domenica 27 novembre 2022

Cerchio

 


Ischia travagliata

 

La pace edilizia
di Marco Travaglio
Non ci sono più lacrime né parole. Le lacrime le hanno consumate gli ischitani a furia di piangere i loro morti in alluvioni, frane, terremoti. Le parole le abbiamo consumate noi giornalisti, costretti a commentare ciclicamente sempre la stessa tragedia. Con le stesse cause: cambiamenti climatici, abusi edilizi, consumo di suolo, dissesto idrogeologico, incuria del territorio garantito dal trasversalissimo Partito del Cemento. E gli stessi colpevoli: quei politici e amministratori che promettono cose giuste e non le fanno, o promettono cose sbagliate e le fanno, ma anche quei cittadini che li votano e li rivotano per tenersi le case abusive. Poi c’è chi le parole non le finisce mai, neanche quando dovrebbe trettenerle in gola: il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Ieri mattina era a Milano a inaugurare una linea della metro, eppure già annunciava che sotto la frana di Ischia c’erano almeno “otto morti accertati”, quando non s’era ancora trovato un cadavere. Passano gli anni e cambiano i governi, ma lui no: è sempre il Cazzaro Verde che, vicepremier e ministro dell’Interno del Conte1, annunciava arresti prima che fossero fatti, aiutando qualche criminale a scappare. Ora l’ansia di arrivare primo (a dire fesserie) l’ha portato a innescare una macabra gara nell’annuncio dei morti.
Eppure qualcosa di serio avrebbe potuto dirlo: che i negazionisti del clima travestiti da nemici dell’“ambientalismo ideologico”, molti dei quali votano Lega o FdI o FI, sono corresponsabili di queste catastrofi tutt’altro che “naturali”. Se Ischia ha 60mila abitanti e più di 27 mila pratiche di sanatoria, lo dobbiamo a chi non fa altro che promettere e perpetrare condoni in cambio di voti (altro che “voto di scambio” col Reddito di cittadinanza). Nell’ultima campagna elettorale finita due mesi fa, la Lega prometteva di bloccare gli abbattimenti le case abusive. Come ricorda Maurizio Acerbo (Up), il 9 settembre, due settimane prima delle elezioni, all’hotel Ramada di Napoli si tenne una riunione fra alcuni sindaci campani, i rappresentanti dei movimenti anti-demolizioni e i candidati leghisti Rixi, Cantalamessa, Castiello e Nappi. Tema: un decreto per bloccare gli abbattimenti. Quello che da anni Salvini va twittando col tragicomico eufemismo “Pace edilizia” e Rixi ha tradotto in un disegno di legge sul “ravvedimento operoso” per tenere in piedi gli edifici abusivi. Nappi, meno ipocrita, si faceva campagna elettorale con lo slogan “Condono edilizio subito”. Ora Rixi è viceministro alle Infrastrutture, cioè il braccio armato di Salvini, e la Castiello sottosegretario ai Rapporti col Parlamento. Da ieri sanno, insieme al loro principale, dove porta la loro “pace edilizia”: alla pace eterna.

L'Amaca

 

Povera Rai serva dei partiti
DI MICHELE SERRA
Nel Tg2 delle 13 di ieri, ovviamente, l’apertura era la tragedia di Ischia. Dopo il servizio (ottimo) dell’inviato è andata in onda una impressionante sfilza di dichiarazioni e tweet di quasi tutti i ministri del governo Meloni.
Quelli interessati all’accaduto (ovvero, quelli le cui parole avevano rilievo giornalistico) sono, se non erro, due: Interni e Ambiente. Oltre alla presidente del Consiglio. Tutti gli altri, che accidenti c’entravano? Con quale diritto, e quale titolo, dichiaravano?
Terminata l’assurda sfilza delle parolette governative, ministro per ministro, il Tg2, incredibile ma vero, ha pensato di dare un poco di spazio anche alle reazioni politiche: nuova sfilza di dichiarazioni dei capigruppo dei partiti, compresi, in coda, quelli di opposizione.
Lascio immaginare al lettore il palpitante interesse delle frasi di circostanza spese da ministri e onorevoli. Si andava dal commosso cordoglio all’urgenza dei soccorsi. Un portalettere, una cantante lirica, un geometra avrebbero potuto commentare l’accaduto con identica genericità.
Ci si domanda: posto che un tigì è un giornale, che rapporto, anche vago, hanno questi rosari di parole di circostanza con il giornalismo? Ve lo dico io: nessun rapporto. E a proposito di ministri, se avesse ragione Valditara quando elogia l’umiliazione come esperienza formativa, la Rai ne uscirebbe super formata, perché super umiliata da decenni di asservimento alla politica. Uno dei pochi veri segni di cambiamento di questo Paese sarà il giorno che alla Rai diranno ai tirapiedi dei ministeri e dei partiti: guardi, richiami domani che qui stiamo lavorando, e il nostro lavoro non è uguale al vostro.

sabato 26 novembre 2022

Un grande idiota

 


Ma che razza di uomo è uno che per anticipare l'annuncio delle vittime di un disastro se ne inventa otto? Che razza di uomo è uno che per apparire e per far credere di avere tutto sotto controllo, spara numeri a cazzo senza alcun rispetto per chi in quel momento non riusciva a trovare un parente, un amico.
Che razza di uomo è uno così e perché mai dobbiamo ancora vederlo in tv in tutta la sua inanità, la sua impareggiabile imbecillità. Questo codardo è un idiota pericoloso e va messo in grado di non nuocere. Prima che sia troppo tardi.

