giovedì 29 luglio 2021

Un grande!


di Alessandro Di Battista 

Il CSM, ovvero il Consiglio superiore della magistratura, l'organo costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica, ha appena bocciato il meccanismo dell'improcedibiltà, ovvero il cuore della riforma salva-ladri e salva-mafiosi presentata dalla Cartabia e votata da tutti i ministri. Il CSM ritiene che nella riforma Cartabia via sia "irrazionalità complessiva" nonché "drammatiche ricadute pratiche".

Leggo che probabilmente verranno esclusi i reati di mafia da questo meccanismo. Ergo non sarà più una legge salva-mafiosi ma (salvo la cancellazione dell'improcedibiltà stessa) resterà una legge salva-ladri, salva-colletti bianchi, salva-potenti e, soprattutto, salva-politici.

Sono infatti pochi i politici condannati per reati connessi alla mafia (benché esistano pensate a Cosentino, Dell'Utri, D'Alì). Solitamente i politici che commettono reati, rubano, corrompono, si lasciano corrompere, fanno traffico di influenze, abusano del proprio potere, aiutano gli amici negli appalti, organizzano frodi fiscali, si fanno finanziare illecitamente. Ecco io ritengo che il meccanismo dell'improcedibiltà (con la scusa dei processi lunghi) sia stato pensato per salvare illustri e flaccide natiche. E avallare questa porcata nonostante sia un po' meno sudicia è un grande errore. Un errore che farà felice i Berlusconi e gli innumerevoli "berluschini" d'Italia. Per essere chiari (e mi scuso per il turpiloquio ma a volte è necessario) se a 100 kg di merda vengono tolti 20 kg sempre 80 kg restano. E sempre merda è!

Checcèdinuovo

 Tutto sembra scorrere spensieratamente ed in scioltezza: leghisti facenti parte del governo che partecipano a quelle riunioni di psicolabili chiamate no green pass, con vista su no vax; foto e pose strarifatte di vip finalmente in vacanza placida e danarosa, gatti, cani, pietanze voluttuose tutte rigorosamente postate, tutto come prima insomma nel regno dei "noi siam noi e voi nun siete un k..." con ristoranti finalmente stracolmi e al solito, non tutti, amanti della fatturazione via cerbottana... e poi le vacanze, è vero che ne abbiamo tutti bisogni, ma l'ostentazione è ritornata in pompa magna, tutto in pratica si è riavvolto a prima del mefitico 2020. 

Cosa resta, cosa abbiamo imparato dal pandemico?

Nulla, di nulla. La ricerca dell'ingordigia galoppa alla grande, la schiavizzazione di molti impera come da manuale dei gran balordi di cui sono affollate le mete extra lusso. Non trovi un posto a tavola, i noleggi di ombrelloni e lettini hanno raggiunto vette impensabili ed indecorose, non s'avverte neppure lontanamente un impercettibile segnale di solidarietà, di socializzazione, di comunanza di ideali. 

Mentre nel palazzone sono tutti intenti ad abbattere le problematiche giudiziarie future di lor cialtroni, ai comuni mortali non bulinati non resta che sperare nel superenalotto. Come sempre, come prima, più di prima. 

Per il resto tutto a posto! Sigh! 

Filantropia disinteressata




Segretamente

 


Sempre più travagliato

 

Delenda Cartabia
di Marco Travaglio
Stupirsi perché l’informazione non informa, anzi disinforma, è come meravigliarsi perché la pioggia non è asciutta. Eppure, a vedere le tv e i giornali sulla “riforma” Cartabia, c’è da rabbrividire. L’Anm, che non è un covo di terroristi ma il sindacato dei magistrati, prevede la morte di 150 mila processi in corso e chissà quanti futuri. Cafiero de Raho, che non è una testa calda ma il procuratore nazionale antimafia, dichiara in Parlamento che l’improcedibilità in appello dopo 2 anni dalla sentenza di primo grado e in Cassazione dopo 1 anno da quella d’appello “mina la sicurezza e la democrazia” perché manda impuniti “reati gravissimi di mafia, terrorismo e corruzione”; e affidare al Parlamento la scelta dei reati da perseguire o ignorare “non è conforme alla Costituzione”. Gli stessi concetti, condivisi da magistrati, giuristi e avvocati, li esprimerà oggi il Csm, che non è un covo di tupamaros ma un organo costituzionale presieduto dal capo dello Stato, se finalmente il Colle gli leverà il bavaglio. Davigo dimostra sul Fatto, sentenze Cedu alla mano, che la procedura d’infrazione, scampata grazie alla blocca-prescrizione Bonafede, ora è assicurata.
Cosa arriva ai cittadini dell’immane catastrofe che sta per abbattersi sulla giustizia, sulla sicurezza, sulla Costituzione, sul dovere dello Stato di punire i colpevoli, sul diritto delle vittime a essere risarcite e degl’innocenti a essere assolti? Nulla, se non che c’è uno “scontro” fra il cattivo Conte e i “giustizialisti” 5Stelle da una parte e i bravi e onniscienti Draghi e Cartabia dall’altra per mettere i bastoni fra le ruote ai Migliori. Sul merito, non una sillaba. Sulle decine di migliaia di processi di mafia, corruzione, stupro, rapina, frode fiscale, giù giù fino ai reati minori (un saluto affettuoso alla legge Zan) al macero, tutti zitti. Dove sono i grandi costituzionalisti che si stracciavano le vesti nel 2009, quando B. tentò la stessa porcata (un po’ meno porca) col “processo breve”? Spariti. Dove sono i Saviano e gl’intellettuali antimafia e anticamorra da parata e da anniversario? Estinti. Nessuno si prende neppure la briga di smentire De Raho, Davigo, l’Anm, il Csm. L’unica cosa che conta è non disturbare il governo, che peraltro nessuno disturba. A questo punto è inutile avvitarsi in mediazioni al ribasso, come se evitare di incenerire 150 mila processi non fosse un dovere di Draghi & Cartabia, ma una gentile concessione a Conte (e naturalmente al Fatto). Molto meglio lasciar passare la porcata così com’è. Chi la vuole vota sì, chi non la vuole vota no. Ciascuno si assume le proprie responsabilità. Poi, ai primi mafiosi, stupratori e rapinatori improcedibili cioè impuniti, le vittime sapranno chi andare a ringraziare. E anche i lettori e gli elettori.