2022 che “oggi finisce la storia del M5S, non parliamone più, torniamo alle cose serie, torniamo alla politica” e che “la fine del Pd sarà sia con Elly sia senza Elly. Ma se Elly Schlein diventa segretario, metà Pd passa con noi, e forse sono stato prudente”; a votare con le destre le schiforme della giustizia e la commissione sul Covid, cioè su Conte e Speranza. I sondaggi dicono che sono più i voti che fa perdere di quelli che porta, ma lui è lì apposta: “Se io metto il veto sui grillini e i grillini su di me, vince Meloni”. Che “non risponde su nulla e cambia opinione su tutto”. Quindi dovrebbe piacergli un sacco.
L'Amaca
I calci arrivano uno per volta
DI MICHELE SERRA
Nella surrealtà politica del momento, si possono fare anche ragionamenti di questo tipo: sì, è passato l’abominevole, violento, idiota, anti-agricolo e anti-naturale provvedimento che vieta la coltivazione e il commercio della canapa light (ovvero: non stupefacente), mandando sul lastrico circa tremila aziende agricole nazionali, tanto che perfino Coldiretti, governativa nel suo Dna, si è ribellata.
Ma in cambio il governo si è rimangiata l’idea (abominevole, violenta e idiota) di istituire uno specifico reato di “integralismo islamico”, che penalizzando una sola forma di fanatismo religioso depenalizzerebbe, di fatto, tutte le altre. Bisogna dunque, prendendo un calcio, godere del fatto che non è arrivata, assieme al calcio, anche una sberla, o una coltellata? Ma non si rischia, così, di abituarsi ai calci, uno per volta, che questo governo assesta alla libertà e al rispetto?
Due note a margine: la maggior parte dei provvedimenti più rudemente illiberali sono di matrice leghista. Paradosso italiano (più volte enunciato in questo spazietto) è che i concessionari del fascismo – i meloniani – sono spesso surclassati dai fascisti di fatto, i fascisti operativi, che sono i salviniani. Seconda nota a margine: la componente cosiddetta “liberale” del governo conta un fico secco, perché controfirma le mosse più illiberali e oppressive. Forza Italia vale, in questa maggioranza, quanto l’ultimo dei panchinari. Per non dire dei “moderati” della Lega. Foglie di fico.
Opportunisti che ingoiano di tutto, pur di coltivare il proprio orticello elettorale.
Zaia, Fedriga, Giorgetti: è di loro che stiamo parlando.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)