Inespresso

 

Certo che il vedere le due righette del tampone ti apre ad una serie di domande e quesiti sperticato, t'immette in quel mondo che da oltre due anni evitavi quasi con cipiglio, ti dona la sensazione di aver inglobato l'ospite, che prolifererà in te con miliardi e miliardi di micro inquilini la cui unica richiesta è vivere, convivere, perché la vita gode del vivere, perché non ci siamo solo noi a questo mondo ma anche infinitesimali virus che tentano di vivere in un organismo. Che ora è diventato il mio. M'accordo quasi istantaneamente di avere un ospite potente, molto potente, che però non riesce ad esprimersi a dovere a causa dei freni dei vaccini, a cui non riesce a liberarsi. Si, ho la netta sensazione che la tosse fastidiosa, la diarrea ogni mezz'ora, il raffreddore abnorme altro non siano che il tentativo di presentarsi con molto fastidio ma, grazie all'imbrigliamento vaccinale, la febbre non supera i 37,5, la fame non scompare, addirittura babbanemente avrei pure voglia di fumare! 

Sono quindi contento che la ricerca e lo studio abbia depotenziato il Bastardo! E' una di quelle occasioni in cui sei fiero di far parte del genere umano, la sua conoscenza, il suo operare per l'altro. Tutt'altra cosa da vederlo impegnato a costruire armi sempre più perfette, sempre più letali! 

Sono quindi costipato dalla visita, cercherò di far buon viso a cattivo gioco. Nell'attesa che tolga il disturbo. 

Ritorna Marco

 

Chi si firma è perduto
di Marco Travaglio
Commossi dal suo straziante grido di dolore, siamo vicini a Dario Nardella che confida al Messaggero gli otto anni di calvario da sindaco di Firenze: “Lavoriamo nel terrore”. Minacce di mafia? Attentati di al Qaeda? Unghie incarnite? Peggio: “terrore costante di una firma”. Una sindrome che colpirebbe tutti gli amministratori: “temerari” che “rischiano sia se firmano un atto, per abuso d’ufficio, sia se non lo firmano, per omissione”. Il loro problema è il Codice penale che trasformerebbe ogni amministratore in potenziale “indagato solo perché ha fatto ciò per cui è stato eletto”. Eccetto Nardella, che non risulta sia mai stato indagato. Ma vabbè. Per fortuna anche la Meloni, a dispetto delle accuse di fascismo, vuol cancellare l’abuso d’ufficio dal Codice del fascista Rocco: addio “terrore della firma”, addio “paura di sbagliare che paralizza” i Comuni. Beninteso: “Nessuno chiede uno scudo penale, non vogliamo privilegi”: i pubblici amministratori vogliono solo abolire un reato che possono commettere soltanto loro. È quello di chi abusa del suo potere truccando concorsi, gare, graduatorie per favorire amici, parenti, amanti, compagni di partito, raccomandati, mafiosi e danneggiare gli altri. Questa condotta odiosa, che viola i principi di eguaglianza e di imparzialità dell’Amministrazione (artt. 3 e 97 della Costituzione), resterà finalmente impunita senza che le vittime abbiano giustizia. E senza poter risalire a ciò che nasconde quel reato-spia: quasi sempre mazzette, quindi falsi in bilancio, appropriazioni indebite, frodi fiscali.
Uno normale potrebbe domandarsi: ma per evitare guai giudiziari non basta firmare ciò che si deve e non firmare ciò che non si deve? Eh no, risponde Nardella: “Il sindaco di Rivarolo Canavese è stato condannato a 12 mesi per la morte di un cittadino in un sottopasso allagato”. Vero, ma non per abuso: per omicidio colposo. Aboliamo pure quello, lasciando impunite le stragi sul lavoro e sulla strada? A Nardella non la si fa: “Il mio predecessore Domenici fu accusato e assolto per ‘getto pericoloso di cose’ sull’inquinamento atmosferico’”. Vero, ma il getto pericoloso di cose non è l’abuso. Si potrebbe abolire pure quello: così, se un demente a Capodanno lancia un frigorifero dal balcone e Nardella passa lì sotto, sa chi ringraziare. Gran finale: “Quasi tutte le inchieste sugli amministratori finiscono archiviate”. Quindi, se non si fanno neppure i processi, dove nasce il terrore? L’impressione è che Nardella non sappia letteralmente di cosa parla. Il che è un vantaggio. Se dovesse mai finire nei guai, non potendo invocare l’ignoranza della legge (che per un sindaco non è un’attenuante, semmai un’aggravante), gli resterebbe l’incapacità di intendere e volere.

Dialoghi