Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 25 marzo 2021
L'Amaca
La intervistano ancora!
mercoledì 24 marzo 2021
Giudizi etruriani
L'Amaca
Chi ha risarcito i nostri antenati?
di Michele Serra
Nel delicato e inevitabile tira e molla sui ristori, i risarcimenti e i vari soccorsi pubblici a disposizione di chi è stato messo in difficoltà dalla pandemia, un poco dispiace sentire, quasi in ogni tigì, rappresentanti di categoria lamentarsi perché i quattrini in arrivo non coprono la perdita subita, se non in parte.
Ci si domanda chi abbia risarcito i nostri nonni, i nonni dei nostri nonni, e indietro nel tempo fino all’uomo di Cro-Magnon, dei lutti e dei rovesci indotti dalla caterva di guerre e pestilenze che affliggono l’umanità da quando esiste. Ve lo dico io: zero risarcimenti, e un sospiro di sollievo se si era ancora vivi e con un po’ di pane in dispensa.
Mi permetto di dire che tra le tutele inesistenti del passato e quelle magari insufficienti e però consistenti di adesso, c’è un lungo percorso politico, di assistenza pubblica e di solidarismo organizzato, che fa di noi, oggi, dei figli di un dio maggiore (lo Stato! Il Welfare! L’Europa!).
Pretendere che TUTTO quello che è stato perduto a causa della pandemia ora piova dal cielo, è abbastanza protervo e parimenti sciocco: la sfiga esiste, per dirla in parole povere eppure ricche di significato. Esiste per tutti, esiste da sempre, così come non esiste il diritto alla fortuna, alla ricchezza, al reddito invariato nei secoli.
Ci sarebbe da aggiungere, volendo, che alcune delle categorie più indignate per l’esiguità dei ristori sono le stesse che hanno contribuito più pigramente (diciamo così) a fare cassa comune, ovvero a pagare le tasse in proporzione agli incassi.
Avessero almeno l’eleganza di fare finta di niente, sarebbe meglio.
Grande Marco!
Vuoto d’Aria
Per un attimo, quando ci venne sottratta anche l’ultima fonte di buonumore, cioè Gallera, tememmo il peggio. Uno così non lo troviamo più, pensavamo. Non avevamo previsto il Governo dei Migliori, che ci ha regalato il generale Figliuolo, prova vivente che i generali vengono scelti tra i colonnelli: infatti pare la reincarnazione del colonnello Buttiglione poi promosso a generale Damigiani (Mario Marenco in Alto Gradimento). E avevamo sottovalutato la Lombardia, nota fucina di comici naturali.
Ieri, per esempio, Mestizia Moratti ha scritto al Corriere che c’è “una svolta in Lombardia”. Quale? La “vaccinazione reattiva”. Non inerte, passiva, mogia come nelle Regioni che riescono persino a farla: reattiva. Purtroppo non se ne accorge nessuno. E neppure della “riduzione di 30 volte del tasso di incidenza dei casi a Viggiù”, per la gioia dei pompieri, nonché “a Mede, Castrezzato, Bollate” ecc. Insomma “ci stiamo adoperando”. E non è una promessa: è una minaccia.
Due mesi fa il suo problema era avere più vaccini, “in base al Pil” . Ora non si riesce proprio a prenotarli, grazie all’agenzia regionale Aria, orgoglio e vanto della Lega, figlia di tre società che sembrano la matrigna e le sorellastre di Biancaneve (Arca, Lispa e Ilspa). Dunque invisa a Disguido Bertolaso, altro fuoriclasse dell’avanspettacolo, che si sfoga col Corriere: “Sono esausto per questo sforzo”. Sì, ma quale sforzo? L’intervistatore lo sorprende “circondato da mappe: ogni centimetro di territorio lombardo colorato a seconda dell’incidenza del contagio”. Praticamente gioca a Risiko, anche perché “qui non sono nessuno, senza poteri, non posso firmare un pezzo di carta né stanziare un euro”. Però “il piede è sull’acceleratore” e l’occhio è vigile: il supercoordinatore della campagna vaccinale, s’era subito “accorto che qualcosa non funzionava quando abbandonarono 300 anziani convocati per errore. Ma le pare possibile che qualcuno non venga chiamato e altri mandati a vaccinarsi a 60 km da casa?”. E lo domanda lui a noi. Via, “siamo atterrati su Marte, non possiamo non gestire delle prenotazioni via sms”, dice sempre lui a noi, che lo vorremmo tanto su Marte ma si teme che non ci arrivi, malgrado il piede sull’acceleratore. Insidiato nel suo ruolo di capocomico, Artiglio Fontana va di repertorio: “Le criticità di queste ore offrono un’immagine distorta dei nostri risultati”. E tutti lì ad attendere l’immagine raddrizzata.
Incluso Gallera, che si prende la sua bella rivincita: “Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Aria si è rivelata inefficiente” e lui, da ex assessore alla Sanità, se ne vanta. Appena riaprono i cabaret, se qualcuno sopravvive al Covid, sarà sold out assicurato.



