venerdì 30 luglio 2021

Da studiare


Dovessero studiare le metamorfosi filosofiche insinuantesi dentro ad un ribelle venuto a contatto col bisso e gli agii della casta di lor ribaldi, non potrebbero che analizzare lui, l’oramai impomiciato Bibitaro, che si muove nei meandri del losco con tatticismo e borotalco migliore che Al Tappone dentro ad un bordello. Blaterante negli anni passati di stravolgimenti essenziali per resuscitare una pseudo democrazia come la nostra, si è via via trasformato in un esemplare Boiardo simil politico, con quella sfacciataggine forlaniana che gli permette di adeguarsi ai tempi e alle necessità di sopravvivenza simbolo del regno degli approfittatori, che allocchi scafati perseverano a definire politica. Luigino smussa, affievola, finge d’ascoltare, si auto modifica, muta il dna, batuffola, chiagne, miagola solo ed esclusivamente per non dover alzarsi dalla dorata poltrona. Al suo confronto il Dibba delle Ande è un “Che de noantri” L’affetto incondizionato per il Dragone delle Banche, è quanto di più smielato si possa concepire su questa sfera ricordante gli anni dell’era del Puttanesimo, allorché cardinali, gnomi, schiavi e pusillanimi adorarono il "tangentista della mafia" e le sue "sagge, filosofiche, rispettose, e mai misogine, cene eleganti".

Un'altra meditazione travagliata...

 

Scartabia
di Marco Travaglio
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Già il fatto di porsi questa domanda su un governo che ha tentato fino all’ultimo di mandare al macero centinaia di migliaia di processi per reati gravissimi segnala il livello criminale delle classi dirigenti che lo esprimono. Comunque la risposta è: più pieno che vuoto. Il compromesso al ribasso che salvava solo i processi per associazione mafiosa e voto di scambio, condannando all’improcedibilità tutti i delitti “strumento” dei clan – corruzione, estorsione, usura, riciclaggio, turbativa d’asta, truffa, frode, traffico di droga, armi, rifiuti tossici, prostituzione ecc. – è stato evitato dall’intransigenza di Conte, in una trattativa che partiva disperata: i processi d’appello per tutti i reati con l’aggravante mafiosa potranno durare 6 anni fino al 2024 e poi 5. E quelli per associazione mafiosa, voto di scambio, terrorismo, droga e reati sessuali avranno proroghe senza limiti. In più la sabbia nella clessidra inizierà a scendere non alla sentenza di primo grado, ma 90 giorni dopo. Per gli altri processi d’appello, gli anni non sono più i 2 voluti dalla Cartabia, ma 3+1, poi scenderanno di 1 solo se l’apposito Comitato tecnico dirà che il sistema è pronto. Non solo: se si riapre l’istruttoria dibattimentale per nuovi atti d’indagine o interrogatori, la clessidra si ferma: così i 3+1 o i 2+1 valgono solo per i processi che ridiscutono carte e sentenze di tribunale; per gli altri il termine sale. Resta lo scempio (sia pure annacquato) del Parlamento che indica alle Procure i reati prioritari, ma lì si spera che intervenga la Consulta; e l’obbligatorietà dell’azione penale tutela ogni pm che osi indagare sui delitti “fuori menu”.
I pericoli peggiori (anche se non tutti) della schiforma Cartabia sembrano sventati: basta confrontare il testo originario con quello stravolto dall’accordo di ieri. I 5Stelle, dopo mille cedimenti e sbandate, ridanno agli elettori un motivo per votarli. Lega, FI e i renziani del Pd e di Iv si confermano i santi patroni dell’impunità. Ma questo già si sapeva, anche se il M5S, la parte sana del Pd e Leu dovrebbero prenderne atto. A uscirne con le ossa rotte sono la cosiddetta ministra della Giustizia e Draghi che, o per malafede o per incompetenza (non si scappa: delle due l’una), hanno fino all’ultimo negato l’evidenza e tentato di imporre un testo che tutti gli addetti ai lavori (oltre al Fatto) giudicavano un Salvamafia&ladri. Una Guardasigilli che nega in Parlamento qualsiasi effetto sui processi di mafia e poi ingoia quel po’ po’ di eccezioni imposte da Conte sui reati di mafia (416bis, 416bis.1 e 416ter), dovrebbe scusarsi e dimettersi. Da ieri è ufficiale che o non sa quel che dice, o ci ha provato e le è andata male. Altro che aspirare al Quirinale: dovrebbe andarsene a casa.

