Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 23 settembre 2022
Amaca da attenzionare
Classifica Travagliata
giovedì 22 settembre 2022
Quell'immenso numero
Una società svizzera, loro si che se ne intendono, ha stabilito la cifra globale della ricchezza, ovvero quanto grano giri per il globo: sedetevi e rilassatevi, la cifra a detta dei custodi di nefandezze, risulterebbe essere di 463.000.000.000.000.000 di dollari! Non so se l'ho scritto bene, data la vastità, ma in lettere trattasi di 463mila miliardi di dollari. Estikazzi!
Ma la notizia, per così dire, è un'altra! Sapete come è ripartita questa cifra? Cioè come il pensiero libero o quello dittatoriale o quello che finge di essere a servizio dell'uomo, mentre in realtà sotto sotto scava per aumentare le disparità, e che è la maggioranza attualmente operativa, di questa umanità affacciatasi nel terzo millennio, per molti versi evoluta e all'avanguardia, ha saputo distribuire tale tesoro, per così dire comune? No? Ve lo dico io: l'uno percento della popolazione mondiale detiene quasi la metà della moltitudine di miliardi di cui sopra, e il 99 percento si spartisce la restante metà.
Ovvero: 62milioni e spiccioli di esseri umani si sono accaparrati più o meno onestamente circa 230mila miliardi, la restante popolazione, circa 6,5 miliardi, si spartisce l'altra metà per una cifra stimata di 35mila dollari, che poi non è così perché moltissimi vivono con circa 1 dollaro al giorno.
Bene! Non aggiungo altro. Meglio pensare allo sport, alle vicine elezioni, all'inverno minaccioso che si sta parando davanti. Al grande fratello vip da poco iniziato. Al montepremi del superenalotto. A tutto meno che a queste evidenze statistiche, che delineano un panorama tristissimo di una moltitudine di inani ed allocchi. Che siamo noi.
L'Inefficienza Programmata
La madre di tutte le carogne ha un nome: inefficienza programmata. Studiata a tavolino per inficiare giustizia e dignità; come a Como dove Salah e Samir dormivano in questa baracca in foto dopo essersi spaccati la schiena per tutto il giorno, grazie al macabro rituale vigente da sempre nell'edilizia, in questo caso gestito da un russo che sta costruendo tre villone per riccastri a picco sul lago, che prevede, legalizzato, un'indegna cascata di subappalti arricchenti i primi e costringenti le ultime ditte della catena a lavorare a prezzi da fame, schiavizzando conseguentemente operai come Salah e Samir, morti perché in quella baracca, di solito usata per riporre attrezzi, dormivano e, visto l’abbassamento delle temperature, hanno acceso un fuoco per scaldarsi, e il monossido di carbonio li ha tolti da questo mondo infame, lasciando soli i loro figli, due per Salah, tre per Samir.
Tutto questo accade grazie all'inefficienza programmata: non vuoi disturbare chi allegramente lucra? Semplice: metti pochissimi a controllare. E lo fai scientemente, magari chissà, ricevendone pure qualche sollazzo per i tuoi bisogni. Pochi a controllare e si apre l'autostrada della malvagità, con "nero" e paghe vergognose da vero schiavismo, con norme di sicurezza ridicolizzate dalla granitica impunità, dal sentirsi esente e liberato da ogni ipotetico controllo.
L'inefficienza programmata vegeta ovunque: numeri chiusi a medicina, così i servizi a pagamento proliferano per la gioia dei soliti noti, “Ucci Ucci” non è vero? Chi dovrebbe controllare latita ovunque: nello spassoso mondo dei balzelli, tant'è che ogni anno si dimenticano di pagare un'ottantina di miliardi, e i coglioni che hanno il prelievo alla fonte devono pure sobbarcarsi di chiudere la falla; nel mondo del lavoro, come detto, nei controlli demaniali, nel catasto, insomma in ogni reparto ove vi sia la possibilità di agevolare pochi, infangando molti.
Nel ricordo di Salah e Samir dovremmo impegnarci per migliorare l'attuale civiltà, attualmente merdifera, iniziando col sperare che domenica non vincano coloro che delle norme e del rispetto dei deboli ne fanno carta per spazzarsi il sedere. Una gioia per l'inefficienza programmata!


