Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 31 maggio 2023
Lucidissimo Robecchi!
Post sconfitta
martedì 30 maggio 2023
D'accordo
Focus elezioni
di Marco Travaglio
Le Comunali dimostrano che la soluzione non è partire da alleanze stabili o unioni più strette, ma lasciar liberi Schlein e Conte di marcare le proprie identità per recuperare astenuti e delusi (da loro e dalle destre). Tantopiù che il prossimo appuntamento elettorale, le Europee del 2024 col proporzionale, impone corse solitarie, non coalizioni. Ma i due leader devono domandarsi come mai, con tutte le porcate e i flop collezionati dal governo nei primi 8 mesi, i loro partiti siano inchiodati ai numeri del 25 settembre. Le risposte sono diverse, anzi opposte, per Pd e M5S. Conte ha dato al M5S un’identità forte – pacifismo, diritti sociali, ambientalismo e legalitarismo radicali – e gode di un robusto consenso personale per il buon ricordo lasciato da premier, ma non ha classe dirigente sui territori ed è troppo lento nel costruirla. Schlein di classe dirigente ne ha fin troppa, ma non è la sua (gli iscritti volevano Bonaccini); ha un gran consenso solo sui media, che la pompano da tre mesi, ma non fra i cittadini, che non hanno ancora capito cosa dice né cosa vuole, persa com’è nell’eterna mediazione fra le correnti e costretta a supercazzole incomprensibili, astruse, elitarie, lontanissime dalla vita della gente. In cima ai pensieri degli italiani ci sono welfare e guerra. Sulla guerra il Pd ha la stessa posizione della Meloni; quanto al welfare, i suoi pigolii su precariato, salario minimo, Rdc, extraprofitti, Pnrr e Superbonus non si sentono, coperti dagli strilli su questioni di cui non frega niente a nessuno: dalle pippe sull’Agenda Draghi il Pd è passato all’Aventino sul caso Cospito-Donzelli- Delmastro e alle barricate per gli auto-martiri Fazio e Annunziata. Dal “non ci hanno visti arrivare” al “perché, è arrivato qualcuno?”.
L'Amaca
lunedì 29 maggio 2023
Perché, perché?
Capita di rado, ed è successo oggi, che la compagine governativa al potere stracci nelle elezioni comunali l'opposizione; normalmente infatti si assiste ad una ripresa dei partiti che non stanno in tolda, e questo avviene generalmente perché alle promesse non si riscontrano effettive azioni.
Non in questo frangente politico. Il centrodestra infatti ha vinto alla grande i ballottaggi, lasciando all'opposizione solo Vicenza.
Perché?
La risposta viene da lontano, da molto lontano: il rimescolamento improvvido, il torbido fasciante ogni angolo del potere e dell'opposizione hanno generato miasmi e scioccheria in grandi quantità; la perdita di identità del maggiore partito di sinistra ha provocato una specie di rimbambimento globale, sfociante nel "tanto sono tutti uguali!"
Le cause sono dettate da pressapochismo, inefficienza, clientelismo, inchino a chicchessia per ottenere le ambite poltrone, la trasformazione della politica in lavoro remunerato principescamente. Il politico di mestiere è l'oppio degli arzigogolanti, le partecipate il salvagente per tutti coloro che usciti dal cerchio magico continuano a tettare soldi pubblici per il mantenimento di privilegi insalubri voluti da tutti lor signori.
Manca totalmente la serietà che l'incarico pretenderebbe, sono scomparse le lotte a difesa dei deboli, il connubio con il mondo imprenditoriale è in ogni dove granitico.
Come poter vedere nel partito democratico uno spiraglio di giustizia e di lotta contro le eclatanti disparità sociali?
Chi ancora crede alle parole oramai abusate che questi signori ancor oggi spargono nell'aere a titolo quasi commediografo?
E il Movimento 5 Stelle sta intorbidendosi anch'esso, andandogli a ruota, lontano mille miglia da una seria opposizione.
E i giornali, vedasi in primis Repubblica, che gracchiano alla luna contro il melonismo, con quale grado di serietà vengono accolti dagli impavidi lettori se risultano di proprietà di un famiglia che ha pensato bene di portare i propri tesori in Olanda per non pagar le tasse?
Il partito democratico deve ripulirsi al suo interno, completamente. Deve presentare nuovi e giovani politici, deve tranciare di netto i suoi interessi nell'imprenditorialità, nella finanza, nel commercio. Per tornare ad essere faro la strada è solo questa. I chiacchiericci oramai lasciano il tempo che trovano. Occorre schierarsi nettamente contro l'invio di armi da attacco in Ucraina, cercare la pace nel dialogo, non solo a parole ma nei fatti, combattere le ingiustizie seriamente e non recitando, fare opposizione seria, dura, intransigente, dando pure visibilità a rinunce a stipendi e privilegi di casta; occorre che le forze d'opposizione s'uniscano seriamente senza se e senza ma, dando evidenza che quando scade un mandato non si rientra dalla finestra in qualche municipalizzata ad infiascare aria fritta con lauta ricompensa.
Occorrono segnali, seri e forti. Precisi ed indefessi. Altrimenti il nero perdi sempre modificherà la Costituzione, rimpiombando nella malefica dottrina dell'uomo forte.
Date segnali di cambiamento, concreti e precisi, lasciando stare banche e tristi realtà affondanti il senso comune della solidarietà.
Solo così si potrà sperare in un cambiamento, in una conversione di ideali spazzanti questa forma di malcelato fascismo, che molti gonzi scambiano per democrazia.
