lunedì 22 maggio 2023

Estika



Da uno studio dell’Università “Estika” risulta che in ambito bellezza, la Cacio e Pepe di Nannarella (a Trastevere) risulti solo un zinzinino sotto al Giudizio Universale di Michelangelo. Non esito a confermare tale sondaggio!

Boss melanconico



Il Boss crepuscolare nel cuore della Roma imperiale, ci riporta alla realtà più schietta della nostra umanità: il tempo passa e tutto scorre via. Anche per lui, l’inossidabile, il ragazzo che nel ‘55 entrò nella band dei Castiles ed oggi ci trasmette, con Letter to You, la malinconia di essere l’ultimo rimasto quaggiù. Puoi arzigogolare fingendoti giovane, ma il tempo è lampo nel buio, ed ecco che subito dopo The Promise Land ci instrada verso una concezione di vita allargata, trasformata, attraverso i sogni. Ma è anche il palco a confermarci questo intravedere, ancora da lontano si spera, l’addio a ciò che per lui è vita vera: un numero incredibile di coristi, di fiati a supporto della inevitabile e biologica decadenza, manifestata oltremodo in Born in Usa, con la triste arrampicata rauca suggellante la melanconica atmosfera. Ma Nightshift, Out in the Street, Because the Night, Born to Run, Glory Days, The Rising oltre a meravigliarci per la magia tendente all’infinito della E Street Band, ci rasserenano spazzando lacrime e sospiri: il suo Rock è eterno, ci conforterà per sempre, ci appoggeremo a lui ogniqualvolta chicchessia ci induca ad inerpicarci nella caducità temporale. Tanto belle sono state le tre ore col Boss da farci assaporare gioiosamente il finale solitario di I’ll See You in My Dreams! Sarai sempre nei nostri sogni eterno ragazzo del New Jersey, danzeremo nel buio alla luce della tua musica, impavidi, Out in the Street!

domenica 21 maggio 2023

Insuperabili romagnoli!



Daje! Daje! Daje!

Dal Boss!


E per la quattordicesima volta, al Circo Massimo: Born to run Boss!

Bravi un k…!




Verrebbe da dire Estikazzi se non ci fossero tanti morti! Lo spirito dei giovani di Romagna, la solidarietà, l’affrontare il destino bastardo col sorriso, la forte comunità che da sempre si è rimboccata le maniche nelle tragedie con la determinatezza che gli è propria, non dovrebbe essere definito bello come faceva la maestrina. Questo infatti è la colossale forza dei giovani che non si fanno più ingannare da giaculatorie politiche di parte atte solo a portare acqua al proprio mulino. È il tempo dei giovani, mai domi, sdolcinati, senza colore, lontani anni luce dagli arzigogolatori improvvidi ed opachi. Grazie ragazzi!

Lo era già!



Tremendamente fantozziano questo Bonaccini, figlio di una politica di simil sinistra, intorbidita dai miasmi di quel volemose bene che tanti danni ha fatto a “quella vaga idea di socialismo” relegata in cantina da ometti alla Fassino per intenderci, che col suo “abbiamo una banca!” diede inizio al Rimescolamento Infingardo, scoppiettante e al massimo livello durante l’Era del Ballismo del Bimbominkia travestito da segretario PD, ed operante per volere e piacere dello Zio signore e zar nella precedente Era del Puttanesimo. E questo figlio dello stoltismo imperante che otto anni fa firmò documenti come Commissario straordinario per il rischio idrogeologico, e che oggi ne invoca nuova investitura, confermandoci che la precedente carica era palesemente ad minchiam, così tanto per dire, fregnaccia tra le fregnacce che questi affabulatori ci hanno propinato per lustri, costruendo e cementificando ovunque, in barba alla ragione e alla geologia, perché in questo mondo fintamente moderno, di merda nella realtà, costruire equivale a crescita, e il dio Pil va pacato ed onorato con cemento a fianco dei letti fluviali, sotto il livello dell’acqua, come lo sciagurato Yoghi sta tentando di fare in Liguria. Ed Elly Supercazzola non è da meno: ora che è segretaria sta tentando di scalare grattacieli specchiati pur di non apparire correa alla scelleratezza dei tempi andati ma ancora tristemente in auge, bofonchiando in puro stile Conte Mascetti senza cavar, al momento, un ragno dal buco. La speranza di rinfocolare la dignità comune s’avverte nei ribollii giovanili, nei lanci di materiale lavabile verso arte ed istituzioni, sensibilizzanti un risveglio in cervice di troppe menti obnubilate. Prova ne è il fatto che il Fascista al Senato li ha rimproverati invitandoli ad andare a spalare fango nelle zone alluvionate, cosa peraltro che molti stan gia facendo in silenzio; se disturbano il Fascista rauco vuol dire che danno noia a tutti coloro che identificano il cemento come sinonimo di crescita e di sviluppo. Alla Bonacccini per intenderci.

