sabato 20 maggio 2023

Ancora G7

 


G7

 


Alla rovescia

 


Si è svolto a Gedda un vertice arabo che solo grazie alla presenza dell'onnipresente Zelensky, a caccia costante di armi per portarci tutti verso la catastrofe nucleare, ne sono venuto a conoscenza. Nella foto da sinistra: un boia siriano responsabile di migliaia di vittime e di milioni di profughi, riammesso dopo anni al vertice; al suo fianco l'Egiziano responsabile di omicidi tra cui quello del povero e dimenticato, a causa del petrolio e del metano, dalla madre patria, che siamo noi; al centro un riccastro arabo mandante di efferati assassini, vedasi Khashoggi, che solo uno scellerato nostrano ha magnificato, a pagamento, elevando la misoginia di stato, l'efferatezza di esecuzioni capitali, quasi cento quest'anno, addirittura a Rinascimento! 

Ebbene questa pletora di malfattori galleggia tra ori e potere, mentre il povero Julian Assange sta marcendo in galera, reo di aver portato a galla crimini e manovre diaboliche degli apparati di stato, in primis la falso democrazia americana! 

Sono sempre più certo della saggezza di Bernard Shaw che disse: 

"Più vivo, più sono convinto che questo pianeta sia usato da altri pianeti come manicomio dell'universo."    

Guai in vista

 


Fantastica!

 

Che bel rinascimento saudita tra torture, abusi e uccisioni
DI DANIELA RANIERI
Una notizia che non leggerete sul Riformista diretto da Matteo Renzi. Il rapporto 2022-2023 di Amnesty International assegna all’Arabia Saudita un primato mondiale: triplicate le condanne capitali, processi iniqui e sommari, discriminazione contro le donne, torture, sfruttamento del lavoro, abusi e maltrattamenti sui migranti, sgomberi di massa di residenti le cui case sono state demolite per far posto alle costruzioni faraoniche che devono rispecchiare l’ego del principe ereditario Mohammed bin Salman, nominato capo del governo dal padre, il re. È il famoso Rinascimento arabo. L’osservazione riguarda il 2022, l’anno in cui è emerso che il senatore della Repubblica italiana e consulente della monarchia Saudita aveva incassato 1,1 milioni di euro per “prestazioni fornite in qualità di consulenza”, come lui stesso dichiarò in seguito a una segnalazione di operazione sospetta di Bankitalia partita dopo il bonifico.
Ricorderete il video della “intervista” al principe (che non ha molto in simpatia i giornalisti veri, mentre paga profumatamente quelli farlocchi): mentre lui conversava amabilmente in googlish col principe chiamandolo “amico mio” e “Vostra Altezza”, in Italia, nel mezzo di una pandemia, si consumava una crisi di governo provocata proprio da lui. “È un grande piacere e onore essere qui col grande principe Mohammad bin Salman. Per me è un privilegio poter parlare con te di Rinascimento. Credo che l’Arabia Saudita possa essere il luogo per un nuovo Rinascimento”. Del resto Renzi si vende il Rinascimento da quando era sindaco di Firenze. Peccato che, se vivesse oggi a Riad, l’omosessuale Michelangelo sarebbe arrestato, frustato, internato in clinica psichiatrica e assassinato con esecuzione pubblica. Mentre Conte, coi suoi Dpcm e le conferenze stampa ore pasti molto invise ai giornali d’establishment, era un “vulnus per la democrazia”, il principe era un modello anche per le democrazie occidentali: Renzi disse di “invidiare il costo del lavoro” del Paese, dove milioni di immigrati lavorano in condizioni di schiavitù (ma forse si riferiva al suo costo del lavoro: fino a 80mila euro l’anno). I petrodollari abbassano la soglia morale rasoterra. Dal report di Amnesty risulta che il Paese ha triplicato il numero delle esecuzioni capitali, dalle 65 del 2021 alle 196 del 2022, con la messa a morte di 81 prigionieri in un solo giorno per reati come terrorismo, omicidio, ma anche “danno al tessuto sociale e alla coesione nazionale” e “partecipazione e incitamento alla partecipazione a sit-in e proteste”. Salma al-Shehab, dottoranda dell’Università di Leeds, è stata condannata a 27 anni di carcere per dei tweet a sostegno dei diritti delle donne. È nota la sorte del giornalista Jamal Khashoggi, critico col regime, fatto a pezzi nel consolato saudita di Istanbul; l’Onu ritiene Mbs il mandante dell’omicidio.
Ieri Zelensky, nel suo tour mondiale per chiedere più armi, ha incontrato il principe per “portargli la nostra formula di pace”, la quale, come ha detto lui stesso ai nostri giornalisti che l’hanno “intervistato” al Vittoriano (chissà perché non direttamente al Colosseo, dove gli spettatori assaporavano il sangue e con un pollice verso si sarebbe potuto decidere se entrare in guerra o no), non può che consistere nella vittoria dell’Ucraina, in spregio anche all’offerta di mediazione del Papa. “L’Arabia Saudita svolge un ruolo significativo e siamo pronti a portare la nostra collaborazione a un nuovo livello”, ha detto Zelensky. Il livello è chiaro: il riarmo globale e la guerra totale contro Putin (che, ripetiamo a beneficio dei nostri calunniatori, è il responsabile dell’invasione criminale dell’Ucraina). Ma se Putin è un assassino, Mbs è un interlocutore. Del governo Renzi si ricorda l’esportazione di un’imponente commessa di bombe verso il regno saudita, che le usa per bombardare i bambini yemeniti. Il Rinascimento si allarga.