Da meditare

 


giovedì 29 luglio 2021

Un grande!


di Alessandro Di Battista 

Il CSM, ovvero il Consiglio superiore della magistratura, l'organo costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica, ha appena bocciato il meccanismo dell'improcedibiltà, ovvero il cuore della riforma salva-ladri e salva-mafiosi presentata dalla Cartabia e votata da tutti i ministri. Il CSM ritiene che nella riforma Cartabia via sia "irrazionalità complessiva" nonché "drammatiche ricadute pratiche".

Leggo che probabilmente verranno esclusi i reati di mafia da questo meccanismo. Ergo non sarà più una legge salva-mafiosi ma (salvo la cancellazione dell'improcedibiltà stessa) resterà una legge salva-ladri, salva-colletti bianchi, salva-potenti e, soprattutto, salva-politici.

Sono infatti pochi i politici condannati per reati connessi alla mafia (benché esistano pensate a Cosentino, Dell'Utri, D'Alì). Solitamente i politici che commettono reati, rubano, corrompono, si lasciano corrompere, fanno traffico di influenze, abusano del proprio potere, aiutano gli amici negli appalti, organizzano frodi fiscali, si fanno finanziare illecitamente. Ecco io ritengo che il meccanismo dell'improcedibiltà (con la scusa dei processi lunghi) sia stato pensato per salvare illustri e flaccide natiche. E avallare questa porcata nonostante sia un po' meno sudicia è un grande errore. Un errore che farà felice i Berlusconi e gli innumerevoli "berluschini" d'Italia. Per essere chiari (e mi scuso per il turpiloquio ma a volte è necessario) se a 100 kg di merda vengono tolti 20 kg sempre 80 kg restano. E sempre merda è!

Checcèdinuovo

 Tutto sembra scorrere spensieratamente ed in scioltezza: leghisti facenti parte del governo che partecipano a quelle riunioni di psicolabili chiamate no green pass, con vista su no vax; foto e pose strarifatte di vip finalmente in vacanza placida e danarosa, gatti, cani, pietanze voluttuose tutte rigorosamente postate, tutto come prima insomma nel regno dei "noi siam noi e voi nun siete un k..." con ristoranti finalmente stracolmi e al solito, non tutti, amanti della fatturazione via cerbottana... e poi le vacanze, è vero che ne abbiamo tutti bisogni, ma l'ostentazione è ritornata in pompa magna, tutto in pratica si è riavvolto a prima del mefitico 2020. 

Cosa resta, cosa abbiamo imparato dal pandemico?

Nulla, di nulla. La ricerca dell'ingordigia galoppa alla grande, la schiavizzazione di molti impera come da manuale dei gran balordi di cui sono affollate le mete extra lusso. Non trovi un posto a tavola, i noleggi di ombrelloni e lettini hanno raggiunto vette impensabili ed indecorose, non s'avverte neppure lontanamente un impercettibile segnale di solidarietà, di socializzazione, di comunanza di ideali. 

Mentre nel palazzone sono tutti intenti ad abbattere le problematiche giudiziarie future di lor cialtroni, ai comuni mortali non bulinati non resta che sperare nel superenalotto. Come sempre, come prima, più di prima. 

Per il resto tutto a posto! Sigh! 

Filantropia disinteressata




Segretamente