Number One!



Colpevoli del futuro 

di Marco Travaglio

Cinque giorni dopo l’alluvione in Romagna con i suoi morti e i suoi sfollati, siamo scettici sul fatto che le indagini aperte – peraltro doverosamente – dalla magistratura accerteranno responsabilità penali (il nesso causale fra la morte di Tizio o Caio e la norma X o la mancata norma Y è indimostrabile, come nelle stravaganti inchieste sul Covid). Ma abbiamo già tutti gli elementi per sapere che le responsabilità politiche sono tutte del centrosinistra e del centrodestra: non per le piogge, i terremoti, le frane e le altre catastrofi davvero “naturali”, ma per gli effetti mortali e distruttivi moltiplicati dalle loro politiche di cementificazione, a cui le destre hanno aggiunto i condoni edilizi. Lo scaricabarile al grido di “sono stati Bonaccini e Schlein”, “no è stato il governo Meloni” non è assurdo solo perché in una Regione e in una provincia così foderate di cemento neppure una giunta Greta o un governo Thunberg avrebbe evitato i morti e i disastri. Ma anche e soprattutto perché, a parte ogni tanto i 5Stelle, i Verdi e minuscole forze di sinistra, tutti i partiti condividono la stessa folle incultura dello “sviluppo” fine a se stesso per “crescere”, “fare Pil” e “consumare” (tutto, anche il suolo).
Perciò questa alluvione di parole, come se mancasse l’acqua sporca, suona vuota e falsa. Non esiste in Parlamento, e neppure nell’elettorato, una maggioranza in grado di fare l’unica cosa doverosa, cioè un decreto, necessario e urgente quant’altri mai, di un solo articolo: “È proibito consumare anche un millimetro quadrato di nuovo suolo. E tutte le norme comunali, regionali e nazionali che lo consentono sono abrogate”. Decreto seguìto da un altro che blocchi tutte le mega-opere inutili e investa nell’edilizia solo per smantellare costruzioni abbandonate e riqualificare quelle utilizzate anche sul piano ambientale ed energetico (vedi Superbonus). Un bel sogno, almeno finché la gente voterà per i vecchi partiti travestiti da nuovi ma sempre asserviti alle lobby del cemento. Anche un’ambientalista come Elly Schlein, ex vice di Bonaccini con delega al Clima, ha una coda di paglia lunga di qui a là e lancia supercazzole sui fondi del Pnrr da riconvertire contro il dissesto idrogeologico (ma i fondi nel Pnrr ci sono già, e anche in altre voci di spesa nazionali ed europee: è che non sappiamo spenderli). E la destra è ferma al negazionismo sui cambiamenti climatici e alle sparate contro il “partito del no” (come se gli ambientalisti avessero mai governato da qualche parte) e i giovani ecologisti esasperati che protestano a colpi di vernice lavabile (come se la febbre fosse colpa del termometro). No, il governo Meloni, i centristi-affaristi e il Pd non sono i responsabili di questa catastrofe, ma delle prossime.