I Pazzi sono loro!

 

Perché sono abbonato al Fatto, perché ogni mattina assaporo l'editoriale di Travaglio? Perché leggo notizie che da altre parti non leggo e, visto che non partono querele da chi è chiamato in causa, le considero sempre graniticamente vere. Leggo anche articoli come questo, ove, coraggiosamente, il Direttore c'insinua la strana sensazione di vivere in un mondo di matti, con una delle poche persone serie e coraggiose, Assange, in galera per aver rivelato complotti e delitti; con i cosiddetti Grandi che scherzano sempre più pericolosamente col fuoco, nella fattispecie uno squilibrato assassino ex kgb in possesso di 6000 testate nucleari. Apprezzo molto quest'editoriale, anche se mi rattrista oltremodo. Ma per risollevarmi il core per fortuna c'è il Riformista con i sublimi articoli del re dei saltimbanchi...


La Congiura dei Pazzi
di Marco Travaglio
In principio erano le “armi non letali”. Lo disse Letta buonanima ad Avvenire il 27.2.22: “Per aiutare gli ucraini va rafforzato l’invio di materiale bellico non letale”. E lo scrisse Draghi nella bozza di risoluzione sul primo decreto Armi. Poi il 1º marzo gettò la maschera, una delle tante: “Armi letali” all’Ucraina, ma solo per la “legittima difesa” ucraina, tipo missili terra-aria e anti-carro a breve gittata, mitra e mortai. E solo per “sostenere ogni iniziativa multilaterale e bilaterale utile a una de-escalation militare” e “la disponibilità della Santa Sede a un’opera di mediazione”. Draghi lo ribadì il 28.6.22: “Armi e sanzioni sono fondamentali per costringere la Russia alla pace… per portare la Russia al tavolo dei negoziati. Dobbiamo esser sempre pronti a cogliere gli spazi negoziali”. Concetto ribadito nel quarto decreto Armi del 26 luglio: “…misura di assistenza nell’ambito dello strumento europeo per la pace per sostenere le Forze armate ucraine…”. Il 12.3.22 lo stesso Biden garantiva: “L’idea che invieremo armi offensive e che avremo aerei e carri armati… si chiama terza guerra mondiale”. Benebravobis.
Poi gli Usa, dunque i Paesi Nato e Ue, dopo averlo negato per mesi, iniziarono a inviare lanciarazzi e missili a lunga gittata in grado di colpire la Russia. Poi, sempre dopo aver detto “mai e poi mai”, ecco i sistemi anti-aerei e i droni, usati dagli ucraini per attaccare aeroporti e depositi di carburante e munizioni in territorio russo. Poi, sempre dopo averlo escluso, ecco i carri armati Abrams e Leopard. Lo schema è sempre lo stesso: Zelensky chiede, l’Occidente dice no, poi nel giro di qualche giorno cambia idea. E ogni volta i trombettieri bellicisti sposano sia il no iniziale sia il sì finale, perché tanto “non c’è alcuna escalation” e Putin “non oserà usare l’atomica”. E poi sono “solo armi difensive” (Crosetto), che per giunta “non costano nulla” (Meloni). Ora Zelensky batte cassa per i jet cacciabombardieri: Scholz e Macron fanno i vaghi, Londra e Praga dicono sì e Washington no, ma poche ore dopo Biden fa sapere che non si opporrà – bontà sua – se qualche benefattore europeo vorrà inviare pure quelli. Del resto la Meloni genuflessa all’amico Volodymyr gli ha appena garantito “sostegno a 360 gradi finché necessario”. L’obiettivo l’ha dichiarato in Senato il 26.10: l’“equilibrio tra le forze in campo”. Ergo, siccome la Russia ha molti più uomini dell’Ucraina e 6mila testate nucleari contro zero, non resta che inviare a Kiev truppe e testate atomiche per colmare il doppio gap. Ieri infatti, dopo un anno di false aperture ai negoziati, il G7 s’è chiuso con l’impegno unanime dei Sette Pazzi a sabotare qualunque dialogo, promosso dal Papa o dalla Cina. Resta inteso che al fronte ci vanno loro: Meloni e gli altri pazzi.